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Una storia di LorenzoMessina

Non parlare con gli estranei

"Nessuno sa come comunicare con gli altri."

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2 minuti

Pubblicato il 18 aprile 2020 in Spiritualità

Tags: #estranei #sociale #sociologia

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Indipendentemente dal surreale scenario a cui stiamo assistendo in questi tempi a causa dell'emergenza coronavirus, nell'odierna società non parlare con gli estranei - oltre ad essere il tipico accorgimento fatto ai più piccoli - è ormai diventato il comune precetto strategico anche per gli adulti.

Il tentativo di tenere a distanza l'altro non è la sola risposta concepibile, ma quella più prevedibile all'incertezza esistenziale radicata nella nuova e fragile società moderna. "Non parlare con gli estranei" sta assumendo le proporzioni di uno slogan che regola la realtà di una vita in cui gli estranei sono persone con cui ci si rifiuta di parlare a causa della nostra insicurezza. Esso riformula lo scenario di una società in cui gli estranei vengono sempre più frequentemente associati alle diffuse paure della mancanza di sicurezza.

Emblematico come i Social Network, solo uno dei molteplici fattori che maggiormente condizionano la vita contemporanea e nati per favorire la nascita e la crescita di relazioni sociali, in realtà portino alle persone tanta soddisfazione quanto timore e insicurezza. Sembrerebbe un paradosso, anzi lo è: permettono a chiunque con un semplice smartphone di stare in contatto costantemente con milioni di persone, ma al contempo il loro perpetuo utilizzo può portare alla rottura di quel legame inosservabile che da sempre esiste tra individuo e collettività. Lo ha dimostrato l’American Journal of Preventive Medicine, studiando i comportamenti di 1.787 ragazzi e ragazze americani tra i 19 e 32 anni. Gli studiosi hanno potuto constatare che chi utilizzava i social più di due ore al giorno si sentiva molto più isolato rispetto quelli che si sono tenuti sotto la mezz'ora.

"Nessuno sa come comunicare con gli altri", lo ha affermato recentemente Sharon Zukin - una professoressa di sociologia specializzata nella vita urbana moderna che insegna alla Graduate Center, al Brooklyn College e alla New York University. La capacità di convivere con le differenze non è una qualità che si acquista facilmente e man mano che la spinta all'uniformità si fa più intensa, cresce di pari passo anche la percezione di pericolo proveniente dall'estraneo alle nostre porte.

Ad oggi tutti adorano rincorrere sensazioni piacevoli, peccati di gola, ma cercano anche una rotta che permetta loro di affogare l'insicurezza. La società moderna desidera essere libera di sbagliare ed è intenta ad avere fiducia di se senza sentire il bisogno di allargare la propria rete di legami umani.

Un fronte unito contro gli immigrati e l'esaltazione delle proprie diversità promettono di accompagnare il variegato assortimento di individui che fuggono incessantemente dagli sconosciuti. Spesso risulta troppo facile associare quest'ultimi alle cause dell'incertezza e dell'insicurezza moderna, ma così il problema rischia di diventare un circolo vizioso, e il multiculturalismo è tutta un'altra storia.


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