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Una storia di LaCasaDiCarta

Questa storia è presente nel magazine Risate e lacrime

Il ritorno dell'investigatore particolare

Il noir che non avresti voluto leggere

142 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 06 aprile 2019 in Humor

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Questa notte prima di addormentarmi ho partorito il seguito del mio vecchio racconto comico "Un investigatore particolare"...lo trascrivo qui e qui starà ma per pochi giorni...poi verrà eliminato per una futura pubblicazione...é già coperto da copyright quindi non potete copiarlo...

Alla fine potete commentare usando una di queste opzioni:

1)E' meraviglioso, frutto di una Grande mente e di un piccolo corpo
2)Soffri d'insonnia vero?
3)Se dormivi era meglio


Il ritorno dell'Investigatore particolare.


Erano passati dieci anni dal mio primo caso, quello che mi rese famoso.Quella sera stavo preparando dei muffin ed ero indeciso se farli alla vaniglia o al cioccolato.D'improvviso qualcuno suonò alla porta.Andai ad aprire, era una bellissima donna del sud Italia.”Piacere sono la signora Dionale”-”Come si chiama di nome Miss?”-”Mary”-”Piacere sign.ra Mary Dionale”.

Era venuta per denunciare un rapimento, quello di suo marito e di sua madre.Entrambi erano ricchissimi.Sua madre è la famosa sig.ra Giovanna Zella, propietaria di una catena di piscine private le famose “Pool Zella”.Era nota perchè era una signora molto strana,sin da piccola diceva di sentire le voci.Si vestiva di nero, portava i capelli corti e neri neri, smalto nero, abiti neri...venica chiamata da tutto Giovanna Dark.

Il marito della signora Dionale era un noto imprenditore famoso per la beneficenza che faceva con costanza.Il Sig. Philip Antropo, per gli amici Phil Antropo, era un uomo molto generoso e forse era stato rapito perchè le sue opere di bene davano fastidio alle multinazionali.

Nel giro di pochi giorni sospettai che era prigionero in una casa antica in Bagher street, una nota via della mia città abitata dai grandi campioni della pallavolo.

Forzai la serratura dell'abitazione ed entrai di prepotenza.Trovai il sig.Antropo e la sig.Zella legati ad una sedia e un uomo che era accovacciata con gli estremi della corda in mano.Aggredii l'uomo.Prima un pugno, poi un altro.Appena cadde a terra gli diedi un calcio sui fianchi,poi uno nella parti intime.Un colpo di tacco con la scarpa sulle tempie.Poi lo feci alzare lo gettai verso il muro e gli diedi una gomitata sullo stomaco.Quindi una testata sul petto.Altri due pugni e un calcio sulla pancia, poi lo lanciai per terra e saltai sul suo ventre.Subito dopo una raffica di pugni in volto.Perse i sensi.Mi accovacciai per perquisire il suo corpo mentre era svenuto.Trovai un distintivo della polizia,compresi poco dopo che era un poliziotto e non stava legando le due vittime ma stava cercando i liberarle.Liberai i due ostaggi e scappammo.

Per l'ennesima volta avevo risolto una caso complicato.La sera successiva mentre ero a casa mi ponevo delle domande:Chi li aveva rapiti?Quale era il movente?Come mai i colpevoli non erano stati ritrovati?Mentre mi ponevo queste domande la mia mente si illuminò... Voltai lo sguardo verso l'orizzonte come fa il Dr House quando ha una idea brillante...”I muffin sono più buoni alla vaniglia!”.Mi diressi verso la cucina e iniziai a preparare i dolcetti...

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