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Una storia di LuigiMaiello

Questa storia è presente nel magazine FAHRENHEIT 451

Il sè e le sue conseguenze narrative per Bruner

un parallelismo tra caratteristiche del Sè e caratteristiche del racconto

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3 minuti

Pubblicato il 28 marzo 2019 in Giornalismo

Tags: #scrittura #personalit #racconto #psicologia

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In una recente versione della sua teoria narrativa del sè, lo studioso Jerome Bruner produce un parallelismo tra caratteristiche del Sè e caratteristiche del racconto.

Per Bruner sono evidenti le corrispondenze tra le esigenze biologiche del Sè e le regole per narrare e scrivere un buon racconto. Del resto molta psicologia si costruisce a partire dalla letteratura e molte teorie del sè hanno come modelli personaggi letterari.

La letteratura (e il romanzo) sono in grado di stimolare questa nostra capacità di immaginare stati mentali di altri e di comprendere livelli intenzionali multipli.

Per Bruner l'essere umano avrebbe un'attitudine o predisposizione a organizzare l’esperienza in forma narrativa. La narrazione risponderebbe quindi al bisogno di ricostruire la realtà dandogli un significato specifico a livello temporale o culturale.

Di seguito provo a riportare lo schema di Jerome Bruner che descrive il sè e le sue conseguenze narrative in 12 punti.

  1. Ogni Sè è pieno di desideri, intenzioni, aspirazioni, sempre intento a perseguire degli scopi => Un racconto vuole una trama.
  2. Il Sè sensibile agli ostacoli: risponde al successo o al fallimento, vacilla di fronte a esiti incerti. => Alle trame servono ostacoli al conseguimento di un fine.

"Qualcosa va storto, altrimenti non c'è nulla da raccontare"

  1. Il Sè risponde a quelli che sono giudicati i suoi successi o fallimenti, modificando le sue aspirazioni e ambizioni e cambiando i suoi gruppi di riferimento => Gli ostacoli portano alla riflessione delle persone
  2. Il Sè ricorre alla memoria selettiva per adattare il passato alle esigenze del presente e alle attese future => In un racconto viene esposto solo il passato che è rilevante per la storia.
  3. Il Sè è orientato ai gruppi di riferimento e alle persone importanti che gli forniscono i criteri culturali con cui giudicare se stesso e gli altri => In un racconto i personaggi sono definiti in base alle loro relazioni e alleanze.
  4. Il sè è possessivo e estensibile, in quanto adotto credenze, valori, devozionim e anche oggi come aspetti della propria identità => I personaggi hanno bisogno di svilupparsi(vedere Il viaggio dell'eroe di Chris Vogler).
  5. A seconda delle circostanze il Sè sembra spogliarsi di credenze e acquisizioni senza perdere la propria continuità => Il personaggio matura, ma bisogna lasciare intatta la sua identità.
  6. Il Sè è continuo nelle sue esperienze al di là del tempo e delle circostanze, malgrado sorprendenti trasformazioni dei suoi contenuti e delle sue attività => Bisogna mantenere la continuità del personaggio verso un obiettivo, verso la sua maturazione, verso il superamento dei suoi punti deboli, un cambiamento, una crescita. Nelle storie migliori al bisogno psicologico si affianca quello morale.

"Noi ci immaginiamo di viviere in un mondo di cose disconnesse, ma in realtà viviamo in un mondo di narrazioni" - Coulehan

  1. Il Sè è sensibile a dove e con chi si trova nel mondo => I personaggi vanno collocati tra la gente.
  2. Il Sè può assumersi la reponsabilità delle parole con cui formula se stesso e prova fastidio quando e se non trova le parole adatto a farlo => Bisogna fare in modo che i personaggi si spieghino, quando necessario.
  3. Il Sè è capriccioso, emotivo, labile e sensibile alle situazioni => Anche i personaggi di un racconto hanno cambiamenti d'umore.
  4. Il Sè ricerca e difende la coerenza, evitando la dissonanza e la contraddizione mediante procedure psichiche altaamente evolute => I personaggi non devono sembrare assurdi, ma almeno verosimili.

Ovviamente la validità di un racconto (sia che presuma di rispecchiare la verità, sia che si riconosca frutto di immaginazione) viene stabilita sulla scorta di criteri diversi da quelli a cui si ricorre per giudicare l’adeguatezza o la correttezza di un’argomentazione logica.

Per Bruner la narrazione è uno degli strumenti più preziosi a livello culturale, in quanto attraverso i racconti è possibile negoziare significati comuni e veicolarli fin dalla più tenera età e in modo piacevole. Questo aumenterebbe la coesione del gruppo e la reiterazione del sistema di valori e credenze.

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