scrivi

Una storia di Jelena

Questa storia è presente nel magazine Pillole del giorno prima

26

30.05.1992

222 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 19 settembre 2018 in Altro

Tags: #anni #compleanno #rose #vita

0

Ventisei anni, compiuti da relativamente poco, quando le giornate iniziano ad essere più calde ma l'estate non ancora pronta.

Ventisei anni. Sentirne mille.

Sapere che questa vita, come a tanti altri, non ha regalato niente, anzi è stata lì ad aumentare il carico, ogni volta un peso in più.

Finchè le spalle non sono diventate più forti, le parole meno frequenti e i silenzi innumerevoli.


Silenziosa, così mi definiscono.

Tranquilla fino all'eccesso, questo pensano.

Sto provando a gridare e non mi sentite, questa è la realtà.


Ventisei, come le candeline sulla torta senza ombra di cioccolato, perchè tra tutte le condanne, oltre all'empatia, ci voleva anche l'allergia al cioccolato. E alla frutta secca. E al pesce. E agli ipocriti.

Me la ricordo quella sera, era caldo, il mio locale preferito era affollato, al tavolo c'erano pochi amici, nel corso dell'estate sono diventati ancora meno. Il caldo da alla testa dicono, io in testa vorrei dargli solo una clava.

Avevo un vestito a fiori, i capelli sistemati e il trucco ben fatto, gli occhi verdi, più del solito, non il solito color sottobosco, ma verdi come le foglie nuove, come le distese d'erba fresca, come il grano acerbo.


Ricordo di aver avuto un piccolo giramento di testa, ricordo di essermi estraniate per qualche istante ed aver guardato gli altri come se non li avessi mai visti.

Quei sorrisi, i bicchieri pieni, il collega che fa una battuta sul capo, un'amica che cerca di farmi vedere le scarpe che ha appena ordinato online.

La testa sembra piena d'acqua e i pensieri ci affogano dentro.

Sono qui per me, mi dico.

Sono i miei amici di sempre, quelli con cui condivido i compleanni e le lacrime.

Qualcuno grida il mio nome e riemergo,

scoppio in un sorriso di riflesso, i pensieri sembrano non avere più mal di mare.


Ventisei anni e non voler festeggiare più.

Ventisei anni che se percorro a ritroso mi sembrano solo una larga scia di macerie.

Ogni cosa ricostruita è crollata,

ogni sentimento protetto è fuggito via dalle mie mani.


A ventisei anni ti dicono che sei giovane, che non hai ancora visto niente del mondo.

Alcuni di noi, ve l'assicuro, hanno visto troppo.

Ho scritto tanto e parlato meno,

ho pianto tanto e riso meno,

ho combattuto e mi sono arresa quando era il momento.

Sono andata via quando mi hanno chiesto di restare, ma mi sono voltata un'ultima volta, li ho visti ridere con qualcun'altro.


A maggio fioriscono le rose, io devo aver preso solo le spine.






Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×