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Una storia di DomenicoDeFerraro

PAROLE IN LIBERTA’ : ESERCIZIO DÌ MARZO

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4 minuti

Pubblicato il 21 marzo 2019 in Poesia

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Di Mimmo Ferraro


Semitica esistenza che affiora da una grammatica sostanza

macchiata di espressioni varie , dove presero vita da varie

pagine etimologie d’antichi volgari illustri.

Seguendo ditirambi e rap improvvisati , spensierati, che accompagneranno

l’ ignaro lettore per il mondo delle lettere bislacche.

Perduto nella ricerca di nuovi concetti che colorano

i nostri grigi giorni , qualcuno si friggerà un uovo

sfogliando vedici testi , sorridendo ai commenti altrui.

Attraverso il paese delle fiabe a cavallo di ippocampi ipocondriaci , galoppando nel regno delle allegorie provare a narrare l’oscuro senso di una poesia che lentamente muore dentro di noi. Affrontando tropismi o paradigmi , andare contro corrente

contemplando l’oscuro suono delle vocali e zoppe consonanti .

Smarrito in questa moderna odissea letteraria attraverso mille racconti addolciti da una dionisiaca canzone di marzo.

Dolce nel coro dei folletti , satiri, impiegati e panettieri,

cantanti e rigattieri , dottori ed infermieri.

Accompagnati da una volgare canzonetta per vicoli e quartieri

si ridesta il mistero dell’arte e la sapienza delle cose mute.


E senza sapere d’essere morto passare tra mille dubbi

nell’attesa dell’autobus delle venti far ritorno a casa

ragionare su vaghi enigmi , sulla vita d’illustri personaggi.

Viaggiare con l’immaginazione nell’aere puro ,divenire , svanire dopo aver bevuto un bicchiere di vino , tracannato bottiglie di vin santo , di lacrima cristi alla vecchia taverna sotto casa . Continuare a sfogliare eccelsi libri in attesa d’essere letti . Taciti in ridenti librerie risici ,tisici, mistici, testi d’ autori poco famosi che narrano d’ amori che rincorrono altri amori. Poi cadere sotto ingrati giudizi di cinici critici pronti a biasimare chiunque per il gusto di rimpicciolire ciò che hai creato. Sentirsi per un attimo l’oggetto d’un caso letterario per amici e colleghi , simile a un scapestrato personaggio d’un romanzo d’avventura , ubriaco per strada al suono di musiche neomelodiche , entusiasta nella sua ragione d’esistere. Perdersi in questo caos di forme e figure , fatto d’ interpreti e delinquenti , sceneggiate con il malamente in uno spettacolo esplosivo e popolare.

Ma ogni cosa si ribella alla dolente etica , chiudere gli occhi e navigar lontano oltre le mitiche colonne d’Ercole verso meravigliosi, misteriosi lidi , ai margini d’un universo senza fine. Nell’eco di dolce melodie d’ un esule canto ecco

di nuovo colmi d’amori dopo aver provato paura di cadere, afferrarsi al vero, al certo

ai fatti ,all’ illustre senso della vita.

Mentre imperversano nell’etere dibattiti culturali ,inciuci ,violenze verbali d’ogni genere ,trasmissioni senza senso , conclusioni irrisorie frutto di fenomenologie e frasi scurrili d’itinerari fiabeschi

teschi e scherzi ,altri sghiribizzi di vari lanzichenecchi .

Sboccia ,lesto sconvolto e sciupato il fiore della poesia

ed il suo mesto profumo inebria gli incapaci

al ballo degli imbecilli facendo impazzire gli ignoranti .


Giorni pigri , riverso sul letto sfogliando libri d’avventura

sognando di fuggir lontano ,correndo il rischio di perdersi

nel regno dell’immaginario ,forse non vale la pena

o forse è un modo come un altro di fuggire da se stesso .

Consapevole dei propri limiti , fuggiasco , bagnato da violenti improvvisi acquazzoni . Il giallo intenso delle mimose rende gaia la prematura primavera ,insieme al fiorire degli alberi di pesco che annunziano la mite stagione . Colorati giorni intrisi dal senso d’una musa ricorsa da un fauno su una moto attraverso strade stracolme di turisti e apprendisti artisti che raccontano il loro vissuto . Rimanere ignaro di cosa sia successo e non saper più dialogare con la luna o le stelle, andare incontro inconsapevolmente alla logica delle cose , i lunghi amori contemplati , la voglia di rinascere in una nuova condizione sociale.


Ascoltare per ore il rap ed il Trap di trappisti e chierici , il chiacchiericcio delle signore ,l’illusione d’essere o non essere . Dove tutto finisce ha inizio una canzone di libertà per gli amanti che inseguono le amate mentre quest’ultime rincorrono ,gioielli e glorie. Ma ora svegliati , mentre sei intento a scrivere l’ennesima pagina del tuo diario , svegliati dal triste sogno , alzati dal fango , aspetta che passi la morte prima che la messa finisca , cerca di sentirti di nuovo vivo , sicuro del tuo futuro.

Guarda in avanti senza indietreggiare , affronta il male e i suoi demoni , il crudele raziocino e le sue illusioni ,il verbo , il suo dolore , venduto a metà prezzo in pubblici luoghi , dove un maturo uomo incontra una donna casta e allegra , dove il bene diviene una segreta speranza nel bel mezzo del cammino di nostra vita.





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