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Una storia di Paga

ARCIPELAGO TOSCANO

( 7 ISOLE : Gorgona, Capraia, Elba, Pianosa, Montecristo, Giglio e Giannutri )

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Pubblicato il 09 febbraio 2019 in Scienza

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Si tratta di isole di formazione geologica assai diversa: Capraia è vulcanica, il Giglio e l'Elba sono prevalentemente granitiche. Una grande varietà geologica che influenza forma e paesaggio di ciascuna isola. L'antichissima presenza dell'uomo, testimoniata dai ritrovamenti e dalla lunga tradizione di lavorazione dei minerali, ha prodotto profondi cambiamenti nella vegetazione originaria e i boschi di leccio restano solo in alcune parti dell'Elba, mentre la macchia mediterranea è la vegetazione dominante.
L'Arcipelago Toscano ha rappresentato un'importante area di rifugio e di collegamento tra il sistema sardo-corso e la penisola. Da questa storia la presenza nell'Arcipelago di specie di animali e vegetali estremamente focalizzate, formatesi nei periodi d'isolamento, assieme a specie presenti solo in Corsica e in Sardegna. Presenti colonie di uccelli marini, berte e gabbiani, tra i quali il raro gabbiano corso, specie endemica del Mediterraneo e presente in Italia in pochissime località. Sporadicamente segnalata la foca monaca mentre è possibile l'avvistamento di cetacei.

La Fauna

Le isole sono caratterizzate dalla presenza di numerosi endemismi. Interessanti sono le presenze del venturone, del sordone, della raganella tirrenica, del discoglosso sardo e del geco tirrenico o tarantolino. I mammiferi terrestri sono quelli tipici dell'ambiente mediterraneo con la rilevante presenza della martora; diffusa e visibile è anche la presenza del coniglio selvatico. Estinto sin dall'inizio dell'Ottocento il cinghiale maremmano, è stato introdotto una trentina di anni fa il cinghiale centroeuropeo, questa specie si è riprodotta a dismisura all'Elba divenendo un problema per la tutela degli endemismi floristici e la salvaguardia delle colture agricole.
L'Arcipelago è un punto di sosta e di nidificazione per molti uccelli migratori. Presenti colonie di berte e gabbiani tra cui il raro gabbiano corso che è stato scelto quale simbolo del parco.




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