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Una storia di Antonella

Diario

Pensieri dentro le parole

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5 minuti

Pubblicato il 27 dicembre 2018 in Spiritualità

Tags: #Pensieriparolesilenzi

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Ho parlato poco in tutta la mia vita. Chi mi conosce crede che io sia una persona estroversa e capace di interloquire con facilità. Chi mi guarda con occhi diversi vede quanto sia difficile parlare con me. Sono un riccio ben strutturato e fermo dentro me. Ho un aspetto gradevole. Ironia quanto basta per sorridere di tutto e su tutto. Se vuoi ascoltarmi devi metterti comodo, avere pazienza, usare poche parole e non guardarmi troppo. I miei occhi sono trasparenti, una finestra su una montagna infinita. Il senso di vertigine potrebbe indurre chiunque a fare dieci passi indietro. Non ne vale la pena rischiare.

Scrivo da quando ho memoria della prima penna presa in mano e di un foglio qualsiasi. Penso poco prima di scrivere e scrivo. Ho aperto questa pagina stamattina. Ho trovato tra le bozze una storia senza titolo mai pubblicata. Ho pensato fosse tempo di mettere ordine e cestinare tutto. Ma la curiosità di vedere cosa ci fosse dietro alle parole "storia senza titolo" mi ha spinto ad aprire. Ed ecco lei, una foto di una donna che guarda l'orizzonte: un paesaggio invernale. Una tazza fumante in mano e un cappello di lana. Chissà quali pensieri trattiene sotto quel cappuccio morbido e caldo! Sono certa che non è un caso se si trova lì. Oggi fa proprio freddo. Anche se il sole illumina questo giorno, l'aria è piena di neve. Quella montagna sullo sfondo mi ricorda un giro in macchina. Ricordo che la strada era lineare interrotta solo da rotonde. Il centro commerciale non era lontano dal nostro piccolo mondo. Tu cercavi di farmi vedere la vetta più alta di quella catena montuosa che occupava tutto l'orizzonte. Non ero abituata a questo. I miei occhi avevano solo vissuto orizzonti azzurri di mare e cielo infinito. Sentirsi dentro ad un paesaggio così lontano dal mio, mi dava sensazioni mai provate. Lo sguardo si perdeva. Nessun punto di riferimento. E tu che facevi di tutto per trovare la posizione più adatta per ammirare il monte più alto. Il cielo era limpido. Il sole pieno pronto a tramontare. Le tue braccia mi stringevano ed io ero inebriata. Non c'erano parole da dirsi. Il giorno ci era stato complice e tutto nostro. Sentivo di essere tua e tutto il resto non esisteva.

Parlo poco, ma quando ho la penna in mano i pensieri non tacciono. Dovrei cominciare a prendere sul serio l'idea di scrivere un romanzo. Ho sempre scritto pensieri, qualche volta dei racconti. Mi dicono che i miei pensieri sono poesie e devo ammettere che la poesia mi piace tanto. Ma un romanzo è tutt'altra cosa. È vero parlo poco quindi romanzo pochissimo. Cosa mai potrei raccontare in tutte quelle pagine? Non è da me raccontare fatti, eventi, intrecciare storie. Mi piace guardare l'orizzonte e lasciare abitare in me parole. Ci sono parole magiche che sanno fare silenzio. Sono quelle parole che arrivano all'improvviso nel bel mezzo di un momento quando tu sei indaffarata a fare mille cose. Quelle parole appena sussurrate, dette velocemente e senza fare troppo chiasso. Si tuffano dentro di te e ti lasciano un silenzio caldo come un abbraccio forte che non vivi da troppo tempo. Ma il tempo ha davvero poca importanza. È un'invenzione umana. Le parole possono essere ricoperte da frasi inutili o essere tenute chiuse in un luogo segreto dentro di noi. Sotto quel cappuccio di lana i capelli sono fermi e lo sguardo arriva ad accarezzare la neve senza più sentire freddo. Gli occhi disegnano ricordi e mischiano colori. Tutto ha il sapore di un Natale pieno di soffici nuvole in un cielo limpido riscaldato dal sole. Quando verrà giù la neve i contorni delle montagne saranno così morbidi da farti venir voglia di giocare insieme. Sarà divertente vederti sciare mentre provo a camminare sulla neve. Tu riderai di me ed io sarò sempre più goffa. Ma le parole non servono. Ci basta ridere insieme e tutto il resto non esiste.

Ho finito per scrivere un po' troppo e sempre in maniera disordinata. Poco incline ai racconti dalla tecnica ricercata. Ma tanto ho pochi lettori e la maggior parte sono amici che mi leggono con affetto. Sanno che scrivo per diletto e non cerco il podio o di scalare le classifiche. Non vivo in montagna e amo l'orizzonte azzurro dove il cielo e il mare sono complici amanti dei pensieri liberi.

Così non ho limiti. Posso tracciare orizzonti di sillabe e finire sempre a danzare tra le parole. I pensieri creano mondi di emozioni e questo mi fa stare bene. Posso gustare la mia tazza di cioccolata calda. Tu arriverai senza far rumore, mi stringerai forte ed io ascolterò il nostro silenzio come se fosse un romanzo di quelli che ti restano dentro. Siamo una storia senza confini e tanti orizzonti sempre diversi.

Qualche giorno fa ho rivisto un paio di episodi di un telefilm che amo molto. Forse ho capito perché ho sempre guardato serie tv: ogni puntata è un piccolo racconto. Non importa il romanzo, perché basta una scena e tutto il resto non esiste. Un abbraccio, uno scambio di battute, un paio di silenzi e la colonna sonora a fare da sfondo a due occhi che si perdono dentro ai suoi occhi. In quel silenzioso momento che precede il bacio più romantico del mondo, tutto è perfetto. È così che la penna scivola sul foglio bianco e lascia parole dentro pensieri.

Un diario in fondo è un romanzo che nessuno leggerà perché le parole non servono quando non sai raccontare storie.

Qualcuno è qui a leggere questa pagina? O sei scappato via dopo le prime parole?

Non importa. Non volevo scrivere un racconto. Volevo solo fare ordine tra le mie bozze. Ogni tanto bisogna pur dire qualcosa anche se pochi sanno ascoltare chi parla poco di sé.

A te che sei arrivato alla fine di questa pagina di diario: grazie.

In fondo sono una persona come tante che ama scrivere e danzare con le parole.


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