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Una storia di Adaclaudia

Una cicogna su Racconigi

(un castello per sognare)

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5 minuti

Pubblicato il 12 giugno 2021 in Fiabe

Tags: #casualita #destini

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Nell’azzurro del cielo veleggia, veleggia con le lunghe zampe allineate col becco e, volando, scruta di sotto.

E’ una bianca cicogna avvezza a compiere lunghe traversate che le portano dall’ Africa fino ai freddi più intensi delle città europee, ma loro in Europa ci arrivano coi primi tepori della primavera e ritrovano i nidi lasciati l’anno precedente.

Una bianca cicogna fra tante ma lei non è una di loro, è una cicogna addetta ai trasporti speciali: trasporta neonati.

La leggenda vuole che tutti i bimbi vengano portati dal solerte pennuto ma questo non è proprio vero, o almeno lo è in parte.

I bimbi che viaggiano nel fagottello sospeso nel becco sono assai rari così come le cicogne e loro, a differenza delle cicogne comuni, non muoiono mai.

La scelta del luogo e della famiglia non compete loro, loro sono esecutori di ordini superiori e a loro spetta di eseguire con scrupolo quanto assegnato.

La nostra cicogna ha già sulle spalle numerose consegne, ma da qualche tempo non è più serena come un tempo poiché una volta, una soltanto, ha sbagliato consegna e da allora non sa più darsi pace.

Col tempo ha cercato di perdonarsi l’errore ma quando si trova a sorvolare un castello il peso sul cuore riprende la consistenza, il volo rallenta e si fa circolare fin quando, con uno slancio, riprende la rotta che la riporta in quota.

Anche oggi il cerchio sorvola una graziosa cittadina col suo castello ed un bel parco alle sue spalle.

Lei si attarda ad ammirare quel tetto, e lei di tetti se ne intende, elegante nella simmetria dove la parte destra si specchia nella sinistra.

Le torrette proiettano un’ombra sul parco che inizia a sorvolare, cercando nel verde un po’ di conforto al suo dispiacere.

Sorvola un laghetto, un laghetto che lascia spazio ad un prato, il muro di cinta e poi, poco distante, un luogo attira la sua attenzione la fa scendere un poco più in basso.

Quale sorpresa nel vedere in quel parco di prati e laghetti tanti posatoi sulla cui sommità spiccano nidi di cicogna.

Incredula scende e la sua incredulità si fa più forte quando scopre che quella zona di passo per volatili è stata creata dall’uomo, orgoglioso di ospitare dei nidi anche sopra i tetti delle abitazioni.

Il tempo per fermarsi c’è, la prossima consegna è ancora lontana, così si confonde con altre cicogne che nel prato vicino al laghetto si esibiscono nei loro gorgheggi che alle orecchie di chi non è abituato potrebbero apparire sgradevoli.

Un’altra sorella si riflette nell’acqua del lago e lei non può fare a meno di notare la grande somiglianza che le unisce, nessuno potrebbe sospettare che lei è un tipo speciale; la conferma le viene da martin pescatore che le rivolge un’occhiata distratta e poi riprende a scrutare nell’acqua della palude.

Il giro delle paludi le fa incontrare un gruppo di anatrelle che se ne vanno, curiose, nel prato; quella più curiosa e osservatrice chiede: ”Ma cos’è quell’aria triste?” e così lei, che non ha mai raccontato a nessuno, pensa di alleggerire il suo peso con una confidenza a chi non la conosce e magari eviterà di giudicarla male. Così racconta di quella consegna sbagliata, di quel bambino destinato a diventare principe e che invece era finito in una povera casa.

La piccola anatra oltre ad essere curiosa è pure pettegola e così nel giro di poco lei sente gli occhi di tutti puntati su di sé, a quel punto non vede altra scelta se non quella di lasciare quel posto.

“tratttta, trattta ,tatttaaa…...” come un codice morse quel verso di cicogne che tradotto sarebbe: ”Allora sei tu, non avrei mai pensato di incrociare la tua strada”.

La cicogna incontrata già prima si rivela essere proprio la sua “sorella”, anche lei dotata di tutte le caratteristiche delle cicogne “speciali” a cui lei appartiene.

Il disagio assale la poveretta ma ben presto quel sentimento lascia posto all’incredulità e quindi alla gioia, alla gioia pura.

Da decenni circola tra le cicogne una storia, che più passa il tempo e più sembra appartenere alla leggenda; lì si parla di una cicogna che, forse a causa della stanchezza o del terribile temporale e le scariche di fulmini che si erano prodotte a confondere la strada finendo per depositare in un casolare chi era destinato ad una reggia.

La poveretta, almeno così continua la storia, si era confusa tra le cicogne comuni relegando il suo ruolo ad un altro tipo di consegne, ora portava i cuccioli di animali che erano a rischio di estinzione ,non aveva più voluto saperne di fare consegne di bimbi.

Togliendosi da quel giro non probabilmente non aveva mai saputo che di lì a poco tutta la famiglia era stata imprigionata e poi … si era parlato di ghigliottina.

Il bimbo che per errore era finito nella casa sbagliata invece crescendo divenne un eccellente studente e quindi un valente studioso che mise a disposizione degli altri le sue conoscenze che, finalmente , grazie alla neonata “Enciclopedia” diede a tanti bambini il vero strumento di libertà :la conoscenza.

Il cuore della cicogna sembrò scoppiare di gioia, che se non fosse stata immortale ci sarebbe rimasta, e allargando al massimo le ali iniziò una danza liberatoria e di ringraziamento per chi le aveva rivelato ciò che non avrebbe immaginato mai di sentire.

Dopo aver ringraziato anche l’anatrella impicciona, che in questo caso aveva riscattato il potere del pettegolezzo, e col cuore finalmente leggero drizzò il suo volo verso la culla degli animali, c’erano sempre più consegne da fare e nel cuore rivolse la preghiera che fra gli umani fossero sempre di più quelli che cercavano la libertà fra le pagine dei libri.



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