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Una storia di ValentinaGiampietro

Dedicata

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1 minuti

Pubblicato il 05 aprile 2019 in Poesia

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Dolce tenera timorosa
Vita,

Quando i corpi degli altri
graffiati dalle nostre unghie
Per avvinghiarci fonderci unirci riempirci
Non sono che specchi rotti
che guardiamo tra le mani

E il vetro entra nella carne
si diffonde nel sangue infetta il cuore

E spezzati divisi duri vuoti
Siamo accecati da schegge di lacrime,

Quando anche il profumo di un antico sogno
È una solo scia familiare
Come quella di una persona che sai di aver visto ma che a te ora è sconosciuta,

E tra le narici si estende il puzzo del mondo

Delle sue polveri assassine
Dei suoi cibi malsani
Dei suoi corpi in decomposizione
Del sangue rappreso di uomini

senza volto

E nauseati asfissiati soffocati
siamo incapaci di respirare un fiore,

Quando anche le voci amiche, di amanti, di madre
Diventano solo un'eco lontana
E poi silenzio,
e il grido entusiasta dei vent'anni, e le urla delle notti d'amore
e le risate infantili,
si tramutano in un singhiozzo disperato,

Dimmi,
Sadica mordace maledetta,
Cosa resta?
Cosa ci resta?


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