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Una storia di CinziaDiLoreto

Le ali di Victoire

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7 minuti

Pubblicato il 19 maggio 2020 in Avventura

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Le Ali di Victoire

Ogni giorno al tramonto Kurt sorvolava le rive del fiume Yukon alla ricerca di qualche piccolo boccone prelibato: era quasi l’ora di cena ed immaginava il beccuccio spalancato di Lumi che lo attendeva protesa verso quei brandelli sanguinanti. La gufetta cresceva velocemente malgrado la mamma fosse spesso in volo: nelle brughiere infestate dai bracconieri, il magnifico piumaggio di Victoire avrebbe fatto la gioia di molti cacciatori. Il gufo delle nevi è regale, maestoso e Victoire con la purezza del suo manto, ne era uno splendido esemplare. Fiera come una regina lasciava all’alba la dimora nelle caverne e si alzava in volo alla ricerca di Alannah, l’artefice dell’incantesimo che la imprigionava nel corpo di un rapace. Era divenuta la sua ossessione perché la Sidhe doveva oramai restituirle le sembianze che le appartenevano.
Quando Kurt e Victoire si incontrarono, sui monti Hayes imperversava una violentissima tormenta : entrambi si erano allontanati dal villaggio in cerca di bacche e non si erano accorti del cielo che all’improvviso si era rabbuiato. Gelide folate di vento iniziarono a piegare gli alberi e dopo poco le gambe dei due divennero troppo pesanti per avanzare nella neve. Così decisero di unire le forze e proseguirono il cammino insieme.
Avanzarono per alcuni metri nella coltre quando d’improvviso un forte bagliore li illumino’: una musica soave si propagava attraverso gli alberi e loro stremati decisero di seguirne la via . Arrivarono in prossimità di un’anfratto da cui usciva una luce accecante fino a fargli perdere i sensi. Si ritrovarono in balìa di una dama argentata: si chiamava Alannah ed era la padrona del vulcano Amutka. La Sidhe con le chiome ornate di perle aveva la pessima abitudine di giocare con le sembianze umane: coloro che cadevano preda delle sue ipnotiche melodie venivano trasformati in animali della foresta. Disgraziatamente Alannah dimenticava sovente le formule dei suoi bizzarri incantesimi, così quando il gioco perdeva di interesse, apriva i portali del castello e scaraventava nel bosco i malcapitati sperando di non incontrarli mai piu’. Fu cio’ che avvenne a Kurt e Victoire entrambi trasformati in gufi delle nevi: amati e vezzeggiati per qualche giorno assaporarono ben presto il freddo e il gelo .
Una volta fuori l’aria delle brughiere li risveglio’ ed un feroce appetito si fece strada nei loro stomaci. “E adesso Kurt cosa faremo?” chiese impaurita Victoire “Quale sarà la strada per tornare al villaggio?”. Kurt respiro’ a fondo e rispose “ Seguiremo il blu dell’aurora boreale… le luci del nord ci condurranno a casa”. Cosi’ Victoire raccolse tutte le energie e spicco’ il volo oltrepassando la foresta. Ella seguiva Kurt in tutte le sue evoluzioni e sperava che trovasse presto qualche tenera preda. “ Sono terribilmente affamata Kurt. Quando potremo mangiare di nuovo?” In quello stesso momento un piccolo topo dei boschi correva affannato nella foresta ghiacciata: Victoire si lancio’ sulla preda senza esitazione e con il becco aguzzo la trafisse a morte. Allora penso’ che Alannah l’aveva dotata di un’ottima strumentazione: era un’abile cacciatrice e questo iniziava a piacerle. Condivise con Kurt la preziosa cacciagione e si abbevero’ nelle limpide acque dello Yukon: adesso finalmente i due potevano riprendere il viaggio.
Intanto il tempo passava velocemente ed entrambi iniziavano ad abituarsi ai rigori dell’inverno: dopo aver vagato incessantemente per giorni individuarono una caverna in fondo ad un crepaccio. Quello sarebbe stato il loro rifugio. Il bosco gli offriva i mezzi di cui vivere così ben presto divennero abili predatori.
La primavera li sorprese in un giorno di giugno quando i primi bucaneve si affacciavano ai tiepidi raggi del sole: i giorni bui erano alle spalle e finalmente la natura si risvegliava.
Kurt e Victoire condivisero quella gioiosa rinascita mettendo al mondo la piccola Lumi il cui nome significa Neve, che in breve suggello’ quello strano sodalizio nato in una notte di marzo .
Victoire si dimostro’ fin da subito una madre affettuosa: Lumi era al centro dei suoi pensieri e cresceva bella e forte. Aveva ereditato dalla madre il candido e folto piumaggio e volava già con la destrezza degli adulti. Sarebbe presto diventata una splendida creatura. Kurt dal canto suo la viziava con prelibatezze di ogni genere: la selvaggina abbondava sempre nella caverna. Tutto sembrava quindi aver trovato un suo equilibrio e la gioia si diffondeva nel rifugio.
Victoire pero’ non riusciva a dimenticare la sua vita precedente: nel sonno si vedeva di nuovo in famiglia e al risveglio sentiva la mancanza di quegli abbracci divenuti ormai solo un ricordo.
Una mattina si alzo’ all’alba e dopo aver saziato Lumi con dell’ottima lepre , decise che avrebbe ritrovato il castello di Alannah. La stagione era buona e la luce durava per lunghe ore quindi era tempo di rintracciare chi l’aveva derubata della sua identità. Kurt invece non avvertita lo stesso tormento e si era adattato bene a quel nuovo stile di vita: passava le giornate ad istruire Lumi e ne coglieva i progressi con vero entusiasmo.
Quella volta Victoire si e allontano’ piu’ del solito: le sembro’ di riconoscere alcuni scorci che forse aveva visto la notte in cui venne catturata. Arrivo’ finalmente ad una montagna dalla cui sommità fuorisciva del fumo. ” Quello deve essere il vulcano Amutka” penso’ “Alannah farebbe bene a raccomandarsi agli dei della luna…”. Con il cuore pieno di rabbia apri’ le ali e si precipito’ verso il vulcano. La fitta vegetazione nascondeva i fianchi della montagna e non vi era alcuna traccia di fessure…l’impresa si presentava meno facile del previsto.
Trascorse l’intera giornata alla ricerca di una fenditura, ma nulla sembrava darle ragione. Improvvisamente al calar del sole una folata di vento la sbatté contro un tronco d’acero che a causa dell’urto sembro’ schiantarsi a terra ma che invece spalanco’l’ingresso ad una grotta illuminata: era la luce argentea che quella notte la stordi’.
Victoire ebbe molta paura e per un momento penso’ di volar via : ma quando vide che Alannah non era lì ad aspettarla decise di esplorare le stanze del castello.
Dal soffitto del gran salone scendevano cristalli preziosi e una tavola imbandita sembrava darle il benvenuto: Victoire stanca ed affamata volle assaggiarne le pietanze. Bevve il nettare che riempiva le caraffe d’oro ed esausta cadde a terra addormentata.
Durante il sonno Victoire assisté ad uno strano fenomeno: dal suo petto piumato vide levarsi una figura luminosa che aveva le sembianze di una donna . Era la vecchia Victoire che si riappropriava del suo aspetto originario e che vagava indisturbata all’interno del palazzo. Curiosa ed impaziente volle visitare ogni angolo con l’intento di mostrare ad Alannah che l’incantesimo si era spezzato e che lei ne era stata l’artefice. Ma non vide nulla al di fuori di oggetti ed ornamenti superbi. Tutto era stato creato per appagare la vista e chi vi abitava veniva soddisfatto in ogni minimo desiderio. Poi un tratto una strana fitta la colpi al petto: un vento profumato la scaravento’ dentro un vortice polveroso. Alannah si era accorta della sua presenza ed in preda all’ira tentava di trafiggerla con la sua spada di ghiacco. Vi riusci’: la scaravento’ sopra uno dei suoi tappeti e con la punta aguzza le taglio’ la giugualare . Victoire giaceva sanguinante di fronte ad Alannah che impietosa ne osservava l’agonia.
Per alcuni istanti ella crebbe di morire, ma poi un colpo di tosse di colpo la ridesto’. Apri’ incredula gli occhi e riconobbe in fondo al letto Kurt che la vegliava preoccupato. L’uomo avvicino’ il suo viso gridando “ Victoire! Victoire! Sveglia Victoire! Ti senti bene? “ e Victoire rispose esitante “ Si…credo di si…ma dove mi trovo? Cosa mi è successo?” – “Victoire sei caduta….” le spiego’ Kurt “ sei scivolata mentre raccoglievi un campione di pirite trovato sul lago Chugach. Hai battuto la testa sul terreno ghiacciato ed hai perso i sensi per un po’: io e Lumi ci siamo tanto spaventati! “ –“ ma…” continuo’ Victoire “ora dove mi trovo?” – “ sei nella nostra baita tesoro”
“…vuoi dire che Alannah, il castello, la tormenta …non esiste nulla? Che è stato tutto un sogno? ”continuo’ Victoire – “Temo di si cara, il colpo che hai dato è stato forte e deve averti procurato qualche allucinazione..ma adesso siediti e bevi un sorso d’acqua: tra poco Lumi rientrera’ e ti troverà finalmente sveglia…si è talmente impaurita povera ragazza!”
Victoire si senti’ subito sollevata e si alzo’ per fare due passi. Usci’ sul balcone e si affaccio’ per ammirare il lago Grouse: era veramente uno spettacolo mozzafiato e ne volle godere appieno. Respiro’ a pieni polmoni quell’aria pulita e penso’ che tutto questo era semplicemente meraviglioso: si senti’ una donna fortunata.
Quando Lumi rientro’ sorrise vedendola di nuovo in sé. Poi la strinse forte e le sussurro’ : “ Per fortuna quel brutto incidente è acqua passata…non pensiamoci piu’ mamma”. S‘incamminarono verso l’interno e ripresero a parlare tranquillamente. Di lì a poco la loro vacanza in Alaska avrebbe continuato il suo corso.


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