scrivi

Una storia di CinziaMarchese

Haiku notturni

172 visualizzazioni

5 minuti

Pubblicato il 06 febbraio 2019 in Spiritualità

0

Masako si strinse,timorosa degli sguardi altrui,nel proprio “yukata”, kimono colorato lasciatole in eredità dalla nonna materna:simbolo di una dinastia radicata profondamente alle tradizioni giapponesi e alle leggende che,volentieri da piccola ascoltava accoccolata sulle sue ginocchia,con occhi incantati…

Preferiva su tutte la storia d’amore tra Hikobishi ( guardiano di mucche ovvero “la stella Altair”) e Orihime (la tessitrice ovvero “la stella Vega”), figlia del sovrano di tutti gli Dei.

Un amore triste poiché i due,seppur promessi sposi, furono condannati, a causa del loro incondizionato amore, a potersi riunire solo una volta all'anno,ogni 7 di luglio,appunto…

Quella sera Masako, soprannominata dalla stampa “la principessa triste”, si confuse tra una miriade di tanzaku e fukinagashi (strisce colorate di carta appesi agli alberi e agli usci delle case, con scritti sopra desideri,piccole poesie/haiku,desideri), senbazuru (file di origami) e toami(reti da pesca usate per decorazioni).

Sulla penisola di Izu, dov’ella trascorreva,ogni estate le sue vacanze assieme al consorte regnante Naruhito, era un tripudio di danze, sfilate,chiassose bancarelle. La principessa era riuscita a sfuggire al tedioso controllo dei ciambellani del Kunai della casa Imperiale: complice l’assenza fortuita del marito per impegni diplomatici, aveva imboccato il sentiero della libertà,confondendosi tra la folla della città di Shimoda. Le parve così accogliente, materna, foriera di piacevoli sorprese, lì,in quella stupenda penisola così familiare oramai…

La gente le sorrideva,cordiale,in molti si prodigavano all'allestimento delle bancarelle,dove cibi tipici e bevande rinfrescanti venivano offerte e condivise, nell'attesa di alzare gli occhi al cielo per ammirare l’abbraccio dei due amanti Altair e Vega, nella serata dedicata a loro:la festa del Tanabata Matsuri.

Masako si soffermò mesta nei suoi pensieri chiedendosi :”Come ho potuto rinunciare a tutto ciò?”La semplicità, la fratellanza del suo popolo unito nelle tradizioni, i suoi sudditi, a cui ora si mescolava in incognito,truccata pesantemente,mascherata…Una giovane donna,istruitasi in un campus americano,con un futuro promettente nella carriera diplomatica, aveva abdicato, alla fine , in nome del dovere. I ciambellani reali si erano dati un gran daffare per organizzarle un incontro fortuito ad un party tra regnanti, con il principe giapponese Naruhito, in cerca di moglie irreprensibile, intelligente,carina.E lei, dopo una fuga da Tokyo, con la scusa di una specializzazione ad Oxford, rientrò a testa bassa, cedendo alle pressioni,perché per i giapponesi è impossibile dire no alla casa reale…L’attendeva una vita di clausura,dove l’ego è inesistente,dove i sentimenti non devono trapelare,dove si rischia di impazzire con i tanti appuntamenti mancati nella vita ad arrovellarti il cervello.


< Signorina, prenda, brindi con noi! Niente pensieri tristi nella festa del Tanabata, stasera ci sono desideri da far volare in alto fino al cuore di Vega ed Altair…>

Un vecchietto, con la faccia di cartapesta ed il tipico costume multicolore le stava porgendo un bicchiere col sakè: dal suo sorriso spontaneo spuntava un canino argenteo mescolato a saggia,secolare bontà. Masako afferrò il sakè bevendolo d’un fiato, sfidando la rigida formalità,compagna assidua delle sue giornate…


***************

Chiudendo gli occhi

In un antico amore / mi riscaldo. (Hino Sojo)

Le musiche, le danze,si fecero sempre più accattivanti,coinvolgenti: Masako rideva ,cantando e danzando,complice il primo sakè seguito da altri. Il suo sguardo si soffermò sulle dita intrecciate di due giovani innamorati dallo sguardo complice senza tempo: una fitta dolorosa le trafisse il cuore.



***************


Il susino è in fiore

L’usignolo canta

Ed io sono solo. (Kobayashi Issa)



Si adagiò, al riparo di un albero frondoso di carte dei cinque colori recanti piccole poesie/haiku d’amore,di desideri, d’attesa. Il corso d’acqua, nella lieve oscurità costellata di falene e di stelle,cullava nel fruscio l’altra se, proiettata nel nulla incantato…

Si ritrovò,attonita,sulla sponda del fiume Celeste,impetuoso,impietoso verso i due amanti Vega ed Altair:li vide guardarsi tristemente,tra i due opposti della riva, oramai rassegnati, piegati al volere divino.

Ma inaspettatamente, uno stormo di gazze compassionevoli ,al cospetto di quell’amore sofferente e puro, volò fino alla Via Lattea, creando un ponte tra i due affinché si ricongiungessero.

Masako, avvertì un lieve bruciore alla gola e una stilla commossa scese sul suo viso mascherato: quella maschera indegna ai suoi avi, indossata paradossalmente per il beneplacito dei ciambellani di corte, l’avrebbe finalmente gettata, strappandola via dalla sua vita. Un giuramento fatto a se stessa, alla sua cara nonna, che le aveva insegnato il rispetto della propria persona, dei sogni interiori: come poteva ignorarlo ora, partecipando alla favola più bella di Masako bambina?


***************


Vago chiarore della luna

Persino i volti inadeguati

Sono da amare (Sòseki)



Lo scoppiettante suono dei fuochi d’artificio che,cadevano a corolla nelle acque brumose tra lo stupore a bocca aperte della gente, la risvegliarono piacevolmente stordita e dubbiosa…

Aveva sognato, certo ma…quale la differenza tra sogno e realtà?


***************


Sopra il deserto

Avviene l’aurora

Qualcuno lo sa (Jorge Luis Borges)



Non aveva ormai nessuna più importanza, il deserto rappresentato nella sua vita, la sua ferrea volontà avrebbe rischiarato il buio dell’incertezza:

lo sapeva nel cielo,l’Altissimo degli Dei,

lo sapeva lei, Masako,

e bastava già così…

Mentre tutti,ebbri di sakè, di suoni, di danze, incollati con gli occhi al cielo mormoravano le loro litanie incantate, la principessa aggiunse tra le striscioline colorate, i suoi versi preferiti,donandoli al vento.


***************


Uscendo dal bosco

La sposa arriva

Per il sentiero lunare (Bòsha)



Masako rientrò furtiva nella sua residenza estiva, mentre il mondo dormiva: chissà quante altre giovani donne, come lei, quella notte avevano alzato gli occhi al cielo promettendo,fiduciose a se stesse,di ricominciare daccapo, al sorgere del sole…mai più serate trascorse isolata dal suo amato Naruhito (lui nel suo studio a suonare la viola) a perfezionare l’arte della poesia e della calligrafia per ingannare il tempo.

Rientrando, Naruhito notò una strana luce negli occhi della giovine moglie che,eludendo i convenevoli formali,si appartò con lui, prendendolo per mano:

< Vieni con me,vorrei mostrarti una cosa….ricordi quando da bambini

ci narravano del Tanabata Matsuri? L’hai forse dimenticato anche tu?>

Sorrise,carezzandolo la fronte e porgendogli un haiku fatto per lui…


Stammi vicino

La notte oscura

Soccomberà al mio amore


Naruhito capì tutto, gli anni di accettazione silenziosa e di profondo sentimento: abbracciò la moglie sussurrandole “ Rimani sempre così come sei…”


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×