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Una storia di DomenicoDeFerraro

LA FAVOLA CAPOVOLTA

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4 minuti

Pubblicato il 05 marzo 2020 in Fiabe

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LA FAVOLA CAPOVOLTA


ACHILLE E L’INVERSE DIMENSIONI


C’era una volta un uomo di nome Achille dall’aspetto assai trasandato che amava sognare sopra le nuvole, andare a zozzo per il cielo perdersi nella sua infantile immaginazione . Amava vivere come un uccello sopra un ramo. In molti lo ritenevano molto stupido, un tipo rozzo, poco simpatico che tramava all’ombra dell’amore. Achille era un uomo tutto d’un pezzo nato dal paradosso delle sua storie . Un sillogismo atipico lo spingeva a riassumere un suo certo modo di vivere con quell’aspetto di contadinotto con cui zappava la terra fino a scendere in fondo ad essa. Capace di trovare mille tesori nascosti, una volta trovò una magica radice con cui dopo averla a lungo masticata ti poteva cambiare l’aspetto, farti divenire addirittura migliore. Achille era come il figlio di un sogno primordiale ,vulnerabile , fragile come l’amore verso un ideale perduto per sempre come la melodia di una canzone cantata a voce bassa nell’oscurità della propria esistenza. Il fatto singolare che egli credeva d’essere assai furbo, aveva imparato a pensare in modo inverso a discapito di ogni convenzione , aveva imparato a camminare a testa in giù. Aveva imparato a guardare il mondo da un’altra visione ad osservarlo da un'altra angolazione. Ora egli credeva d’essere l’unico uomo di questa terra a poter vedere cose oltre ogni suo divenire , attraversare mondi fantastici, capace di volare lontano. Achille sognava in cuor suo d’ andare oltre questa gretta vita come tanti pinguini nucleari in fila canticchianti canzoni insolite. Ed il mondo continuava a ruotare e fregarsi di cosa egli era , un minuscolo essere, una rotellina ruotante dentro se stessa. Comprendere Achille è il suo ingegno non era facile. Achille piè veloce era la rappresentazione di quella parte del mondo poco amata . In molti rimanevano impressionati dalle sua capacita anche se tutto il male di questa società si concentrava nell’essenza di un concetto , di un essere e divenire di poche note composte in fretta pronte ad essere lanciate nella mischia . E Achille era basso, tarchiato , sapeva cantare, sollevare pesi con il passare del tempo , questa sua capacità ne fece una virtù.


Un uomo insolito Achille capace di possedere la vita in pochi commenti ma la vita a volte lo rifiutava, lo gettava nel baratro delle parole insignificanti , in quei amori cruciali che ti tengono per il collo ti fanno soffrire in lungimiranti concetti dolenti come fistole anali. Momenti cruciali di cui non hai una certezza come la morte, la vita che scorre con le nostre parole. Comprendere e amare come è difficile percorrere le molte strade i molti significati di un essere cresciuto troppo in fretta che cerca di sopravvivere all’avidità , alla lussuria intrisa in quella nera sorte che come un arpia ti sta accanto. Ed il mondo di Achille era dolce fatto di marzapane di ciaccolato , dolce come le caramelle gustose a menta e fragola , succhiate avidamente dietro un muro , dietro questo vivere trascinato verso il fondo. Il prode Achille sapeva volare, vedere l’indefinito che vive in noi . L’incerta minuscola conclusione di un soggetto atavico capace di raccogliere le arie e le melodie di un mondo in continua evoluzione. La morte non gli era amica e la sorte era la tragica conclusione di un periodo grammaticale pieno di errori. Molte volte Achille cadde in questa follia di frasi fatte messe a cucinare a fuoco lento , perduto in quel suo slancio creativo, condotto spesso oltre ogni altra compressione, verso una altra dimensione E l’amore può essere molte volte letale se non capito nel suo nascere , nel suo tentare di cambiare l’ anima del tuo mondo. Ed Achille a dispetto di tante malelingue , sapeva guardare l’altra parte della verità delle cose, sapeva dove andare oltre se stesso.



Decise così di trarne vantaggio da questa sua peculiarità di poter cambiare la verità con il capovolgere ogni cosa dal reale nel suo essere irreale , così prese a invertire ogni cosa, girare sopra ,sotto ogni concetto , ogni fatto , altresì ogni modo di fare, ogni modo di concepire , amori, discorsi , logica , legge . Si diede da fare, nello sconvolgere , cambiare il modo di fare di talune persone, figlie della loro grigia esistenza , spiccante il volo verso un mondo nuovo , scoprendo a volte per caso nelle tasche di costoro qualcosa di buono o di cattivo.



Achille con il passare attraverso l’inverso , preso coraggio , conscio della sua capacità di poter cambiare la realtà , pensò di capovolgere il governo locale, ed ogni pubblica istituzione non conforme alla sua visione dell’esistenza. Nel giro di un battito di ciglio, di un volo verso l’orizzonte , Achille divenne l’uomo più importante di tutta la città. Ed in questa veste, ammirato, invidiato , vezzeggiato, cambio nome e si rese ridicolo come un ricordo fatto in una notte fonda. Esule della sua esistenza, figlio delle sue disgrazie , avanzò il piede gigantesco verso quel mondo piccolo. E come il grande gigante delle fiabe giunse in ogni luogo ed in molte contrade o paese andasse tanta gente invidiosa dei suoi risultati raggiunti prese a pensare all’inverso nei versi come aveva fatto lui . In breve tempo capovolto il mondo sotto , sopra, l'unico ancora a camminare con la testa fra le nuvole rimase solo lui quell’uomo ritenuto quasi insignificante di nome Achille , frutto delle sue favole capovolte.


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