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Una storia di Albert5454

Adesso la pubblicità

A volte rende nervosi...

110 visualizzazioni

4 minuti

Pubblicato il 03 settembre 2019 in Altro

Tags: #pubblicit #casa #noia #televisione #sera

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E adesso la pubblicità.


Decido che questa sarà una sera vuota. Una di quelle rare sere, in cui posso e voglio lasciar scorrere il tempo senza far nulla e starmene in beata solitudine in casa. Lascio il libro distante, la musica appartata, la chitarra a riposo. Una sera in cui l` unico gesto che sembra permettermi questa afa angosciante resta premere il telecomando. Ahh la tecnologia… Un pulsante e la scatola che ti permette di avere il mondo più vicino si illumina.Regolo il volume come sottofondo e scorro i canali alla ricerca di una traccia di interesse in ciò che i vari palinsesti propongono. Mi resta raro però riuscire a fornire un briciolo di attenzione nel mare dei programmi riscontrabili. Sarà questa mia svogliatezza che stasera sento dentro trionfare oppure solamente un apatico, freddo distacco dalle varie proposte che non mi ha neppure permesso di trovare un film intrigante.Poi canale dopo canale ecco i soliti, inutili dibattiti lontani, troppo lontani dalla gente.Chiacchierate in cui il senso di rispetto resta debole verso chi ascolta con quel sovrapporsi delle voci spesso inutile e lontano davvero dal sensodi un dibattito serio e non urlato.Insisto ricercando qualche concerto di musica recente o storica stimolato dalla mia voglia di rivedere qualche mio idolo giovanile suonare e cantare ma purtroppo nulla.


Una sensazione inizia nel frattempo a pervadermi la mente, dapprima lieve e dubbiosa poi sempre con maggiore insistenza. Questo é davvero un dettaglio inopportuno, ritmico e periodico: La pubblicità! Ed é lei in questa marea di canali televisivi la unica offerta che deve evidenziarsi, risaltare, restare immancabile.Arriva all` improvviso mentre sei concentrato su qualche interesse, su una storia intrigante o su qualche dettaglio in un documentario che ti mancava.Arriva violentandoti i timpani, mentre con occulto potere lei stessa alza il volume fregandosene della tua maniacale regolazione. Tu semplicemente sobbalzi da poltrone o divani, rassegnato, impotente. Ringrazi il cielo che ancora non si è riusciti a creare una modalità che permetta, di vederla uscire da quel cubo con immagini parlanti. Immagina se davvero potesse uscire da quella scatola per poi vederla sedersi al tuo fianco e prenderti per mano alfine di consigliarti al meglio, bisbigliandoti in un ’orecchio ogni tua modalità di scelta giornaliera. E con precisione ritorna, portandoti ogni commercio sullo schermo insegnandoti a vivere, ad abbandonarti nei consumi, costruendo in tal modo la tua vera, unica felicità.Ora attirala mia scocciata attenzione e cerco di guardarla, ma con critico distacco.


La prima sensazione è il rendermi conto del potere persuasivo che le viene innestato con maestria dalle musiche e dalle inquadrature trionfanti di colori.Una modalità che cerca, nei singoli dettagli la certezza di non permetterti di guardarla in modo distanziato e critico.

Ascolto di creme miracolose, contenenti molecole dal nome lontano dalla mia amata chimica. Vedo case felici. Uomini e donne perfette. Colazioni di famiglie numerose effettuate in cucine enormi. Famiglie sempre ampie. Famiglie il cui reddito determina di sicuro una parte del PIL.


Cambio canale e la partita di calcio sembra intrigante. Un paio di minuti ed ecco che due signore discutono di detersivi in un appartamento da 200 metri quadrati minimi. Ora giovani donne si spalmano una miracolosa pozione su di un volto già perfettamente truccato. Gli scenari sono perfettamente curati. Mobili, spazi, colori e profondità dell’immagine.Entra prepotente la fisica, con le sue unità di misura. I giga. Chissà se oltre capire quando scarseggiano sul cellulare riescono a comprendere il significato di questa unità di misura. Penso a queste case. Lontane come Marte dalla realtà. Sembra che l’esterno ne sia isolato da strati di Polistirolo per attenuare i suoni dei clacson sulla via. Altre abitazioni sempre invece immerse in un verde incontaminato. Colline panoramiche a tenerle lontane dal traffico che intasa, che rende a fine giornata ostico arrivare a domicilio. Vi si riscontra una perfezione assurda, studiata, patinata, pianificata. Mai l’immagine di un padre che giunge a casa stanco e sporco, magari dopo aver gettato asfalto per una giornata intera. Mai un bimbo con una sgualcita tuta a strisciare sul pavimento. Mai una moglie o compagna a cercar di far quadrare la cena con il poco rimasto nel frigorifero.


Molto meglio la realtà vera. La pubblicità del giusto passa parola, per il panettiere ed il macellaio che onestamente sono sul territorio. Per l` oste che non ti strozza con i prezzi. Per chi a sera a casa ci arriva stanco. Per quel contadino dagli orari impossibili. Per una realtà tangibile e sincera. Una realtà lontana dai supereroi che per farsi valere ti alzano il volume. Cosi spengo il televisore e lo schermo torna nero con il silenzio a tornare incontrastato padrone della casa. Esco sul terrazzo e un cielo stellato e limpido mi attende. Lo osservo stupito ancora una volta. Chi lo ha progettato… non ha avuto bisogno di promozioni pubblicitarie. Albert.


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