scrivi

Una storia di angelaaniello

L'amore è come un filo che ritorna

441 visualizzazioni

4 minuti

Pubblicato il 03 maggio 2019 in Recensioni

Tags: #amore #coraggio #fragilit #paura

0

"Veniamo al mondo piangendo. E piangendo ce ne andremo, se mai avremo il tempo di capire che è arrivata la fine."

Un bell'inizio per il romanzo che tutti dovrebbero leggere intitolato "Tutte le volte che ho pianto", edito con Giunti e scritto dalla bravissima Catena Fiorello, scrittrice siciliana e fine indagatrice dell'animo umano.

"Ma il mare è una puttana. Ci ammalia, ci fa immaginare chissà che, e poi senza spiegarci il motivo ci lascia in preda alle nostre incertezze, spuntandoci in faccia quello che ci manca."

A parlare è Flora, la protagonista, quasi quarantenne che con un matrimonio fallito alle spalle e una sorella cui era legatissima, Giovanna, morta all'età di vent'anni in un incidente, è in fase di bilanci con un certo disincanto nei confronti della vita stessa.

Flora gestisce un bar e ha una figlia quindicenne che s'illude pensando a un ritorno di fiamma tra i suoi genitori.

In sottofondo, nello sciabordio dei pensieri, a volte tutto sembra portare all'inferno: il dolore, la delusione, la stanchezza, la rottura per i continui tradimenti e il capolinea porta ad essere duri con se stessi perché nelle sfumature grigio topo, la tristezza prende a braccetto e non abbandona.

Ma le carte si mescolano sempre, i grumi di rabbia all'altezza della bocca svaporano, i fuochi dentro possono accendere nuove passioni.

Cosa è giusto e cosa è sbagliato? Rimuginare continuamente sui propri sbagli apre il conto con una pseudo indifferenza che può solo rammaricare e chiudere ogni porta alla felicità.

Per fortuna, poi, tutto sbolle e gli attimi indispettiti si trasformano con urgenza in appuntamenti casuali e causali.

Il tempo speso a star dietro a una madre che soffre di un disagio nascosto nel suo io più profondo, il ricordo di Giovanna ch'è come un lampo, la vertigine di sorrisi e abbracci con Bianca che acquietano la frenesia del correre: tutto sembra andare avanti con un complice silenzio ma anche un forte senso di sospensione.

La smania del mare, le camminate in spiaggia tra le nuvole in movimento e l'eco delle onde sembrano strappare di dosso la corazza costruita con fatica e aprire il varco alle emozioni, a quella verità che, come una brutta abitudine, conduce ai desideri più reconditi mettendo addosso una melodia che sa di pace e di dolcezza.

Un nuovo amore invade la nostalgia: Leo giunge a stravolgere ogni certezza, specchio dell'idea che ripartire non affievolisce il cuore ma lo rafforza.

E con Leo dall'aspetto di bello e dannato torna il passato, cala l'ombra di Giovanna per scoprire altri aspetti della sua tragica storia ma anche un grande amore per cui sarebbe stata disposta a cambiare.

Il tremore ritorna mentre la folla passeggia, si dà appuntamento nei corridoi di fabbricati anonimi, col telefono cellulare che è l'unica alternativa al tedio dei loro momenti liberi.

Cosa fa veramente la differenza?

L'autrice attraverso Flora sembra domandarselo più volte, perché, se Giovanna è un suono che spacca l'anima, se Antonio e i suoi problemi di salute sembrano mutare la direzione della felicità, la differenza la fa il coraggio di sapere come far andare la nave in porto.

In questa lettura si fa esperienza del senso di fragilità e di forza, di inadeguatezza e di coraggio, di irrequietezza e di pace.

"In amore non esiste il giusto per tutti. Non esiste non va bene o conviene così a prescindere."

Il pianto non è mai un caso, è morte e rinascita, è imprecazione e intraprendenza, è solitudine e intelligenza.

Non esiste un battesimo per la felicità e, a volte, neppure l'alba tiene a freno l'ansia: allora il chiaro messaggio è che bisogna impegnarsi ad uscire dalla bolla di ghiaccio in cui ci si rintana per paura e per protezione.

Non esiste neppure la condanna all'infelicità: anche quando la vita risponde a monosillabi, forse il fiato delle parole è nei silenzi accorciati, negli scoppi del cuore in petto, nella prova inconfutabile dell'esistenza di una dimensione che regge le fila e invia segnali da cogliere e interpretare.

Qual è il soffio di pace dopo tutto il dolore provato?

Allinearsi con la vita significa riconciliarsi con i propri traumi correndo anche il rischio della paura.

Anche gli screzi e le incomprensioni, poi, hanno un senso e il passato non deve essere un inghiottitoio.

Il palliativo della speranza a singhiozzo diventa una certezza ed è prova di saggezza il mettersi in gioco perché non ci si può negare sempre.

"Piangere per me è quel momento in cui la verità prende il sopravvento e sfonda tutte le porte, anche quelle serrate con forza. Piangete, lasciatevi andare, guardatevi dentro, e non rimpiangete nulla."

Io ho divorato questo libro in una manciata di ore, voi cosa aspettate? Vi assicuro che non ve ne pentirete. Effetto catartico assicurato contro le personali debolezze.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×