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Una storia di LetiziaPizzarelli

La donna in verde

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3 minuti

Pubblicato il 16 dicembre 2019 in Fiabe

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Veniva chiamata la donna in verde. Nessuno l'aveva mai vista, ma sull'ampio terrazzo del quarto piano era visibile a tutti una distesa intricata di piante insolite. Tutte le mattine, tra le verdeggianti foglie, si levava un coro variopinto di uccelli esotici. Metteva sempre ad asciugare le sue bizzarre vesti tra le piante. E proprio dalle gonne verdi fatte di fieno e stoffa i suoi vicini avevano intuito fosse una donna, anche se non potevano esserne certi. Ma la stranezza più grande di tutti è che ogni sera fuori dalla sua porta si trovava una pianta diversa con un frutto speciale. Nello stesso palazzo abitavano, una ragazza solitaria che non usciva mai dalla propria stanza, una coppia con molti figli che faceva fatica a sbarcare il lunario e un uomo di mezz'età scontroso e solitario.

I vicini

La ragazza solitaria ordinava tutto online, cibo incluso, quindi c'era costantemente nel palazzo un via vai di postini e corrieri. Spesso origliava dalle finestre per carpire i segreti dei condomini, era l'unico modo in cui "socializzava", internet a parte. Dall'appartamento della famiglia numerosa provenivano sempre le voci urlanti dei bambini, specialmente quando i genitori erano assenti e i più grandi dovevano badare ai più piccoli. Il burbero pensionato invece preferiva passare le sue mattine al bar per discutere di politica mentre beveva il caffè tutto d'un fiato e questo lo faceva tossire, rendendolo più nervoso. Poi prendeva il cellulare per accedere a Facebook e iniziava a commentare ferocemente svariati post. Aveva opinioni venefiche praticamente su qualsiasi cosa. Dopotutto disponeva di fin troppo tempo libero.

Ma c'era una cosa che accomunava tutti, l'essere a conoscenza del segreto del frutto della signora in verde. Per questo tra di loro era nata una feroce competizione. Ogni sera la ragazza solitaria metteva il naso fuori alla porta per provare a coglierlo per prima. Ma finiva spesso col mordersi le mani per la frustrazione di non essere riuscita ad uscire fuori dalla porta . A giorni alterni lo coglievano i genitori dei bambini rumorosi. A meno che qualche emergenza a casa o a lavoro catturasse la loro attenzione. Quando si ricordava, anche il burbero uomo lo prendeva, anche se a volte si perdeva nella sua offuscante rabbia contro il mondo.

Il frutto misterioso

Il potere del frutto misterioso (che la donna lasciava appositamente incustodito fuori dalla porta) era quello di risolvere il problema più angoscioso della persona che se ne nutriva. Ma a nessuno importava il come è il perché una cosa del genere fosse possibile. Semplicemente continuavano a rubarlo perché nessuno glielo impediva. Nel frattempo la donna in verde, giorno dopo giorno, continuava a strapparsi un lembo di pelle. Dopodiché lo posava in un vaso e questo si trasformava nell'ambito frutto miracoloso. Tuttavia questa operazione non poteva durare all'infinito come infinite sembravano essere le angosce degli uomini. Ben presto perse tutta la pelle e fu costretta ad interrompersi. Ma i vicini, che prima non osavano neanche cercare di rivolgerle la parola, iniziarono ad agitarsi. Le lasciarono messaggi, bussavano energicamente alla sua porta notte e giorno, levandole il sonno. Così la donna in verde decise di sacrificare altre parti del corpo, un giorno coltivava i capelli, l'altro un occhio, poi le mani e così via.

La fine di tutto

Il giorno in cui fu colto l'ultimo frutto i vicini si incontrarono per la prima volta insieme avanti alla sua porta, in religioso silenzio. Nessuno ne parlava ma avevano compreso quanto male avessero fatto nell'essere stati così egoisti. Sfruttando tutte le risorse della donna senza mai esserle d'aiuto ne porsi delle domande. Non avevano fatto altro che prendere danneggiando anche se stessi, perché non era rimasto loro nulla, neanche la speranza, per il futuro.

Opere di Alphonse Mucha
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