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Una storia di Nim_narrat

Rinascere - #01

Quando ogni cosa appare senza senso, un nuovo inizio può essere in "agguato"...

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6 minuti

Pubblicato il 06 settembre 2019 in Storie d’amore

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RINASCERE #01


Capitolo 1

Sonia stamattina s'è alzata ancora prima del solito.

Barcollando, un po’ intontita dal sonno, va a piazzare subito sul fuoco la caffettiera e tira fuori lo zucchero dalla credenza.

Poi, è la volta del consueto rito della lettura, con il “giornale del giorno prima” che è già lì pronto, bene in vista sul tavolino.

Sonia si siede sulla sua bella seggiola, pronta a sfogliare distrattamente quelle pagine colme di notizie che, alla fine, non verranno assolutamente recepite dal suo cervello, ancora troppo assonnato.

Uno sbadiglio di quelli “belli profondi” la fa sobbalzare e quasi per caso, lo sguardo va a finire fuori, al di là della finestra un po’ appannata.

Gli occhi, allora, s’aprono di colpo per la meraviglia e giusto qualche istante dopo il naso finisce bellamente spiaccicato contro il vetro.

Sembra proprio che un’intensa, fitta nevicata stia imbiancando il piccolo viale d’ingresso ed il cortiletto, tutt’attorno.

-Che spettacolo...- dice Sonia tra sé e sé, continuando a restar lì, tutta ammirata.

Tutt’a un tratto, il tempo da l’impressione di voler quasi scorrere più piano e mentre qualcosa, dentro di lei, sembra come slegarsi, il cuore inizia a battere più lentamente.

Per la prima volta dopo tanto tempo, Sonia sente un po’ placarsi quel maledetto senso d’ansietà che purtroppo è oramai divenuto, per lei, un qualcosa di tristemente familiare.

Gli occhi si socchiudono, il respiro si fa leggero come non mai e, quasi come per magia, il suo animo sembra svuotarsi di tutta la mestizia che, già da un po’, accompagna tutte le sue giornate.

Sono momenti veramente meravigliosi e Sonia prova ad assaporare bene, fino in fondo, ogni singolo istante.

Purtroppo però, le cose belle non durano mai molto a lungo e così, ecco che quasi subito, pace e intimità finiscono per esser spietatamente spazzate via, proprio come dei piccoli , teneri fuscelli investiti da un improvviso, arrogante ventaccio di tramontana.

Implacabili e ruggenti come non mai, ecco arrivare, infatti, alle orecchie della poverina le urla dei suoi due cari figliuoli che, come delle vere e proprie furie, stanno già iniziando un ennesimo, stupidissimo litigio.

Marco e Michela hanno dodici e tredici anni e da quando il loro papà non c’è più, pare non riescano proprio a far altro che bisticciare e accapigliarsi, riuscendo peraltro a tirar fuori ogni volta offese, urla e improperi sempre più assordanti e difficili da “ignorare”.

La vita di Sonia, dunque, è quella d’una piccola donna che s’è ritrovata, suo malgrado, a dover fare i conti con una realtà che, probabilmente, è tanto più dura e forte di lei.

Così, proprio come una bella bolla di sapone finita tra le mani d’un bimbo isterico, il piccolo, insperato “momento magico” può tranquillamente andare a farsi benedire e subito, mille strani, pesanti pensieri prendono fissamente ad affollare la testa della poverina.

Un problema, poi un dubbio e di nuovo, subito di seguito, un altro problema ed un dubbio ancora.

Sonia riapre gli occhi e dopo aver azzerato ogni singola idea dalla sua mente, inizia quasi automaticamente a darsi da fare.

Senza batter ciglio, va a rimetter mano alla credenza, per preparare la colazione.

Nel frattempo, i ragazzi continuano, senza tregua, a punzecchiarsi a vicenda, dopodiché, una volta mangiato ben-bene, a sazietà, saltano veloci giù dalle sedie e vanno a tirar su, dal pavimento, libri e cartelle.

A questo punto, come sempre, la porta di casa viene spalancata e dopo un timido saluto, tirato così, con noncuranza e da lontano, i due scappano letteralmente via, correndo come matti.

In tutto questo Sonia non ha spiccicato neanche una parola perché, a quanto pare, i giorni di questa sua “nuova vita” appaiono veramente fin troppo duri da affrontare e lei, oramai, da come l’idea d’aver tristemente perso tutta la voglia di “combattere”.

In ogni caso, anche oggi c’è da fare buon viso a cattivo gioco e una nuova giornata di lavoro, sia in casa che fuori, è già lì in attesa d’essere vissuta fino in fondo.

Così, come sempre, Sonia se ne va in camera sua e senza prestare neanche molta attenzione a ciò che sta per indossare, inizia a riempire lo zainetto, che usa a mo’ di borsa, con mille cianfrusaglie dopodiché si avvia subito, svelta e tutta trafelata, verso l’uscio di casa.

Passando, però, davanti alla finestra della cucina, uno strano, piccolo pensiero le scivola fulmineo in testa e giusto mezzo istante dopo, ecco giungere anche una strana, insolita tentazione che, senza vergogna, inizia a punzecchiare cuore e anima.

Quella mattina, in fondo, era veramente successo qualcosa di speciale e allora, perché non provare a rivivere, anche solo per un po’, quella stupenda sensazione?

La solita, pesante paura d’arrivare in ritardo al lavoro è sempre lì, ben piantata nella mente ma alla fine, a pensarci bene, si tratta solo di qualche minuto.

Giusto un paio di piccoli, veloci passetti per riuscire a voltarsi, tornare indietro e ritrovarsi nuovamente lì, dietro quella piccola finestrella; poi un rapidissimo gesto, per poter un po’ ripulire, con la mano, il vetro tutto appannato dopodiché lo sguardo può finalmente correr fuori ancora una volta.

Un battito di ciglia, un profondo sospiro e poi di nuovo, un altro ancora.

-Sembra che non sia affatto possibile rivivere le emozioni a proprio piacimento...- sentenzia però subito Sonia sottovoce, abbozzando anche un timido sorrisetto, tutto stiracchiato.

L’atmosfera, li fuori, è infatti del tutto cambiata e con il sole che splende più che mai in mezzo ad un cielo incredibilmente terso e azzurro, pare proprio che il paese, tutt’attorno, si sia oramai del tutto svegliato.

La stradina che passa lì, giusto a fianco del piccolo cortiletto dietro casa è letteralmente presa d’assalto da una marea d’automobili che, freneticamente, vanno su e giù, praticamente senza sosta.

La “ magia “ insomma è svanita del tutto ma in ogni caso, dopo una bella nevicata, ritrovarsi con una mattinata così bella e splendente non è comunque una cosa da poco.

Tutto questo, stranamente, sembra proprio aver colpito nel profondo la piccola Sonia e così, nonostante i minuti stiano continuando a correr via inesorabilmente, lei è ancora là, del tutto immobile, con la mente abbagliata e smarrita nei suoi pensieri.

-Non vedevo un sole così splendente da quel giorno…- Dice Sonia, mormorando -dall’ultima volta, nel nostro piccolo posto felice!-

Mille ricordi avvolgono ora la mente di Sonia che così, prende a vagare libera, andando a ripensare subito a quel luogo per lei quasi magico, in cui tante volte è riuscita a sentirsi veramente bene.

Un po’ più giù del paese, infatti, c’è una deliziosa valle immersa nella natura, piena di tanti stupendi alberi d’ogni tipo e contornata da un sacco di piccoli laghetti veramente meravigliosi.

È proprio quello il “ posto felice “ di Sonia ed è li che ha vissuto, insieme al suo amore e alla sua famiglia, i momenti più belli ed emozionanti di tutta la sua vita.

Arrivarci, in primavera e in estate non è poi così difficile e dopo aver percorso la piccola mulattiera, lenta e tortuosa, che scende e si insinua tra le rocce, lo spettacolo che si presenta davanti agli occhi finisce davvero per ripagare di tutta la fatica.

Adesso, però, la storia è proprio ben diversa visto che in inverno è veramente quasi impossibile anche solo pensare di poter arrivare fin laggiù.

Qualche attimo, un sospiro e poi i pugni chiusi che battono forte sul davanzale della finestra.

Il cuore di Sonia vola oltre i vetri, corre lungo il sentiero, scavalca le montagne ed alla fine è lì, immerso in quel suo stupendo, magico paradiso.

Lo sguardo della bella signora si rischiara d’improvviso, dopodiché, un secondo dopo, eccola rigirarsi su se stessa e senza il minimo indugio, correre a tirar fuori stivaletti alti e giaccone pesante.

Poi la porta si apre di colpo ed ora tutto, li fuori, sembra essere veramente bello e perfetto.


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