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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine TUTT'ALTRE STORIE

Avete mai avuto la sensazione di dovervene andare...

(racconti in grigio, viola e giallo zafferano).

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3 minuti

Pubblicato il 16 gennaio 2019 in Humor

Tags: #Arzigogolo #Diario #Gioco #Supposizione #Supposta

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Pre - fazioso.


Ammesso e non concesso, neppure lontanamente, che un pre-supposto sia imparentato con una supposta, che semmai lo è con preambolo, prologo, esordio, o forse con preludio, magari con ouverture (ma non in senso musicale), ritengo comunque utile dare le seguenti avvertenze e opportune precauzioni di lettura delle short stories qui accluse, che, in nessun caso, sono da confondere con altre forme letterarie.

Se è vero che anche le pulci hanno la tosse, beh è questo il caso di prevenirla con un efficace sciroppo (prima di passare alla supposta), perché seguitare nella lettura, in qualche caso, potrebbe esserne l’infelice causa. E, poiché prevenire è meglio che curare, è bene conoscere prima quali potrebbero essere gli effetti collaterali, soprattutto quelli indesiderati.

Preferisco di gran lunga le bugie preventive alle scuse ritardate. Tutto dipende da quanto si è inibiti o al contrario disinibiti, se si è soggetti all’esofagite da reflusso, oppure all’ulcera gastroduodenale, a voler dire che il rimedio talvolta è sicuramente peggiore della malattia. Del resto a una diagnosi così correlata la risposta è (indubbiamente) una profilassi a più lungo termine, onde leggere e rileggere (quando non si comprende) non può che far bene e alleviare le sofferenze.

Se non altro si evitano in parte gli effetti inibitori e si aumentano le reazioni disinibitorie, e non è poco – direi – se si pensa che leggere non ha mai ucciso nessuno. O forse sì, stando almeno a Il nome della rosa e altri sporadici esempi occulti, come L’Opera al Nero (ma quelle erano supposte al cianuro). Senz’altro ha fatto più danni l’arte pittorica (restando in letteratura), si pensi a Il ritratto di Dorian Gray o Il Codice da Vinci, solo per citare alcuni casi letterari più recenti.

Per non dire dell’arte in generale che, tra scoperte e trafugamenti, furti clamorosi e vendite clandestine, continua a insanguinare le pagine di cronaca dai primordi a oggi. Non in ultimo ciò vale anche per la copertina di questo libro, un probabile furto, anche se personalmente non lo vivo così, onde trasferire un Magritte dalle pagine di Google sulla carta stampata non è come rubare un dipinto, semmai un banale prestito autogestito.

Per quanto sono fermamente convinto che l’artista deve aver pensato proprio a un titolo come quello usato per questa raccolta. Chi meglio di Magritte poteva effondere, come in questo caso, lo “sdoppiamento” necessario a uno scrittore (passatemi l’eufemismo), per addivenire ciò che è (oggettivo), lasciando la possibilità al suo alter ego di estraniarsi momentaneamente, ed entrare nella trasparenza (soggettiva) di ciò che non è. O meglio, di ciò che crede di essere, o che vorrebbe essere, cioè, aria che si respira, visione del vuoto, sogno, abbaglio, allucinazione, fantasia?

Ecco quindi servita quella che può dirsi una chiave di lettura “neutrale”, tutt’altra che del disimpegno, bensì del gioco fantastico che rigenera la memoria, che restaura i sentimenti e allontana i demoni di tanta produzione letteraria che ha tradito le proprie intenzioni di semplice svago, di allegoria della vita, di metafora dei sentimenti. Perché, anche se si volesse dare adito all’incredulità, è ancora l’amore a far girare il mondo, è la felicità che allevia il risentimento, il dolore, la paura della morte, così come è la fantasia a darci l’illusione che abbiamo vissuto e che vivremo ancora per l’eternità.

E comunque sia, meno penosa di uno sporadico colpo di tosse, e sicuramente meno invasiva di una supposta. Del resto altro è concepire un’illusione, altro è dimostrarla, la verità è sempre relativa. Non sempre ciò che sembra evidente risponde a verità, basta soltanto fare appello allo spirito di osservazione e rimandare alla logica la prudenza, per ottenere qualcosa di (più) concreto. Nient’altro.

Per le precauzioni d’impiego, dosi, modo e tempi di somministrazione, consiglio uno o due capitoli dopo i pasti principali. Per chi soffre d’insonnia è precauzionale accertarsi di aver tolto l’involucro dalla supposta (può risultare oltremodo dannoso). Per chi invece soffre di disturbi neuro-vegetativi o psicosomatici, vale il principio di non identificarsi in nessuno dei personaggi che agiscono (senza saperlo) nelle storie raccontate. Soprattutto, si consiglia di tenere il tutto lontano dalla portata dei bambini e degli adulti al di sotto dell’età matura.



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