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Una storia di DomenicoDeFerraro

DISTESO SULLA SABBIA

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Pubblicato il 11 agosto 2019 in Poesia

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DISTESO SULLA SABBIA



Disteso sulla sabbia nei rivoli di vento passante allegro tra le case basse situate sulla scogliera grigia ove siedo e provo il vile peso del cielo sulle mie spalle esule nell’inganno migrante nei sensi gravi degli anni poi trascorsi. figli di molte sventure e di impavidi canti risuonanti per lidi austeri dove il mare arriva cheto nel suo eco tra onde di ricordi azzurri bianchi e puri. Ed io meno il passo sulla rena lavica il canto mi avvolge mi accorgo di essere di morire di giungere alla mia Itaca che mi porterà dove il mondo sarà solo una palla di bigliardo caduta dentro una buca di un tavolo da gioco.

Ed io rincorro il senso di molti firmamenti eventi ecloghe ove alloggiano in alcove di parole brune perlacea celesti ove Clitemnestra non mangia la minestra.


Chi segue i rossi fiumi

Chi mangia nella brughiera

Chi si diletta a scrivere sul vello della pecora

Un appello al colore fischia nel vento

Come un canto eremita emerge dalla ferita della terra assassina

Allegro e grave come la tomba il mare che dormono ai due lati immemori di cosa fummo.

Guerrieri , santi ed eroi accampati ai ridossi del promontorio cumano

Ora porgo il mio orecchio ed ascolto l’eco delle grida delle donne ai margini di un marciapiedi

Non voglio finire arrosto

Non darò molto peso al volo della farfalla

Nel silenzi lunari la marcia silenziosa tra boschi schiusi nel silenzio dell’estate

Mi ritrovo vicino al tuo cuore

La ragione mi avvolge nel suo dubbio

La musica del cielo sopra la rena lambisce l’infinito ci trasporta lontani oltre quest'isola oltre ogni inganno oltre l’inghippo lontano dal peccato canta l’upupa l’ascolta tremo poi giro l’auto ed accelero son giunto alla mia meta

L’amore ti porterà dolore

Le mie rime saranno nude dee

Non crederai ai tuoi occhi ritornerai bambino

Giocherò con i mulini al vento

io con i secchielli di sabbia d’oro fine

Sarai come se fossi un santo

Sarò più grande del bene che ho nell'animo

Non percuotere gli ultimi

M'inchino al mistero rinchiuso in seno

Son tante le domanda

Raggrupparle in un angolo il dolore c ‘invita ad essere umili

Sono solo canzonette

Il titolo del tuo prossimo quarantacinque giri

Diventerai un cantante famoso con indosso il tuo costume rosso


Della grave allegra terra in riva al mare io spero giunga una nave mi conduca lontano oltre quella linea oltre ciò che vedo oltre ciò che provo nel spirare dei venti di Eolo aggrappato sulla schiena di Nettuno solcherò i sette mai dell’immaginazione ed in ogni atto sarò lieto in un canto perduto nel vento in riva al mare delle mie memorie.

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