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Una storia di DominaExArcana

Il Respiro del Diavolo Parte 3

800 pagine prima di morire

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6 minuti

Pubblicato il 03 settembre 2019 in Erotici

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Il sole si stava svegliando lentamente, come un neonato si affacciava al mondo per la prima volta, mostrando il volto della crudeltà, sui cadaveri bruciati, i lamenti dei sopravvissuti.La sabbia del deserto cambio colore, il delizioso color ambrato, perse lucentezza, offuscato del rosso scartalo del sangue. Si sveglio completamente il sole, senza pietà mise in evidenza la distruzione e la morte, la devastazione glaciale che gioiva dei lamenti e latrati. La mano ferita usciva dalla polvere, il suo respiro affannato e dolorante, a malapena copriva l'eco della morte.“ Aiuto” riusci solo a mormorare la voce femminile, “ Aiutatemi “.
“ Avevi 9 giorni per rimediare a tutto ma hai fallito” le rispose una cupa voce maschile “ Sono venuto a prenderti, eri stata avvisata”, concluse la voce mentre il vento caldo trascinava le sue urla verso il nulla.

10 Giorni prima


Sorrise “ non guardarmi cosi, sei stato cattivo, e ora devi essere punito.”

“ Ma..”

“ ZITTO!”. Grido la donna “Parlerai solo se io te lo concederò”, lo colpi con un frustino nero di pelle.

“ Mi scusi vostra Reverenza” mormoro l'uomo.
Era incatenato a una croce in ferro, eretta su un piedistallo nero, indossava una camicia a scacchi, e un paio di jeans.

“ Dunque mio schiavo, parla.” la donna lo accontento, gli concesse l'uso della parola.

L'uomo la guardo, era bellissima, indossava una gonna inguinale verde di cotone, e un top a maniche lunghe con scollatura a V, dello stesso colore.

“ Indossi le mutandine? Voglio vederle”.

La donna sorrise, lo colpì al volto, il sibilo fu improvviso, il colpo forte.

“ Quanta sfrontatezza, devo insegnarti le buone maniere ancora una volta?”.

“ Mi perdoni Vostra Reverenza. Sono un villano. Mi punisca la prego.” Supplico l'uomo.

“ Dillo ancora.”

“ Vostra Reverenza, cosa indossate sotto la gonna? Se possibile concedereste a questo sfrontato villano di poter guardare le vostre grazie?”.

La donna sorrise soddisfatta, sollevo la mano con il frustino lentamente verso l'inguine del uomo sfiorandolo delicatamente.

Non disse nulla, si giro, dando le spalle al uomo, sposto le mani sollevando un pò la gonna, rendendo visibile, quel intimo di pizzo bianco.

“Girati” si udi mormorare dalla voce flebile del uomo.

La donna si morse il labbro, decise di accontentarlo, si giro, voleva farlo soffrire, dolcemente fece scendere il pizzo bianco fino a meta coscia, “ Cosi?”, chiese mormorante.

“ Si” si udi flebile.

L'uomo ansimava, vedeva la donna toccarsi in mezzo alle gambe, poteva sentire il suono dei suoi umori, sciogliersi nelle sue dita.

“ Dov'è il mio pompino "Chiese l'uomo supplicante ma lei non ripose, le sue dita stavano traendo piacere da sole, infilate in quella calda e vogliosa fica bagnata.

" Ho il cazzo che mi fa male" supplico l'uomo, privo di ogni controllo.

La donna si decise a prestargli attenzione, rise divertita, “ il mio piccolo bricconcello, non sta bene.” gli disse ridendo.
Si avvicino a lui, sollevo una mano toccando l'erezione chiusa nei pantaloni stretti.

" I miei complimenti, decisamente e bello grosso" disse e aggiunse " duro com'è, non duri nemmeno in tempo di una succhiata".

Gli slaccio i pantaloni e lui sentii la mano sfiorare le palle, fece uscire il suo cazzo eretto.

Quella mano calda inizio a toccalo, partendo dalle palle, per poi salire lentamente e scendere, lentamente su quel grosso cazzo in erezione, saliva e scendeva, aumentando la velocità, sorridendo avita e vogliosa, inizio a leccarlo.


30 Minuti Dopo


“ STOP” Grido una voce di donna.

“ E da mezzora che ti sta segando, e da mezzora che te lo sta succhiando, e ancora non vieni?” L'urlo della donna la sentirono tutti, nessuno disse nulla, si udi qualche risatina soffocata.

“ Non avrei mica preso Viagra? Ti era stato detto chiaro e tondo, il tuo personaggio soffre di Eiaculazione precoce, sei stato assunto perché ti basta starnutire che vieni, e ora stai con il cazzo duro da 1 ora?”.

“ Volevo fare bella figura.” ripose l'uomo con tono mortificato.

“ Una giornata buttata.” ripose sconfortata la donna, “ non c'è la faccio.” Si accascio sulla sedia, esausta, chiuse il suo volto tra le mani stanche e tremanti.

“ Facciamo una pausa?” Chiese un uomo accanto a lei.

“ No, non possiamo permettercelo” replico spostando un po' il volto, fissando il pavimento in cerca di idee.

“ Cosa facciamo? Siamo già in ritardo” L'uomo accanto a lei prese la cartella, inizio a sfogliarla,
“ Possiamo girare la scena del locale Gay”.

“ No, non siamo nel posto giusto per quella, ci sono in giro i Mutawwiʿîn, chiudono un occhio per le ragazze, ma non per il resto.” sospiro affranta, l'uomo le passo la cartella e lei inizioa sfogliarla. “ Questo e perfetto, possiamo girare qua dietro, una donna due uomini” ritrovo il sorriso, “ metteteci piante, qualche tavolo, i tecnici possono fare le comparse, bastano i cameraman, riprendete tutto”.

“ Sara fatto.” ripose l'uomo riprendendo la cartella.

“ Hai 2 ore di tempo, io devo fare una commissione” ripose la donna.

Faceva caldo, il deserto non perdona, “ Dannazione” esclamo uscendo dal edificio, senti l'afa aggredirla.

Non ne poteva più, doveva trovare una soluzione al suo problema, doveva lavorare, doveva presenziare alla cerimonia per il diploma del nipote.

Non voleva deluderlo, amava il nipote come se fosse suo figlio, con il vantaggio di non esser lei a sgridarlo.

Ma il nipote era pigro, prendere bei voti era un miraggio. Come aiutarlo? Lui voleva diventare medico.

Cosi un mercoledì pomeriggio, porto delle attrici, svestite, con se, e fu chiara “ Prendi il diploma con il massimo dei voti in tutte le materie, e ti prometto che al compimento dei 18 anni, ti porto con me, e lo sai che lavoro faccio!”, non attese riposta, se ne andò con le ragazze. Da quel giorno, suo nipote primeggio in tutte le materie, anche in economia domestica.

La strada era deserta, il rombo del motore era la sola compagnia che aveva, “ Dove sei?” Mormoro guardando fuori dal finestrino.

Vide sabbia, cammelli, alcuni beduini, e una macchina nera, difficile non notarla, era cosi dannatamente pulita.

Si guardo attorno prima di scendere, raggiunse la macchina nera ma nessuno scese, nemmeno quando lei provo ad entrare.

“ Brutto stronzo apri.” penso senza emettere nessun suono.

Dopo un paio di minuti, il finestrino posteriore destro si abbasso di quasi 10 centimetri, “ Sicura di voler andare fino in fondo?” Chiese una voce maschile.

“ Si, dammelo!” Ordino con voce secca e irritata.

“ Mi auguro, che sappia a cosa va incontro.” ripose la voce.

“ Non sono affari tuoi.”Replico sgarbata “ Non ho pagato per sentire nessuna morale.” concluse la frase dando un colpo sul vetro.

“ Tieni” ripose la voce, e dalla piccola fessura, usci un piccolo straccio marrone, forse era pelle.

La donna lo prese, avida e ingorda, torno alla macchina, solo quando fu seduta da sola al buio lo apri, “ Fantastico” esclamo estasiata.

Riparti, il lavoro la stava aspettando, schiaccio sul acceleratore, i cattivi pensieri vennero cancellati, in quel momento si sentiva padrona del suo destino, non presto attenzione al telefono, non lesse il messaggio arrivato su Whatsapp, non vide mai la foto che il nipote le mando, di quella strana mano sporca di sangue che usci nel terreno del suo giardino, non vide mai il video, non vide mai la mano sporca di sangue trascinare nel buio suo nipote.

Non vide mai, la scritta comparire sul telefono “ messaggio cancellato”, ne vide la scritta successiva lampeggiare « sto venendo a prenderti ».



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