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Una storia di Francescapanzolato

Questa storia è presente nel magazine Strong Ass Bitch, diario di una stylist

Boss Ass Bitch

diario di una stylist

373 visualizzazioni

4 minuti

Pubblicato il 01 novembre 2018 in Moda & Design

Tags: #commedia #diario #divertente #romanzo #romanzorosa

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01/04/2018


Questa giornata non poteva iniziare in modo peggiore. Il tempo fa schifo, piove ed è tutto grigio. Non bastava il fatto che io fossi già normalmente un disastro emotivo ambulante , serviva anche il mal tempo a rendermi ancora più intrattabile. Sapete quando vi svegliate la mattina e pensate: oggi sarà diverso? Non lo è mai.

Quando mi sono svegliata ho rovesciato il caffè bollente sulla mia gamba e naturalmente ho innondato tutto il letto, che avevo appena pulito. Non contenta, ho bruciato il mio toast mentre mi ritoccavo il trucco per la decima volta, nella speranza che mettere il ventesimo strato di fondotinta rendesse tutto più naturale. Ma come cazzo fanno le beauty blogger a sembrare struccate con due chili di trucco, quando io anche solo con un filo di mascara sembro un travestito?

Questo comunque è quello che è successo prima che io uscissi di casa, perché una volta varcata la soglia avrei dovuto tornare dentro, e chiudermici per il resto della mia vita. Giusto per assicurarmi di non fare altri danni.

Devono aver decisamente esagerato quando hanno detto che Los Angeles è sempre assolata, o forse io dovrei smettere di credere a tutto quello che leggo online, ma avevo bisogno di credere a questa bugia, perché non ne potevo più degli inverni freddi di Boston.

Appena chiusa la porta del mio bellissimo ed estremamente caro appartamento, sono entrata con tutta la caviglia in una fottutissima pozzanghera. Una pozzanghera che sembrava una piscina. Cosi ora, ho sporcato le mie nuove scarpe, comprate per fare colpo sul mio nuovo capo e pagate più di quanto prenderò come stipendio.

“Non sono semplici scarpe, sono un investimento per il mio futuro” mi ero ripetuta dopo averle pagate e dopo aver mangiato solo riso e patate per settimane per risparmiare. Un bellissimo investimento, lilla, metallizzate, tacco dieci ricoperto di pietre verde smeraldo che stanno divinamente con il mio tubino nero da dieci dollari comprato da Target.

Credo che Target sia sottovalutato.

Ho già detto che sono anche arrivata in ritardo?

Naturalmente il mio Uber aveva una gran voglia di chiacchierare e poca voglia di guidare. Avrei probabilmente fatto prima ad andare a lavorare correndo, ma vista la mia fortuna avrei potuto inciampare e morire probabilmente. Quando sono entrata nell’edificio del mio nuovo posto di lavoro, nella coloratissima Downtown LA, ho pensato per un attimo che tutta questa sfiga era valsa la pena, perché finalmente ero riuscita ad arrivare dove volevo. Ero stata assunta come assistente stylist per una delle riviste di moda più influenti del momento, ed ero determinata a diventare il capo, e avevo tutte le intenzioni di diventarlo. Era il mio sogno, dovevo solo avere pazienza e tirare fuori le unghie.

<< Sei in ritardo>>

Sentii una voce che mi fece accapponare la pelle, e quando capii che si stava rivolgendo a me e che era Susan, il mio nuovo capo, quasi me la feci addosso. Era una donna elengantissima, sulla cinquantina, ma grazie ai lavoretti di suo marito, chirurgo plastico, poteva passare tranquillamente per una trentenne. I suoi capelli sembravano essere appena fatti e acconciati da un hair stylist, cosa che probabilmente non era tanto lontana dalla verità. Il suo sguardo era gelido, e si intonava perfettamente con il suo abito di Armani fatto su misura grigio argentato.

<< Hai perso l’abilità di camminare per caso?>>.

Senza rendermene conto ero appena stata zitta e ferma a fissarla come una scema, giusto per cominciare bene e fare subito una buona impressione.

<< No, mi scusi. Sono Joanna, la sua nuova assistente. Mi scusi per il ritardo, ma..>>, non riuscii a terminare la frase perché lei si stava già allontanando sulle sue bellissime Manolo Blahnik.

<<Non abbiamo tempo da perdere, visto che dobbiamo recuperare il tempo che abbiamo perso a causa del tuo ritardo. Sulla tua scrivania troverai tutto quello che devi fare>>, e in un secondo sbatti la porta del suo ufficio e io mi trovai in piedi come una scema, senza avere la minima idea di cosa diavolo fosse successo. Dove cavolo ero? Sul set di “ Il diavolo veste Prada”?

Ho passato il resto della giornata seduta alla mia scrivania a controllare tutti i documenti che avevo da compilare, a prendere appuntamenti su appuntamenti e a guardare decine e decine di modelle passarmi davanti e guardarmi come se fossi un orco. Non sono certamente una sera figa, ma credo di fare la mia porca figura. Ho i capelli biondi, lunghi , occhi grigi, labbra carnose e sono alta un metro e settantacinque. Ho un fisico abbastanza atletico e sono ricoperta di tatuaggi. Che non aiutano particolarmente quando lavori per gente cosi snob.

Quando sono tornata a casa ho divorato una pizza di Dominos ai quattro formaggi, in circa 5 minuti, perché sono talmente stupida da aver passato tutta la giornata alla scrivania e ho saltato il pranzo per paura che mi licenziassero. Se questo è il primo giorno, domani magari sarà meglio giusto?


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