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Una storia di Claudiapremosello

Tutta la vita è un attimo

con molteplici possibilità di incontri

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5 minuti

Pubblicato il 15 febbraio 2021 in Storie d’amore

Tags: #possibili-intrecci-di-storie

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Nella camera il letto a una piazza, sul letto la coperta di Barbie, sulla coperta la valigia e sulla valigia lei che, sedutavi sopra, cercava ancora uno spazio per stipare quella maglietta.

Ci sarebbe tornata un’altra volta nella casa dei suoi a recuperare ancora gli oggetti per arredare l’appartamentino in quella città dove, finalmente, aveva avuto una cattedra.

La maglietta era fine, la cerniera robusta come la sua caparbietà e così eccola sulla pensilina della stazione col suo bagaglio di ricordi preziosi.


Non doveva perder quel treno, ne aveva fatto una questione di principio quando aveva iniziato la corsa per arrivare in tempo al binario.

Tutti gli allenamenti in palestra e poi farsi passare il treno davanti al naso, non poteva essere e poi non voleva deludere gli amici che lo aspettavano per il solito tour gastronomico.


La buca fra i sampietrini blocca il tacco e il ginocchio si piega.

Il rumore della valigia lo fa voltare ad incrociare il suo sguardo; lui le porge la mano ed il tocco conferma il turbamento che era nato negli occhi.

Lei sistema la gonna, lui raccoglie il cappello che chinandosi gli era caduto poi sale sul treno e dal finestrino la guarda sparire nell’atrio della stazione



Gli ultimi passeggeri si affollano per occupare i vagoni di testa, un facchino con i bagagli consegna le ultime borse ad una signora.

Tutti stanno salendo c’è solo un uomo che scende, tenendo ben stretto il cappello, proprio mentre il treno comincia a partire.


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Sulla scrivania la cartelletta con il bilancio dell’azienda con le stime di crescita aggiunte solo da poche ore.

La sua rivista preferita accanto al biglietto del treno, “Roberta, per favore mi chiami il taxi” il cenno del capo non fece trapelare la delusione di chi l’avrebbe seguito anche solo per stenografare a quel convegno.


La campagna scorreva veloce, alternata alle case che facendosi sempre più fitte anticipavano l’approssimarsi della periferia.

Lo sguardo distratto mentre il pensiero andava alla valigia ce aveva voluto stipare con qualche regalo e i suoi modelli da mostrare in famiglia.

Le pagine di Vogue rendevano l’estetica ma solo il tatto avrebbe mostrato la preziosità di quella seta.



La buca fra i sampietrini blocca il tacco e il ginocchio si piega.

Il rumore della valigia lo fa voltare ad incrociare il suo sguardo; lui le porge la mano ed il tocco conferma il turbamento che era nato negli occhi.

Lei sistema la gonna, lui raccoglie il cappello che chinandosi gli era caduto poi sale sul treno e dal finestrino la guarda sparire nell’atrio della stazione



Fuori dalla stazione osserva la fila dei taxi dopo aver rivolto ancora lo sguardo al binario che ora è vuoto.

Strofina il palmo arrossato sul fianco della giacca, per trovare un po’ di calore mette la mano nella tasca.

Le dita si scontrano con un cartoncino: il nome ed il numero del ladro che ha compiuto un furto al contrario


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Il treno era in orario, dopo settimane in cui andava tutto storto una cosa che si infilava per il verso giusto.

Il posto saltato, la delusione ed ora quel nuovo progetto di mettersi in proprio.

Il treno era in orario, l’inizio era promettente, l’altoparlante aveva appena annunciato la sua coincidenza.


L’auto lasciata al deposito della stazione ci sarebbe stata solo i giorni necessari ad un breve rientro in famiglia, giusto il tempo per il matrimonio della sorella.

Peccato non aver pensato ad un trolley, sarebbe stato più funzionale nel corridoio di quel treno, che non immaginava così tanto affollato.




Il rumore della valigia lo fa voltare ad incrociare il suo sguardo; lui le porge la mano ed il tocco conferma il turbamento che era nato negli occhi.

Lei sistema la gonna, lui raccoglie il cappello che chinandosi gli era caduto poi sale sul treno e dal finestrino la guarda sparire nell’atrio della stazione


“Cappuccino e brioche, per favore”, un tavolino è libero per una breve pausa.

Davanti alla tazza fumante ritorna a quel breve istante in cui ha incontrato lo sguardo che ora cerca di imprimere nella sua mente; intanto nel bar un uomo che indossa un elegante cappello sta guardandosi intorno in cerca di qualcuno.


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La campagna scorreva veloce, alternata alle case che facendosi sempre più fitte anticipavano l’approssimarsi della periferia.

Lo sguardo distratto mentre il pensiero andava alla valigia ce aveva voluto stipare con qualche regalo e i suoi modelli da mostrare in famiglia.

Le pagine di Vogue rendevano l’estetica ma solo il tatto avrebbe mostrato la preziosità di quella seta.



Non doveva perder quel treno, ne aveva fatto una questione di principio quando aveva iniziato la corsa per arrivare in tempo al binario.

Tutti gli allenamenti in palestra e poi farsi passare il treno davanti al naso, non poteva essere e poi non voleva deludere gli amici che lo aspettavano per il solito tour gastronomico.



La buca fra i sampietrini blocca il tacco e il ginocchio si piega.

Il rumore della valigia lo fa voltare ad incrociare il suo sguardo; lui le porge la mano ed il tocco conferma il turbamento che era nato negli occhi.

Lei sistema la gonna, lui raccoglie il cappello che chinandosi gli era caduto poi sale sul treno e dal finestrino la guarda sparire nell’atrio della stazione



“Cappuccino e brioche, per favore”, un tavolino è libero per una breve pausa.

Davanti alla tazza fumante ritorna a quel breve istante in cui ha incontrato lo sguardo che ora cerca di imprimere nella sua mente. Una voce alle spalle:” Una bella razione di energia ci vuole”, e questa volta è il sorriso a farle battere il cuore.


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....e così la vita mescola le carte






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