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Una storia di angelaaniello

Oltre il piglio deciso del buio il bianco fa sempre rumore!

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4 minuti

Pubblicato il 03 giugno 2019 in Recensioni

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"Se sei sincero con te stesso, stai già iniziando ad amarti e ti accorgi di quanto sia bello amare chi ti è accanto. L'amore è tutto ciò che ruota intorno alla verità e alla poesia delle cose..."

Limpida, bella, forte, incisiva la scrittura di Filippo Gigante, appassionato lettore e scrittore, laureato in Informatica e Comunicazione Digitale, nel suo romanzo d'esordio "Bianco e nero" pubblicato con Lettere Animate.

Il romanzo è suddiviso in dieci capitoli chiamati respiri e si conclude con una postfazione di tre brevi respiri.

L'idea del respiro fa pensare al soffio di vita che, come una dolce ninna nanna, accarezza ognuno di noi tra il cielo e il mare mentre i pensieri nostalgici annaspano e poi risorgono dalle loro ceneri, come una fenice.

Il protagonista, Alex, in un silenzio quasi miracoloso, affianca le sue paure, le contempla e ascolta i suoi respiri mentre la semplicità delle cose comincia a farsi strada e ad acquistare colore.

Dove si trova il coraggio quando il buio puntella il cielo e trasporta la mente lontano?

E come ci si sente parte dell'universo quando si somiglia al mare d'inverno?

A volte la morte di un padre può stravolgere tutto, mutare l'assetto del cuore, intorpidire i passi, rievocare storie che affaccino su nuovi orizzonti.

"Tutto intorno a me sembra dar spazio al nero di una delle centinaia di notti trascorse in riva a questo mare..." pensa Alex

I pensieri felici di un tempo appaiono luoghi freddi, il cielo stellato si popola di mani giunte e preghiere, sussurra amore e le emozioni paiono scoppiare dentro.

Tutto il romanzo si regge sulla dicotomia del bianco e del nero, fra bellezza e timore, fra desolazione e speranza, fra baci donati e abbracci che mancano, fra sane riflessioni e caos.

"Le risposte le troverai al momento giusto. Non ci sono scadenze per chi vive col cuore..."

Le mancanze necessitano di comprensioni ma i nonni, quelli speciali come Nonno Sato, infilano il giusto significato delle cose fra buoni consigli e commozione.

Alzare lo sguardo alle stelle può essere una buona soluzione, sentire la brezza del vento e vivere tutto con autenticità.

Basta un amico per avvicinarsi ai sogni e percorrere insieme strade difficili perché, se il cancro è una brutta bestia, le parole limpide al fianco delle lacrime additano a una grande speranza: "la felicità non muore se ti osservo vivere, la fiducia resta se ti vedo sorridere"

Come si supera la soglia del dolore? Facendo in modo che i ricordi non imprigionino? Annusando il battito del cuore e sostituirvi segni di sincera gratitudine?

"Ryooyaku kuchi ni nigasci" ripete più volte nonno Sato. Essere seme e corteccia, linfa e anima, all'unisono col respiro dell'universo. Oltre tutte le maschere c'è l'unicità dell'individuo, Imparare a custodirsi significa resistere quando il vento tira forte e il mondo si capovolge, come fosse il tendone di un circo in cui i clown, potenti oracoli, insegnano ad amare tutte le sfumature di un colore.

Qual è poi la giusta combinazione cromatica? Quale il messaggio da decifrare?

Tre verbi divengono fondamentali: confidare, continuare a sperare, aspettare. Le apparenze non ricamano perfezione, il dubbio addensa minuscole particelle di paura, l'occhio va educato alle verità più forti camminando in un tempo di cambiamenti e rinascita.

"Devo imparare ad amare anche l'imperfezione delle cose che mi girano attorno."

L'autore induce il lettore ad essere partecipe di un progetto. Nella voce piccola il canto più grande della vita in un luccichio di tracce da conservare.

"Bisogna essere un po' feriti per comprendere un dolore e abbastanza forti per resistere alle prove che la vita ci pone davanti."

E se ci convincessimo di essere stazioni fatte di luce che, senza chiedere troppo, attendono il loro momento di bellezza, sapremmo che Dio è in ascolto sempre e da sempre per non farci tremare.

Allora perché non cacciare l'ombra dal cuore?

"Seguimi, ma fammi strada!" urla a lettere cubitali una delle meravigliose illustrazioni in bianco e nero realizzate da Davide Gigante, fratello dell'autore.

Dovremmo ricordarcelo fra i solchi di sabbia che ci fanno franare, quando il freddo complica le situazioni difficili, quando si ha fretta di correre e, invece, bisogna fermarsi.

Prender fiato e provarci, scambiando le piume per carezze, quelle di cui si ha bisogno e sembrano non tornare.

Oltre il buio il sole fa sempre rumore!





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