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Una storia di Filippodilella

Una giornata nera

Residuato di coscienza?

44 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 24 settembre 2020 in Horror

Tags: #inutilebanale

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«Gimini Cricket, Gimini Cricket, Gimini Cricket...» Tommy non sa perché la sua sveglia emetta quel suono. Non ha mai letto Pinocchio e nemmeno Pennac, sebbene gli orchi di natale bussino di continuo alla porta dei suoi sogni.


Borbottare del caffè, doccia, sigaretta. Calzini, ciabatte, poi l'universo colorato del lisergico.
«...Sì, Tommy, le parole sono le pallottole degli dèi.» la tv deforma i suoi discorsi in onore di mr. LSD; i suoi discepoli sciamano per strada con abiti costosi e sorrisi abbaglianti. Drink, auto, orologi e scandalo sui giornali.
Donne di plastica e Versace pontificano di Saffo baciando e concedendosi all'Oltraggio. Venere balla nuda su scheletri africani.
Tommy spegne la tv, sviene, il mondo è un punticino muscoloso nel vorticare dei sensi.


Campanello.
Gregor Samsa con l'avviso di sfratto.
«Porti le sue budella via da qui prima di mezzogiorno.» e svanisce con tanto di zampette nel tombino disegnato sull'asfalto lì di fronte.


«Gimini Cricket, Gimini Cricket...» la sveglia avvisa Tommy che l'acido dev'essere passato. Faccia sul tappeto.
Sono già le 11? Sarà il caso di cercare mangimi per la scimmia.
Fagotto di ossa, reni, fegato e altra robaccia immonda che cammina stralunato per la via. Sudore, tremarella.
Venti dollari in tasca, mano magra che si specchia a una vetrina: Venere balla nuda in mezzo a una conchiglia, propone l'ultimo grido in fatto di profumi. Se la farebbe.


«È un vero affare, ragazzo mio. Puoi averla per soli venticinque dollari» il Kaimano all'angolo sorride affilato. Non sarà una bella serata.

Una lattina rotola nel vicolo, gatti neri e grilli sotto alle suole degli stivali; Tommy balla con la scimmia sullo scheletro di Venere. Voleva solo un po' di lei.


Il poliziotto afferma che questa è tutta una follia; nel marzo eterno di una cella non ci saranno più notifiche di sfratto. Tommy non ha mai letto né Pinocchio né Pennac, ma gli manca la sua sveglia.

Tommy sulla branda prigioniero di un mondo tenebroso e tutto bianco, brividi nell'attesa onicofagica dell'ultimo Gregor Samsa.


«Gimini Cricket, Gimini Cricket, Gimini Cricket...»
Il mondo è un punticino vorticoso che sa di disinfettante.


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