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Una storia di BeppeGVida

Meglio la verità per banale che sia, che una messa in scena

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3 minuti

Pubblicato il 19 giugno 2020 in Storie d’amore

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Stavo camminando con flemma fermando ogni tanto lo sguardo sulle vetrine, senza alcun interesse mercantile, ad un tratto mi sento chiamare per nome da pochi metri. E’ un amico mi volto sono lieto nel vederlo, noto che, dall’ultima volta che c’incontrammo, erano passati alcuni anni, era diverso, lo sguardo fiero e del tipo cordiale mi è parso sia cambiato invecchiato un cambiamento eccessivo…


Fatti i convenevoli gli chiedo di dirmi come sta, e come vanno in linea di massima le sue cose principali. Mi risponde a monosillabi, comprendo che si trova in un momento non dei più belli della sua vita.

Gli propongo di sederci all’esterno di un bar con veranda al riparo dell’andare e vieni delle persone. Riprendo e gli chiedo ripetutamente se posso fare una qualsiasi cosa per sollevarlo da quello stato di turbamento.


Osvaldo, è il suo nome, comincia a raccontare, mentre prosegue mi sembra di cogliere una commozione nel suo lessico quasi a riflettere dopo aver pronunciato quello che voleva dire.

Alla fine di quanto ha inteso farmi parte, l’ho rivisto sollevato quel tanto che mi fa dire avrà pochi amici a cui riversare confidenzialmente le sue pene d’amore.

Osvaldo siamo stati amici sin dalla maturità ci siamo diplomati nello stesso anno e non ci siamo mai dimenticati l’un l’altro anche se non ci siamo mai ricordati di augurarci buon anno.


Lui stimato professionista si occupa di impianti petroliferi e il suo lavoro lo porta in giro per il mondo non si mai spostato dalla sua Bologna. Non si è mai sposato ne convissuto con una donna. Uomo morigerato e osservante cattolico. Si è fidanzato con una avvenente vedova la quale sospettosa di una sua eventuale furtiva galanteria lo stordiva col sospetto.


Il suo magone ha trovato in me un sincero ascoltatore, che si è limitato a dire e lascar dire ogni addebito che gli può rivolgere una persona che ama, anche se il racconto veritiero è talmente banale che ti viene di inventarne un altro più credibile ma artefatto.

Nessun uomo è esperto di come le donne comprendono la galanteria, che in un gentleman è naturale riservi ad una donna.

Solo le donne capiscono le donne: la più adorabile riserva ad una donna, qualora sorga il sospetto, una sicura inimicizia…

Un uomo rude sembra l’ideale per la donna che ama, perché alle donne, quel tipo di uomo,riserva una sufficienza dalla quale non vi può far nascere il sospetto.


Un uomo all’apparenza attraente, anche dopo gli anni verdi della vita, la parte dell’età migliore è ormai andata, può far sorgere la diffidenza come in gioventù.

Ormai questo è il tempo che dei tabù ne sono rimasti pochi. Uno fra tutti può essere che con la simpatia e senza calcolo, dopo che un uomo e una donna si conoscono per nome il passo successivo è il letto.


I film americani della qualità medio alta se costruiti secondo il criterio di commedia, la puritana America, che quando un amico ha divorziato non viene invitato a cena per salvaguardare l’equilibrio interno alla famiglia, salvo invitarlo appena si è di nuovo coniugato, ebbene, a volte la parte ben nutrita del film è quando i protagonisti sono stati in intimità.


Ho suggerito a Osvaldo che amare bisogna pagare “il prezzo” che sta nella fedeltà. I sospetti lasciano il tempo per ricredersi, a meno che alla base non vi sia del vero e allora vale il detto:

” Chi è causa del suo mal, pianga se stesso”.



Autore Beppe G. Vida

Giugno 2020




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