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Una storia di OrnellaStocco

Questa storia è presente nel magazine PassioNataMente

Con il sale sulla pelle

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2 minuti

Pubblicato il 03 aprile 2019 in Altro

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Si arrivava verso il tramonto quando il sole allunga le ombre e la spiaggia sembra un tappeto dorato. La corriera ci scaricava, dopo due ore di viaggio, in Piazza Drago che allora ci appariva come la meta più ambita e Jesolo aveva il fascino trasgressivo di Copacabana.
Eravamo alla fine degli anni settanta, ci portavamo sulle spalle lo zaino con l'asciugamano, niente altro ci pesava. Nulla ci spaventava.
La ragazza con i capelli sciolti sulle spalle e una treccina sulla fronte ero io. La pelle abbronzata e gli occhi verdi mi bastavano.
Poi c'era lui che non sapeva bene in quale posto del mio cuore lo avevo collocato. Un cuore che era solo mio. Non gli avevo chiesto il suo nome mentre appoggiavo la testa sulle sue gambe durante il viaggio in corriera.
Lui, immobile nel timore di svegliarmi, io, libera come il vento che mi scompigliava i capelli appena giunti in spiaggia.
Il sole ancora caldo ci faceva spogliare in fretta.
Zaini e vestiti venivano adagiati a mo' di cuscino sul telo di spugna. Quello sarebbe stato il nostro giaciglio. Anche per la notte.
L'acqua docile ci avvolgeva nel tiepido abbraccio. Il cielo di un azzurro sbiadito si univa all'orizzonte con il mare sfinito da una giornata assolata piena di bambini urlanti e mamme furiose.
La luce dorata del sole amoreggiava con le onde sinuose, leggere come il mio corpo di ragazza che si faceva accarezzare dal mare del colore dei miei occhi.
Seduti sulla battigia umida con il sale sulla pelle ci incantava un tramonto struggente.
Padroni di quel mare, di quel sole e di noi, niente ci sembrava più straordinario di quel quadro impresso per sempre nella nostra memoria.
Una chitarra suonava mentre la luna ci veniva a trovare. Immensa.
La notte incantata ascoltava i nostri canti...Let it be...let it be...let it be....
Non eravamo molto intonati ma le nostre risate erano melodie inaspettate.
Le stelle danzavano con noi con i piedi nudi sulla sabbia ancora calda mentre una luna strepitosa si tuffava nel mare argenteo, seducente come la nostra voglia di conoscere e amare.
Per cena un panino con la birra acquistata nel chiosco prima che chiudesse e poi in cerchio come a chiudere quel pezzo di mondo. Quel mondo di cui poco conoscevamo ma che ci sembrava a portata di mano. Tutto sembrava possibile. Anche sognare il nostro futuro così lontano dai nostri pensieri.
Non si dormiva molto in quelle notti di luna, odore di mare, afa e zanzare ma poco importava.
A volte succedeva che la bocca si unisse a un'altra e mani sconosciute frugassero nell'oscurità.
Emozioni condivise sotto un cielo nero punteggiato da miliardi di occhi brillanti che entravano nei nostri spalancati, increduli per tanta bellezza.
Lo stupore dell'alba ci sorprendeva ancora svegli.
Innamorati delle nostre prime languide emozioni vissute sotto le stelle.

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