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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine TUTT'ALTRE STORIE

LUPEN THE CAT

... Il mio cattivissimo super gatto-nero.

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9 minuti

Pubblicato il 12 aprile 2021 in Fantasy

Tags: #Animali #Cat #Gatto #Nero #Umani

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LUPEN THE CAT

... Il mio cattivissimo super gatto-nero.


Lupeeeeeeeen! Stamattina proprio 'mi ci' trovi, vedi di non farmi inc….re inutilmente. Restituisci immediatamente la refurtiva …

Miao George – sta per buongiorno – è del tutto inutile che sbraiti, poiché non ho rubato un bel niente, e se mai mi sia impossessato di qualcosa, l’ho solo presa in prestito, quindi …”

Quindi cosa?

Miaaaaao! Del resto vivo da recluso in questa casa che non è la reggia di Versailles, vero. Onde perciò tutto ciò che è a portato di mano, pardon di zampa, è anche un po’ mio, o almeno permetti ch’io ne accerti la provenienza?

Come se non bastasse mi rifà il verso. Sta a vedere che adesso l’inc…ato è lui. Abbasso il tono della voce: scusa Lupen, stavo cercando il vecchio orologio di mio padre che tengo sul comodino e che guarda caso non c’è, e poiché siamo soli io e te, deduco che lo abbia preso tu. Così va bene o te lo devo cantare?

Beh, già che lo definisci vecchio, vuol dire che non vale niente, pertanto …”

Pertantocosa!!!!

Miao, mantieni la calma George, te lo restituisco, anche se mi è piaciuto stanotte addormentarmi col suo tic-tac …”

Non dirmi che hai portato l’orologio che metto al polso nella tua cuccia? Dico, ma sei fuori? Adesso dovrò farlo igienizzare …

Miao, aspetta, ridimensioniamo la cosa, se non vuoi che chiami la Protezione Animali e ti faccia cacciare di casa…”

Come dici, come…come…come?

Punto primo, si da il caso che hai iniziato questa conversazione con ‘mi-ci mancando di rispetto alla mia personalità, devo ricordarti che sono un gatto, con un nome, Lupen, che se pure me lo hai imposto mettendomi questa targhetta al collo, ciò non ti consente di agire da despota nei miei confronti.”

Ma dai Lupen, che vai dicendo, io mancarti di rispetto, come fai a pensarlo –rispondo rammaricato.

Punto secondo, nel caso non lo sapessi George, l’impianto della Giustizia in alcun caso ammette la schiavitù, tantomeno se rivolta verso i minori, gli anziani, gli esseri indifesi e i componenti inerenti la famiglia…”

Inerenti la famiglia, che vuoi dire?

Infatti non ho usato appositamente la ‘propria’ famiglia, per non suscitare in te una qualche rivalsa nei miei confronti. Io e te siamo due esseri diversi seppure condividiamo la stessa umanità.”

Tanto per cominciare io non rubo.

No certo, potresti ammettere di non aver rubato l’orologio al tuo povero papà?

Ma che dici, l’ho avuto in eredità!

Miaaaaao, sei anche bugiardo George, lo hai tolto dal polso del tuo papà quando il pover’uomo prima di lasciarci l’aveva già promesso a tuo fratello. Io ero presente e potrei testimoniare … ”

Davvero dici Lupen, che stranezza è questa? Io non l’ho saputo e mio fratello non mi ha mai chiesto di volerlo per sé.

Certo che no, immagino che dopo averlo visto al tuo polso non abbia voluto litigare con te per una cosa da niente.”

Ho detto vecchio, non che non sia di valore.

Beh, comunque nel mio caso che sia d’oro o placcato fa lo stesso, a me è bastato facesse tic-tac, è la sola musica che mi fa entrare in contatto con me stesso.”

Qualcuno deve pur farlo, lo scemo, riferendo l’aggettivo a me stesso che mi perdo nei meandri di un supernaturalcat che è anche filosofo, non sia mai!

“Strano George ti sei ricordato dell’orologio e non dell’ora che invece sta passando e che sei già in ritardo …”

Perché che ore sono? … lo chiedo io a lui.

È tardi! Ann ti sta aspettando almeno da mezz’ora.”

Ann, dici? Ma no, sono in ritardo fottuto per recarmi al lavoro!

Da che lo deduci?

Mah … dalla luce che vedo fuori, solo adesso mi accorgo che è pieno giorno, accidenti, hai ragione, sono in fottutissimo ritardo.

Bene bene George, hai iniziato con cuccia, igienizzazione, accidenti, fottutissimo, vuoi aggiungere altro all’elenco, ti rammento che ne vado prendendo nota.”

No Lupen ti prego non è questo il momento di scherzare, restituiscimi immediatamente quel c…o di orologio, altrimenti io …

Per favore, prego! Altrimenti tu cosa …”

Per favore Lupen, altrimenti faccio una pessima figura con chi mi sta aspettando – dico, smussando la minaccia.

Beh, sei comunque in ritardo, o forse fin troppo in anticipo George.”

Che vuoi dire?

Che oggi è domenica e non hai alcun appuntanamento mattiniero e si da il caso sia l’ora della mia colazione. Prima i doveri George, poi, semmai, i piaceri. Non è così che si dice?

Trovo che per essere un gatto sei ben istruito Lupen , ma non sarai mai un umano, quel che ti credi di essere.

Ci sono gatti che dietro a qualsiasi banalità sospettano un’allusione che non capiscono, così come ci sono persone che non abbandonano mai la loro stupidità e non ti lasciano in pace nemmeno con il loro silenzio!” – così detto si volta e si allontana con la coda alzata, che se non fosse perché è un gatto, suonerebbe come: “beh, adesso baciami il culo” detto da un umano.

Lupeeeeen, ma dove stai andando?

Vado a recuperare l’orologio … tic-tac …tic-tac!” – s’allontana col suo solito fare strafottente, quando, arrivato all’angolo della stanza, si volta e mi lancia uno sguardo significativo, come dire …

Sei certo di rivolere il tuo orologio, in qualunque stato si trovi?

Vai! – gli grido contro.

Mi alzo dal letto più stanco di quando vi sono andato, sono preso dalla svogliatezza che non promette nulla di buono per la giornata. Penso che sì Lupen ha il mio orologio ma non è certo in grado di sapere che ore sono. Lui non sa che l’appuntamento è nelle prime ore pomeridiane. Giacché il tempo è quello che è, uggioso, posso sempre rimandare l’incontro a un altro momento. Del resto una partita a tennis con il mio amico Roberto posso farla quando ne ho voglia, visto che il campo da gioco è suo.

Sbagliato! Ho sottovalutato che esseri animali-antropici hanno l’orologio in testa, e quel fetente di Lupen sa perfettamente che ora è. Strano però, se mi ha fatto richiesta di fare colazione, allora …

Sbagliato George! Fetente va ad aggiungersi alla lunga lista degli insulti, con ciò siamo a 999 per arrivare a 1000 ne manca solo uno, pronuncia un’altra parola offensiva, esco di casa e non faccio più ritorno, ne pagarai le conseguenza successivamente, quando riceverai l’ingiunzione di maltrattamenti repentini e continui, per cui sarai costretto a risarcirmi di tutto. Intanto comincia a cercarti un altro appartamento dove anda re a vivere, perché certamente ad uscire prima o poi sarai tu.

Sì, e tu dove andrai a stare sil-vous-plaît maestà dei miei stivali?

Ma è ovvio, andrò a stare da Ann!

No, tu proprio non andrai da nessuno, tantomeno da Ann. E poi tu che ne sai dove abita Ann?

Dovevo aspettarmelo, sei di mente corta George, quando partisti per i Caraibi, rammenta dove mi hai portato, dicendo che eri stato inviato una settimana per lavoro in Norvegia. Vuoi che riferisca ad Ann della tua scappatella?

Sei un perfido ricattatore Lupen, spergiuro finanche, l’avevi promesso che non ti saresti fatto sfuggire mai niente. Ne terrò conto, non sei affidabile …

Quando gli umani sono messi in difficoltà allora ricorrono ai mezzucci che stai usando tu adesso, e si rivelano per quello che sono, ipocriti e meschini. Addio George, non so se fossi felice di stare in questa casa da schiavo, di sicuro vi tornerò da padrone.

Che sia la volta buona, fortunatamente a tenermi impegnato ci sono cose più importanti che la voglia di felicità di un gatto mal….. – mi taccio. A tutt’oggi non mi interessa conoscere la risposta … Lupen adesso basta! restituiscimi immediatamente l’orologio – dico in tono perentorio afferrando la ciabatta ai piedi del letto.

Non scaldarti troppo George, è qui, o vuoi che te lo serva su un vassoio d’argento?

Ma che hai combinato, hai leccato il cinturino di pelle? Sei matto, anzi no, si profondamente cattivo, sapendo che è il ricordo del mio povero papà, non avresti dovuto maled…. mi taccio appena in tempo.

Sapeva di topo.”

Ma dico, sei fuori, un cinturino di vera lucertola che sa di topo, non si è mi sentito.

Sì certo, fin quand’era viva, forse. Indossato da te ha preso l’odore del tuo sudore. Non sai che gli odori, come i sapori, mescolati insieme assumono l’effluvio del sapore più forte? Per l’appunto, quello di topo che ti identifica per quello che sei.”

Non dirmi, non posso crederci, hai letto “Il profumo” di Patrick Süskind, sei degno del suo protagonista Grenouille, ècco chi sei tu, un pazzo, un paranoico che pensa di potermi ricattare impunemente, scordatelo!

“… Ohi, hoi. Miao, miao e poi miao! Un giorno hai minacciato di voler andare alla Police a denunciarmi in quanto ladro, ma sono io che andrò prima di te a farlo per maltrattamenti accompagnati da insulti e ricatti deliberati, ed anche per malversazione …”.

Tu non sai cosa dici: malversazione, sssst!

Se non vado errato è il reato commesso da chi, avendone la possibilità si impiega nell’appropriazione indebita di cose altrui, o altrimenti vincolate ad una specifica finalità, non è così George?

E quale sarebbe in questo caso specifico?

Ne ho una lista ma quella che mi sta più a ‘quore’ in questo momento è che tieni chiusa a chiave la dispensa affamando il resto dell’umanità, nel caso specifico un tuo consimile, e questo non mi pare socialmente corretto. Sei uno schiavista George, e non è una cosa da poco, oggigiorno ti pare?

Se è per questo Lupen ero intenzionato ad offrirti una colazione succulenta – dico. Sai dovrebbe esserci nel ripostiglio riservato a me, una di quelle scatole di carne che ti era tanto piacuta, ma chissà se la trovo ancora (?).

Ben presto arriva la sua strusciata fra le pieghe dei pantaloni che lascia intendere essere disposto a scendere a patti …

Miaaao George …”

Ruffiano!

Ah ma allora insisti!

Facciamo la pace? - gli chiedo, pensando di comprare la sua benevolenza.

Ovviamente quando apro la lattina della carne e il suo profumo si espande per la stanza ogni litigio è già passato nel dimenticatoio.

Ma non chiedetemi se si tratta di un armistizio o solo di una breve tregua che non durerà, con certi elementi non si sa mai. Del resto è un gatto e, per quanto cattivissimo è comunque il mio stupendo gatto nero col quale nel bene e nel male mi troverò a convivere.


Una mia debolezza, forse.


LUPEN
LUPEN

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