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Una storia di BeppeGVida

Nel mio paese

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4 minuti

Pubblicato il 19 giugno 2020 in Altro

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Il mio paese, che è poco più di un borgo, situato in una ridente valle dell’Umbria, gode di un clima e di un’aria che ristora, ed è un luogo da far sapere a tutti in cerca di calore umano, di solidarietà, dove il sindaco e il parroco sono i punti di riferimento per ogni cosa che nasce all’improvviso e non ci sarebbe a chi rivolgere una preghiera di soccorso… se non ai santi che solitamente si venerano.

Nel luogo, di cui vi voglio parlare, vi sono solo le cose essenziali: un panificio, una trattoria con una dovizia di pietanze - da far invidia a un noto ristorante nel centro di Perugia - un bar pasticceria, che sforna ritmicamente pagnottelle negli orari che è pratica di misurare il tempo sull’abitudinarietà degli avventori…


Sempre lì, si svolgono ritmicamente gli incontri, senza sussiego, tra i vari ceti che compongono la gente residente. I ceti rimangono come organizzazione civile e riferimento sociale, nei distinguo trova ragione, tuttavia, pur esistendo, la trattoria di Pietro li appiattisce, li annulla figurativamente. La trattoria, che gli habitué considerano l’osteria di Pietro, un giorno Pietro, il proprietario e conduttore, stanco dei modi ironici di certi amici, di prima mattina ha messo una nuova scritta al posto di bar trattoria, un cartello che cambiava le connotazioni, con scritto, “Osteria con cucina di Pietro”. Quel giorno fu festa perché si sono trovati burloni umbri e altri che venivano da qualche area della toscana, per i più sconosciuta, però clienti affezionati di Pietro sempre pronti alla battuta.


Il tavolo dei notabili, tali rimanevano, tuttavia i residente del luogo, nemmeno vi facevano caso; i notabili pure; tant’è che Pietro aveva fatto un distinguo molto democratico. Poiché i tavoli erano per quattro persone ne mise uno che poteva ospitarne dieci. Così facendo, se un avventore arrivava e non trovava un amico disposto ad ascoltarlo semplicemente una chiaccherata con qualcuno, poteva mettere a suo agio nel tavolo chiamato degli “avventori solitari” normalmente ambito da tanti…


Un giorno, già attiva come Osteria con cucina di Pietro, arrivò una bella coppia. Prima di prender posto ai tavoli chiese e ottenne di parlare col proprietario. Pietro comprese subito che andavano posti nel tavolo dove normalmente era per i notabili e gli amici dei notabili, quindi tutti i conosciuti, però si trattenne ad ascoltare quello che avrebbe detto la coppia.


A parlare fu il signore e disse le faccio sprecare qualche minuto per chiederle se vi sono appartamenti in centro al paese, vicino alla sua attività, che si possa acquisire al di là del modo, in ogni caso proprio qui…La perplessità di Pietro era leggibile dalla sua espressione, dallo stupore, che aveva fatto avvampare il viso. Pietro per tutta risposta si vogliono accomodare, la risposta fu certamente vorremmo pranzare. A Bologna si fa un gran parlare, della sua cucina, principalmente al Circolo della Caccia, non fraintenda, credo che nessuno di noi soci del Circolo sia cacciatore, è un sodalizio ultra centenario che i fondatori probabilmente erano cacciatori. C’è anche a Roma, e anche lì l suo locale è noto…


Pietro lì fece accomodare nel tavoli degli “avventori solitari”. Il tavolo, tempo pochi minuti, si riempì di affamati curiosi. Volevano evidentemente capire come una seducente signora dal nome Marisa era capitata in questo benedetto paese-borgo, lei, cosi solare bella, bionda, come la primavera del Botticelli, in compagnia di un signore distinto, probabilmente suo marito, che profumava di un aroma di rose, tant’è che una cliente si azzardò nel fare i complimenti alla coppia, di chiedere, rivolgendosi alla signora, il nome del profumo che “indossava”. La risposta fu Rosa Perla, della Perla Line -Mister Luna by Perla Line…-.


Qualcuno probabilmente intuendo che la novità era l’arrivo di una copia di distinti forestieri che Pietro ha dato posto al tavolo “degli avventori solitari”, e in men che non si dica il locale si è affollato di curiosi.

Il tavolo si è completato; in quanto chi si era sistemato nei tavoli per quattro persone e non era ancora stato servito, hanno traslocato ponendosi nel tavolo dov’era la coppia.


Di natura bonaria la coppia dei signori forestieri ha familiarizzato con tutti in modo cordiale ottenendo un consenso pressoché unanime degli avventori di Pietro: ora osteria con cucina di Pietro.

Pietro, nella locanda gestita dalla moglie ha ospitato per la notte Marisa e il marito. All’indomani mattina durante la prima colazione degli ospiti, c’erano già, per mano di Pietro, offerte di affitto – nessuna proposta di vendita – per i signori.

Questo come vanto per il piacere di annoverare tra gli abitanti i due graditi ospiti, prossimi ad essere “compaesani”.


Autore Beppe G. Vida

giugno 2020.


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