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Una storia di CarmelaSannino

Maledetto marzo

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2 minuti

Pubblicato il 22 febbraio 2019 in Avventura

Tags: #amore #felice #innamorata #marzo #triste

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Primo marzo.

Per fortuna ieri mi sono addormentata presto, ed è stato meglio così. Al mattino, con la mia solita colazione, avevo in mente solamente quello sguardo. Ma è domenica. Meglio non pensarci.

Scherzo. Entro su Facebook e la prima cosa che faccio è cercarlo. Lo trovo. Lo aggiungo. In un secondo il panico. “La tua richiesta è stata accettata” come notifica. Dall’ansia spengo il Wi-Fi e mi preparo a tavola per il famoso pranzo domenicale in famiglia e ovviamente per la serie A, da buon tifosa. Il Napoli vince. La lasagna anche. Se ci ripenso mi viene già l’acquolina. Riaccendo il Wi-Fi e BOOM. Messaggio da... lui!

”hey simpaticona”

Entro in un mix di emozioni in contrastro tra loro. È giusto? È sbagliato? Non saprei. L’importante è non avere rimorsi, mi dico.

Messaggiamo per un paio d’ore, forse per 5-6 ore ma in realtà mi sembrava passato soltanto un minuto. “Domani ti passo a prendere a scuola piccola, mangiamo insieme, che dici?” In quel momento stavo per svenire.

Ci vediamo, 13:00 e lui puntuale all’uscita da scuola. Adesso che ci penso mai nessuno era venuto fuori scuola a prendermi. Era lì, bello come il sole. Andiamo a Mc Donald’s e mangiamo di tutto e di più. Poi finito di pranzare, ci mettiamo in macchina e facciamo una passeggiata a Via Caracciolo. Ah, l’ho già detto che era bello come il sole? E oggi il sole non c’era, ma sembrava di sì. Di fronte al mare e al Vesuvio mi bacia. Credo di non aver provato mai Un emozione del genere. Poche ore dopo mi accompagna a casa, dicendomi che ci saremmo sentiti poi.

8 marzo. Ah la festa delle donne. In questa settimana ci siam sentiti tutti i santi giorni. Ieri mi ha detto di volermi parlare. Intanto mi faccio bella per lui mentre aspetto che arrivi.

Squilla il cellulare, “sono giù”. Scendo di fretta e furia le scale lo incontro e...

“Sono fidanzato, ero in una pausa di riflessione, ma adesso ho capito di voler lei, mi spiace”. Parole fredde come il ghiaccio che mi squarciano il cuore. E chi se lo sarebbe mai aspettato. Sentivo la mia mente in quel momento urlare “TI AVEVO DETTO DI NO” e il cuore mortificato “SPERAVO FOSSE LA VOLTA BUONA”. Mi viene da piangere ma non lo faccio, lo conosco da 10 giorni, non posso. Per me era stato un colpo di fulmine, ma evidentemente il fulmine aveva colpito graziosamente solo me, lasciando immune l’altra persona. Gli dico di andarsene. Che non si può giocare così con i sentimenti di due, non una, persona. Lo mando a fanculo. Torno a casa, non ci credo ancora. Mi si è chiuso talmente tanto lo stomaco che non c’avevo nemmeno fame, e per me che sono una mangiona è grave. Passo triste, sola e in una valle di lacrime questo pazzo marzo. Questo maledetto marzo. Ma infondo aprile non è da meno.

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