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Una storia di Vito

Nessuno è come noi

Ovvero una meravigliosa giornata in famiglia

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6 minuti

Pubblicato il 05 marzo 2020 in Horror

Tags: #horrorpsychostory

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Anna e Vincenzo sono due giovani ragazzi che stanno insieme ormai da 6 mesi, entrambi studiano presso l'università di Catania: Lui studia Medicina e lei Economia.Lui proviene da una famiglia molto ricca, mentre lei non ha mai conosciuto i suoi parenti, gli studi li pagava la sua madre adottiva. Vivevano in un piccolo appartamento al centro della città da poco ma nonostante ciò si trovavano molto bene. Stavano preparando i vestiti eleganti perché erano stati invitati a pranzo dai genitori di lui, Anna era molto impaurita perché era la prima volta che li vedeva, ma nonostante ciò nutriva una gran fiducia in loro. "Non ti preoccupare" disse Vincenzo "Ti accoglieranno benissimo, mia madre ti adorerà". La casa dei genitori di Vincenzo era situata verso la zona di Trecastagni, li di solito si trovano delle villette meravigliose e proprio così era la villetta dei genitori di Vincenzo che li accolsero fuori dal cancello. Vincenzo parcheggiò la macchina fuori e subito aprì lo sportello per far uscire Anna, la prese per mano e si indirizzarono verso i due che li guardavano sorridendo. "Mamma, Papà, sono felicissimo di vedervi, lei è la mia fidanzata: Anna". La ragazza fece un sorriso molto timido e subito la madre di Vincenzo le pose una mano sul braccio "Anna, hai un bellissimo sorriso, io sono Ginevra e lui è mio marito Francesco, siamo davvero molto felici di fare la tua conoscenza".

"Mio figlio mi aveva parlato della tua bellezza, ma di presenza è tutta un'altra cosa" aggiunse Francesco che fece ad Anna un sorriso a 32 denti. "Entriamo" disse Ginevra "Gli altri saranno impazienti dalla voglia di vedervi". Così Anna si rivolse a Vincenzo "Gli altri?".

"Si" disse lui "Sicuramente ci sarà tutto il resto della famiglia". Una volta entrati Tutta la famiglia di Vincenzo era adunata nel salotto e quando i giovani fidanzati entrarono, tutti si alzarono per salutarli: cugini, zii, nipoti e anche qualche amico che era stato invitato per l'occasione.

"Molto piacere io sono Angelo" disse un giovane con un abito scuro, camicia bianca e barbetta nera ben curata, poi ad uno ad uno si presentarono: c'era la fidanzata di Angelo, gli amici di questi, amici di famiglia e altri che non facevano parte del nucleo familiare.

Tutti erano radunati al tavolo a pranzare, si rideva e si scherzava. Anna si sentiva proprio a casa e mentre beveva dal calice di vino, Angelo le chiese "E dimmi Anna, ma come fai a trovare mio cugino Vincenzo tanto attraente?" e tutti scoppiarono a ridere. Anna rise insieme agli altri e poi chiese a Ginevra "Chiedo scusa, dovrei andare in bagno".

"Si cara" rispose lei "Sali al piano di sopra, la prima porta a destra". La ragazza salì le scale ed entrò in quel bagno molto pulito. Mentre rimuginava pensieri seduta sul water, notò che la porta non era chiusa a chiave e che un po' rimase aperta, così si affrettò per chiuderla ma con grande paura notò che un'ombra si allontanò e sgattaiolò nel corridoio. Anna sussultò e subito aperta la porta del bagno uscì e notando che la porta in fondo al corridoio fu chiusa violentemente dall'interno da qualcuno, ma non poté notare chi fosse.

Piano piano si avvicinò alla porta e guardò dal buco della serratura. Vide una persona seduta a terra dare le spalle alla porta, la stanza era vuota ma aveva una finestra che faceva entrare molta luce. La persona si girò di scatto e Anna notò il volto orribile di quesra, sfigurata e con gli occhi molto distanti tra di loro, la bocca si contorceva in una strana smorfia facendo vedere i denti storti. Lo strano essere si alzò e si diresse verso la porta ma Anna corse via in preda al terrore, scese le scale e subito urlò a tutti di aver visto qualcuno nel corridoio. Tutti piombarono nel silenzio guardandosi in faccia, poi iniziarono a ridere, così Angelo disse "Anna, mia cara, temo che tu abbia esagerato un po' con il vino, dai riposati e sdraiati sul divano". Lei iniziò a piangere e subito Vincenzo le si avvicinò chiedendole "Ma Anna, cosa ti salta in mente".

"Io ho visto davvero qualcuno, era orrendo, mi guardava mentre ero in bagno e poi l'ho visto chiudersi in una stanza". Mentre Anna raccontava la sua storia, Angelo si levò le scarpe, accese la radio e iniziò a ballare "città vuota" di Mina, poi aggiunse con un ghigno che faceva trasparire solo pazzia e cattiveria "Io adoro questa canzone" .

Tutta la famiglia era li, in silenzio con delle espressioni molto serie mentre gli amici non riuscivano a capire che stesse succedendo.

"Angelo" disse la fidanzata di lui "Che stai facendo?", ma mentre finiva di dire questa frase, la zia la colpì con una spranga di ferro sulla testa più e più volte. Angelo nel frattempo rideva mentre Anna urlò con grande spavento provando ad alzarsi. Vincenzo la tenne e le disse "sssh non ti preoccupare, non è niente". Gli amici di famiglia si guardarono inorriditi e iniziarono a scappare ma ad uno ad uno vennero preso e trucidati da Angelo e dalla zia. Alla fine del massacro Francesco si avvicinò portando al guinzaglio lo sfigurato che Anna vide, poi disse "Tu hai visto il povero Ettore, lui è il fratello di Vincenzo".

"Ma perché state facendo questo?" chiese Anna, così Vincenzo le si avvicinò dicendole "Tesoro, noi lo facciamo solo per stare in famiglia, tutti noi qui siamo una grande famiglia, composta da gente ricca e benestante. Tutti quelli che non ne fanno parte devono morire, come loro" indicando i cadaveri "Loro non erano come noi, nessuno è come noi, capisci?".

Anna non riusciva a capire niente di quello che stava dicendo Vincenzo essendo troppo spaventata. Così Ginevra aggiunse "Mia cara, tu sei nostra figlia...tanto tempo fa io e tuo padre ti abbiamo concepita ma dopo poco tempo ti abbandonammo, pensavamo che non fossi all'altezza di questa famiglia, ma quando tuo fratello Vincenzo ti ha trovata, allora li ho capito che tu eri pronta.

"Vedi" Continuò Francesco "Io e Ginevra siamo fratello e sorella, proprio come te e Vincenzo, insieme abbiamo dato vita a questa meravigliosa famiglia, di cui tu ora fai parte"

Anna rimase inorridita, non riusciva a credere a quello che sentiva, le veniva da rimettere. Vincenzo allora la strinse forte ma lei lo scansò violentemente, poi prese un coltello dal tavolo e trafisse la gola a quello che aveva scoperto essere suo fratello. Mentre uccideva il resto della famiglia, Angelo le buttò le mani al collo per stragolarla ma lei riuscì a tagliarli le vene delle mani dalle quali sgorgò parecchio sangue. Francesco nel frattempo liberò Ettore il quale si scagliò verso di lei prendendole la testa e sbattendola a terra, ma Anna, con tutte le forze che le rimanevano iniziò a tagliare le braccia di Ettore che si allontanò urlando e piangendo, questo scivolò sul sangue di Vincenzo, cadendo e battendo la testa. Ginevra allora si scagliò verso di lei dicendo "Piccola troia, lo sapevo che tu non eri degna di far parte di questa famiglia". Anna le sferrò un calcio e la trafisse con il coltello. L'unico che rimase in vita fu Francesco che le disse "Ti devo capire! Noi lo abbiamo fatto solo per preservare il nostro sangue, è puro e non merita di mischiarsi con quello sporco dei poveri". Anna allora si buttò sulle ginocchia e iniziò a piangere, poi disse "Così tu sei mio padre".

"Si" disse lui, ma mentre lo diceva estrasse una pistola che la puntò sulla testa della ragazza la quale lo anticipò e lo infilzò con il coltello.

Una volta compiuto il massacro, Anna prese le chiavi della macchina dal cadavere di Vincenzo, vi entrò dentro, mise in moto e subito dalla radio partì "Città vuota" di Mina e mentre si dirigeva a casa, Anna scoppiò in un pianto disperato.


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