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Una storia di Lisbet

Caduta fra le tue braccia

L'amore torna quando meno te l'aspetti

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5 minuti

Pubblicato il 16 novembre 2018 in Storie d’amore

Tags: #amore #coppia

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Ci troviamo in una stanza d'ospedale dell'Alabama, Alexandra Wells è una giovane di trent'anni, già segnata in precedenza dalla vita, che le aveva strappato sua mamma quando era ancora molto piccola.

Suo padre era tutto ciò che le rimaneva della sua famiglia, quando aveva compiuto diciotto anni si era trovata un lavoro presso un'agenzia di viaggi come segretaria, per aiutare il padre con le spese di casa.

Lei non era quello che si poteva definire una bella ragazza, certo se si truccava e si vestiva bene non passava inosservata, ma in quell'ultimo periodo si era lasciata andare.

Capelli lunghi rossi ricci ad incorniciare un volto a forma ovale, due occhi verdi che erano uguali a quelli della madre ora velati di stanchezza e preoccupazione per il padre.

Un'infermiera entra in quel momento nella stanza e le dice "Signorina, perché non va a casa a riposare?"

Alexandra "No, grazie voglio restare vicino a mio padre"

L'infermiera controlla la cartella clinica di suo padre e poi lascia la stanza.


Dopo qualche mese anche suo padre si era spento, il funerale aveva avuto luogo in una giornata piovosa, Alexandra a testa china davanti alla bara di suo padre che veniva seppellita nella terra vicino a sua madre non aveva versato una sola lacrima, non le piaceva mostrare davanti agli altri il proprio dolore.

Rientrata a casa, nella casa della sua famiglia aveva trovato una macchina scura ad attenderla, dalla quale erano scesi due uomini vestiti in completi scuri che le si erano avvicinati.

Uno dei due uomini le aveva detto "Ci dispiace per la sua perdita signorina Wells, ma le dovremmo parlare".

Alexandra li aveva invitati ad entrare in casa, una volta all'interno li aveva invitati ad accomodarsi nel salottino, dove avevano preso posto sul divano in pelle nera del padre.

Lei aveva visto con la coda dell'occhio che uno dei due uomini aveva estratto da una cartellina dei documenti,

Uomo "Suo padre aveva parecchi debiti"

Questa notizia non le era nuova, suo padre si era indebitato fino all'osso per pagare le cure mediche di sua madre, vorrebbe alzarsi in piedi e dire ai due uomini di andarsene e lasciarla in pace invece resta ad ascoltare quello che hanno da dirle.

Uomo continua a parlarle estraendo i documenti e posandoli sul tavolino davanti a lei "Suo padre aveva ipotecato la casa come può vedere"

Alexandra "Senta, lo so che mio padre era indebitato, quanti soldi doveva ridarvi?"

Uomo "Signorina suo padre ci doveva ridare ancora centomila dollari"

Centomila dollari!

Dove avrebbe potuto trovare tutto quel denaro? Con i suoi risparmi non avrebbe potuto coprire nemmeno la metà di quell'importo.

Uomo "Il termine per il pagamento è fra sei mesi e poi la sua casa verrà presa dalla banca e rivenduta"

Accompagna i signori alla porta e dopo averli visti andare via con la loro auto, torna in casa e sedendosi sulla poltrona preferita del padre si prende la testa fra le mani fissando le carte ancora appoggiate sul tavolino.

Sei mesi e se non avesse pagato il debito la casa che i suoi genitori avevano costruito con tanto impegno e amore sarebbe stata venduta, si sente improvvisamente piccola e sola, come poteva fare a uscire da quella situazione?


Si era ripresa quando ormai fuori era scesa la sera, si era alzata dalla poltrona ed era andata in cucina a prepararsi una tazza di tè caldo, secondo sua mamma era la cura per tutti i mali.

E' seduta in cucina a sorseggiare il suo tè, quando sente bussare alla porta.

Chi poteva essere a quell'ora?

Spia attraverso la finestra della sala chi sia il visitatore e per poco non le cade la tazza dalle mani quando riesce a vedere di chi si tratta.

No, lui no, non adesso, non ora che il suo piccolo mondo stava cadendo a pezzi.

La sua voce le arriva attraverso la porta, quella voce calda e sensuale che le aveva rovinato la vita, suo marito anzi a dire il vero il suo ex marito, Vincent King.


Vincent l'aveva conosciuto al college, lui era il capitano della squadra di football, quando le aveva chiesto di uscire aveva pensato a una sorta di scherzo malvagio di qualcuno, visto che lei all'epoca del liceo non era nessuno.

Proveniva da una ricca famiglia, il suo futuro era già scritto, avrebbe preso il posto di suo padre, come lui aveva fatto in precedenza, nell'azienda di famiglia, mentre lei proveniva da una famiglia normale, sua madre era insegnante alle scuole elementari e suo padre era proprietario di un piccolo negozio alimentare.

Non avevano niente in comune, così pensava lei, prima di conoscerlo e ammettere che lui era diverso dai ragazzini viziati di cui si circondava, lui era intelligente, premuroso, l'aveva fatta innamorare perché l'aveva fatta sentire speciale, non l'aveva mai messa a disagio neanche davanti alla sua famiglia che l'avevano osservata dall'alto in basso, quando lui aveva fatto l'annuncio che si sarebbero sposati al termine del college, nessuno di loro aveva approvato il loro matrimonio.

Lui era perfetto, fisico scultoreo, moro capelli corti con qualche riflesso blu, ma erano gli occhi blu che viravano verso il nero quando si arrabbiava,che affascinavano tutte le donne e le ragazzine all'epoca della scuola insieme alle sue maniere stronzo con tutti e dolce solo con lei.


Vincent "So che ci sei, ho visto la macchina parcheggiata dietro casa, aprimi"

Alexandra "Vattene, non abbiamo più niente da dirci io e te"

Vincent "Credo proprio che sia il contrario cara mogliettina"

Alexandra spalanca la porta di casa infuriata "Mogliettina? Abbiamo divorziato anni fa Vincent"

Vincent con uno dei suoi sorrisi assassini "E qui che ti sbagli, vedi a quanto pare siamo ancora legalmente sposati"

Alexandra "Cosa diavolo stai dicendo? Abbiamo firmato le carte"

Non riusciva a capire, né cosa ci facesse lì lui a quell'ora, né perché il fatto di vederlo le abbia fatto battere più forte il cuore, cavolo maledetti ormoni!

Vincent estrae da una valigetta un fascicolo di documenti e glieli porge "Se osservi attentamente mia cara, no, nessuno dei due ha firmato i documenti della separazione"

Ma cosa diavolo stava dicendo? Era sicura di aver firmato quei documenti un paio di anni fa, ma la domanda che più le martellava in testa era perché lui era lì.

Prende in mano i documenti e sfoglia velocemente i documenti, sino ad arrivare alla pagina che più le interessava e legge:

MARITO FIRMA_________________

MOGLIE FIRMA_________________

Com'era possibile?

Alza la testa di scatto, ma un forte capogiro l'avrebbe fatta cadere a terra come un sacco dopo tutte le emozioni della giornata, se lui non l'avesse afferrata al volo.


........... continua






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