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Una storia di KikaG

Questa storia è presente nel magazine Diario di una Mantide Curvy

PICCOLI PROBLEMI DI CUORE

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4 minuti

Pubblicato il 02 febbraio 2020 in Storie d’amore

Tags: #AMORE #CURVY #DELUSIONI #PRIMIAMORI #SOFFERENZA

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Ho sempre pensato all'amore, sempre sperato nell'amore, sin da bambina. Non so come mai, ma ero sempre alla ricerca spasmodica di qualcuno che mi amasse. Diventava come un'ossessione per me. Forse perchè vedevo le mie compagne di classe così belle, proporzionate, ammirate mentre io ero la classica amica, a quanto pare neanche tanto simpatica, che tutti prendevano in giro. Dovete sapere che io ho saltato la fase adolescenziale. Sono passata direttamente da infanzia ad adulta nell'arco di un anno. Fino ai 18 anni, non dico che giocavo ancora a Barbie con mia sorella, ma di certo non mi distinguevo per essere una brillante... tutt'altro. Mio padre, forse perchè ero la primogenita, mi impediva di uscire e la cosa più brutta, è che la scuola che frequentavo era lontana da casa, perciò non avevo nemmeno amici in paese con cui poter scambiare chiacchiere o anche solo andare in bicicletta. Ma a me andava bene anche così. Rimanevo in casa, giocavo a pc, stavo con mia sorella e studiavo, neanche tanto perchè odiavo studiare.

Eppure, come tutte le ragazze adolescenti, anch'io avevo le mie cotte, specialmente per lui, Alberto C. Avevo 16 anni e lui, un ragazzo bello come il sole, a tratti viso angelico, a tratti il classico stronzo che di mena via. Aveva un non so che di Edward, l'affascinante vampiro di Twilight. Io stravedevo per lui. Un anno in più, ma era sicuramente navigato. Ovviamente non mi degnava di un pensiero, ma quelle rare volte che mi guardava o mi parlava, sentivo il cuore pulsarmi e uscire al petto! Ero timidissima e la mia insicurezza unita a pochissima autostima di certo non mi aiutavano a sbiascicare più di due parole buttate là, facendomi sembrare ancor più idiota! Ma quella volta avevo tutte le intenzioni di dirgli che mi piaceva! Tanto... cosa avevo da perdere? Sarebbe stato l'ennesimo ragazzo e l'ennesima delusione, ma non potevo non buttarmi. Non avevo ancora nemmeno dato il mio primo bacio, vi rendete conto? Pure al gioco della bottiglia mi era andata male! Perciò quel giorno, terminate le lezioni, durante la ricreazione, mi ero riproposta di andare da lui e dirgli quanto mi piaceva! Vi giuro che mai avevo provato tanta vergogna e paura fino a quel momento. Non avevo più salivazione, la voce stentava ad uscire e le mani ormai erano due spugne schifose. Ma ero determinata a ricevere il mio primo bacio! La sera, quando ero a casa, mettevo sempre le cuffie e ascoltavo con il walkman canzoni d'amore, immaginando e sognando una scena romantica: lui che mi prendeva la mano, stile cartoni animati giapponesi, che mi trascinava a se e mi baciava. Così lo immaginavo!

La campanella suonò, andai in bagno, mi guardai e tentai di rendermi meno brutta, anche se madre natura con me, devo ammettere, era stata molto avara. Ma cercai di darmi un aspetto migliore. Misi il mio lucida labbra (solo quello potevo pensare di indossare per non deludere mio padre), scesi le scale di corsa, varcai la porta come se uscissi da una casa infestata del luna park e senza che nemmeno potessi realizzare, lo vidi là, appoggiato alla ringhierà delle scale che portavano alle cucine, ma non era solo. Davanti a lui c'era lei: Barbara M. alla quale avevo confidato il mio amore per lui. Quella mia compagna di classe della quale mi ero fidata e alla quale avevo raccontato le mie intenzioni! Si, proprio lei, davanti a lui, abbracciata che lo baciava con quella bocca dalla quale spuntavano quanti? 40 denti? Eppure i suoi capelli biondi lunghi, le sue labbra carnose e i suoi occhi azzurri erano riusciti per l'ennesima volta a far si che un "piccolo" uomo la trascinasse a sè e la baciasse. Sentii il cuore improvvisamente fermarsi e le gambe diventare molli. D'un tratto la terra sotto i miei piedi era diventata così friabile che avrei voluto mi inghiottisse. Rimasi lì, pietrificata, senza proferire una parola, guardando lei che si scioglieva in quell'abbraccio e bacio come se fosse burro nelle mani di lui. Da lì capii che la vita non era un film.

Decisi di non dire nulla, di non fare nulla, ma di affrontare la cosa con dignità e a testa alta. Da quel momento la mia vita cambiò. Non volli più amare. Mi chiusi in me stessa lasciando il mondo fuori. Non volli più amicizie, pensieri strani, amori. Decisi che la mia vita doveva basarsi su un'unica sola grande cosa: ME STESSA.


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