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Una storia di Rossella77

Un giorno al mare davvero speciale

Un giorno al mare

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6 minuti

Pubblicato il 15 ottobre 2018 in Avventura

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Era una splendida giornata di sole e avevo deciso di trascorrerla al mare.

Saranno passati vent'anni, da quella vacanza al mare,non ci avevo più pensato.

Non era stata niente di speciale : due settimane sulla riviera cilentana.

L'albergo dove alloggiavo era modesto ma pulito e la proprietaria era molto cordiale,in spiaggia avevamo affittato un ombrellone e due sdraio al “ Bagno del Pirata” ,nome esotico e un po eccessivo, che si trovava proprio di fronte al mio albergo.

Scoprimmo facilmente l'origine del nome insolito del nostro bagno: il proprietario.

Si chiamava Mario, sui 40 anni,non molto alto con lunghi capelli ricci e neri tenuti a bada da dosi massicce di gel, vestiva sempre di bianco e aveva una quantità di oro addosso da far pensare veramente che avesse assaltato qualche galeone spagnolo di ritorno dall'America.

L'elemento stonato in tutto ciò erano gli occhi,due grandi occhi neri perennemente lucidi e arrossati,rivelatori di un abuso di droghe pesanti e alcol,che lo facevano apparire sempre poco presente e disinteressato al mondo che lo circondava.

Nonostante tutto era bravo nel suo lavoro,si circondava di abili collaboratori che gestivano anche un grazioso ristorantino sulla spiaggia e lui dedicava il suo tempo a chiacchierare con i suoi ospiti,con particolare attenzione alle ospiti di sesso femminile,qualunque fosse la loro età.

Io passavo le giornate tranquillamente adagiata sulla mia sdraio,con in mano il mio immancabile libro,ma in realtà ascoltando i pettegolezzi delle mie vicine di ombrellone e le chiacchiere del “pirata”.

Una mattina arrivò tutto contento con in mano un mazzetto di biglietti scontati per la serata inaugurale del “CIRCO delle MERAVIGLIE”,scoprimmo così che era un vero appassionato di acrobati, clown e domatori.

Era da quando ero bambina che non mettevo piede in un circo, il mio amore per gli animali, e il conseguente rispetto della loro natura mi aveva allontanato da quel mondo che li trattava come giocattoli,ma mi ero decisa ritornarci perchè cominciavo a stufarmi di essere sempre coerente e politicamente corretta, il mondo non era certo migliorato grazie al mio atteggiamento e ai miei principi.

La sera dell'inaugurazione arrivammo molto presto per paura di non trovare dei buoni posti,questo ci permise di ammirare con tutta calma una speciale mostra allestita all'interno del tendone, vi erano le cose più strane che avessimo mai visto: crani rimpiccioliti, mummie di pigmei, scheletri di animali mai visti prima e tutte le memorabili raccolte dal proprietario del circo durante i suoi viaggi in giro per il mondo.

Devon,questo era il suo nome, sembrava uscito da una delle teche della mostra, era completamente tatuato,muscoloso e con un fascino ambiguo e pericoloso,scoprimmo che era anche il domatore e quella sera ci avrebbe presentato il suo numero con tigri e leoni.

Trovai un buon posto, per ammirare al meglio lo spettacolo, dopo poco arrivò il mio amico “pirata” che si sedette proprio vicino a me, sembrava un bambino tutto eccitato per lo spettacolo imminente.


Finalmente iniziò lo spettacolo, scoprii così che stavo assistendo a delle performance di altissimo livello, gli artisti eseguivano esercizi difficilissimi senza la minima esitazione e ognuno di loro eccelleva almeno in due discipline diverse.

Devon e i suoi felini affascinarono tutti i presenti, li trattava come fossero i suoi gattini e loro lo adoravano, gli applausi rimbombarono per tutto il tendone, ma la vera star della serata doveva ancora arrivare...Miss Eagle.

Se fosse entrata una Dea probabilmente non avrebbe ricevuto gli stessi applausi, il suo costume di piume, lasciava poco spazio all'immaginazione, e la perfezione delle sue forme era fin troppo evidente, dai lineamenti del viso anch'esso perfetto si poteva intuire una discendenza da qualche tribù di Indios; la sua specialità erano le acrobazie con i nastri, stregò tutti noi con volteggi e cadute controllate che la portavano a pochi centimetri da terra.

Ho detto che stregò tutti, ma quando per caso incontrai lo sguardo di Mario, mi resi conto che era come ipnotizzato, i suoi occhi non erano più lucidi e arrossati, stava guardando qualcosa che noi non potevamo vedere, nessuno di noi poteva saperlo ma era caduto in una trappola.

Nei giorni successivi non lo vidi quasi sulla spiaggia, e quando passava salutava molto frettolosamente; le sue donne erano molto offese e non passò molto tempo prima che iniziassero i primi pettegolezzi sul suo nuovo amore che lo teneva lontano dal lavoro.

La nuova fiamma di Mario era ovviamente Miss Eagle; la più gelosa delle sue clienti, li aveva visti camminare mano nella mano sulla spiaggia la sera prima e ovviamente non poteva perdere l'occasione di commentare l'accaduto tra gli ombrelloni, si diceva però che lei fosse sposata con Devon e che lui aveva cominciato a farli seguire da qualcuno dei suoi strani aiutanti.

Il giorno della partenza era arrivato e di Mario non c'era traccia, anche i suoi collaboratori non riuscivano a mettersi in contatto con lui e sembravano visibilmente preoccupati.

Tornata a casa, scoprii dal telegiornale che la sparizione di Mario era stata denunciata e di lui si erano perse le tracce,le ipotesi erano varie,ma si parlava di regolamenti di conti per questioni di droga o una fuga per non onorare debiti di gioco;per qualche giorno fu tra le notizie principali dei telegiornali, poi vista la mancanza di sviluppi pian piano l'interesse dei media cominciò a diminuire e di lui non seppi più niente,fino a qualche mese fa.

Come dicevo sono passati vent'anni da quella vacanza, era ancora estate e mi trovavo in vacanza da sola con i miei due nipotini che erano riusciti a trascinarmi di nuovo al circo, ma non uno qualunque, il “CIRCO delle MERAVIGLIE” di Devon.

Come sempre eravamo arrivati in anticipo anche perchè le mie due pesti volevano assolutamente visitare la mostra di memorabilia, mia figlia al telefono aveva raccontato loro di tutte le cose strane che avrebbero visto e loro erano eccitatissimi.

La quantità di stranezze e orrori era aumentata in tutti questi anni, ma una teca in particolare attirò la mia attenzione, vicino a una porzione di galeone era conservata la vera mummia di un “pirata”

purtroppo conoscevo quelle fattezze e soprattutto i gioielli che adornavano il suo collo e le sue mani.

Il giorno dopo ne parlai al telefono con mia figlia che non credette ad una sola parola del mio racconto, mi immaginai le facce dei poliziotti se fossi andata a denunciare il fatto e decisi che forse la mia fervida immaginazione mi aveva giocato qualche brutto scherzo.

Ma da quella sera sogno continuamente il mio amico pirata che mi chiede di aiutarlo, sto scrivendo questa storia nella speranza che il suo spirito si plachi e abbandoni i miei sogni...

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