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Una storia di Barbarella49

La cometa

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3 minuti

Pubblicato il 23 aprile 2021 in Thriller/Noir

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Era la fine, lo sapeva. Lassù nel cielo blu cobalto la cometa lasciava la sua scia luminescente. La guardò fino a riempire i suoi occhi di quella immagine. La coda della cometa era lunghissima e di un colore bianco tendente al bluette. Squarci nell'aria, movimenti inconsulti, grida. Non vedeva più niente. Dolori inenarrabili le trapassavano il ventre, un sudore freddo la pervase.
La mano dell’uomo continuava a colpire alla cieca: sulle braccia, sul ventre, sulle cosce. Non si rendeva ben conto perché era semisvenuta, ma la stava riempiendo di botte. Non sentiva più niente. Un pugno la colpì in viso, sputò un grumo di sangue insieme ad un dente spezzato. Il successivo la raggiunse in pieno sul naso e sentì con nettezza l’osso spezzarsi. Cercava di ripararsi con le mani e le braccia, ma il suo aggressore pareva accecato da una furia incontrollabile. Quei colpi le dilaniavano l’anima. L’avrebbe uccisa e poi sepolta lì, tanto nessuno lo avrebbe scoperto. Perché aveva deciso di incontrarlo di nuovo? Lo sapeva che lui era un violento, eppure quando le aveva telefonato per dirle che aveva bisogno di aiuto non aveva esitato ad accettare.

Voleva rimettersi insieme a lei, lei aveva rifiutato e in lui era scattata la furia omicida. Non accettava di essere stato lasciato, non accettava che lei potesse avere una propria esistenza anche senza di lui.

Quello non era amore, quello era un sentimento negativo e basta. Adesso lei ci avrebbe rimesso la vita perché la rabbia di lui era esplosa come un fiume in piena su di lei.

I colpi piovevano, non ce la faceva a proteggersi. Sentiva dolore in tutto il corpo. Lui era diventato una bestia feroce, gli occhi pieni di odio la guardavano con un disprezzo infinito.

Pensare che un tempo le aveva voluto bene.

Forse quello non era voler bene ma solo un'esacerbata voglia di possedere l'altro e di controllarlo, perché quando si ama qualcuno bisogna anche accettare il fatto che non ci ami più. La sua era ossessione e odio verso di lei.

Avrebbe dovuto capirlo prima e invece si era fidata.

Le sue lacrime si mescolavano al sangue. I colpi erano talmente tanti e ripetuti da toglierle il fiato.

Troppo tardi si accorse della lama. Era buio e teneva gli occhi chiusi. Le facevano male perché li stava strizzando troppo. Le lacrime salate le pungevano gli occhi.

"Ti prego, smettila", implorava, singhiozzando.

Lui non ebbe alcuna pietà.

La coltellata la raggiunse in pieno petto. Un dolore tremendo la penetrò, un dolore viscerale cupo come quella notte. Una fitta lancinante le trapassò il seno. Brividi di gelo la avvolsero in una morsa.

Guardò il cielo per l’ultima volta. La cometa si frantumò in una miriade di frammenti e la terra fu investita da una pioggia di meteoriti, che nel cielo si trasformarono in stelle cadenti. Lo spettacolo bloccò la mano dell’aggressore che cominciò a guardare il cielo come ipnotizzato.

Si fermò indeciso sul da farsi, quindi abbassò la mano gettando il coltello per terra.

Pareva che la furia omicida fosse terminata.

Aveva la fronte imperlata di sudore.

La asciugò con la maglietta.

Un tremore incontrollato gli scuoteva le membra.

Un enorme spavento lo colse e con quello la consapevolezza di ciò che aveva fatto, ma non ebbe alcun cedimento, né rimorso.

Scappò lasciandola per terra ormai morente.

Nessuna pietà le aveva riservato.

Dopo averla massacrata, la lasciava lì sotto quel cielo dove stava avvenendo uno spettacolo incredibile.

Era vero dunque che le comete sono portatrici di catastrofi e sciagure.

Ancora qualche minuto e poi il dolore nella ragazza, si fece insopportabile.

Chiuse gli occhi.




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