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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7

I 7 - parte 4

61 visualizzazioni

12 minuti

Pubblicato il 09 gennaio 2020 in Fantascienza

Tags: #avventura #ragazzi #supereroi #superpoteri #viaggi

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Il bellissimo casolare dove i 7 si erano sistemati da un po’ più di un mese (e che continuavano a chiamare “cascina” o “cascinale”, in modo del tutto improprio) era isolato, realmente isolato, che più isolato non si può: il gruppo lo aveva scelto proprio per questo motivo. Si trovava in una piccola ed incantevole vallata del tutto separata dalla “civiltà” che, va detto, in quella zona era comunque poca e anche questo era stato di grande appeal per i ragazzi: indagando sui dintorni quando ancora non si erano sistemati lì, la Diavolessa se ne era uscita con: -Tutti i paesi intorno, comunque distanti dalla casa e anche tra di loro, sono abitati da pochi anziani e diventeranno ghost town nel giro di pochi anni: E’ LA ZONA PERFETTA PER NOI!!!!-.

Immerso nei boschi, non lo si poteva raggiungere in auto ma si era obbligati a parcheggiare a circa 900 metri di distanza, per poi percorrere un sentiero di ciottoli che definire “piuttosto irregolare” era un eufemismo e con un dislivello spaventoso: il rischio di scivolare e cadere era elevatissimo e non c’erano altri modi per raggiungere l’edificio, se si eccettua un sentiero sull’altro lato della vallata, che però era ancor più ripido e collegato solo alla cima di un monte, da dove non ne partivano altri. Sarebbe stato molto complesso anche arrivare all’edificio utilizzando una moto da trial o un quad: eventuali nemici ci avrebbero messo parecchio tempo prima di raggiungere la base dei 7 e non avrebbero potuto circondarli grazie al fiume su cui la casa stava a strapiombo e, oltretutto, sarebbe stato impossibile per quelli arrivare senza essere individuati. Naturalmente, per i “nostri” ragazzi, era uno scherzo raggiungere rapidamente il casale e anche portarvi viveri, generi di conforto e suppellettili vari.

Come dite? Vorreste sapere chi accidenti sarebbero sti nemici? Beh...arriverà il momento giusto per parlarne, ovviamente; ma oggi racconterò altro...


Dunque (so che non si inizia un discorso con “dunque”; ma questo mica è un documento ufficiale e tantomeno un testo universitario!)...I 7 vivevano assieme dall’inizio della loro fuga, ovvero 5 anni prima: in tutto quel tempo avevano affittato molte abitazioni, puntando sempre su grandi ed isolati casali o rustici non raggiungibili in auto e dove i telefoni non prendevano. [Vi state domandando come facessero a trovare i soldi? Nessun problema procurarsene un bel po’, quando hai in squadra un essere capace di controllare qualsiasi forma di vita e qualsiasi macchinario e dispositivo e un potentissimo psicocineta teleporta!!!]

Cercavano di sistemarsi in case il cui padrone non risiedesse nelle vicinanze per evitare sbattimenti. In moltissimi casi il proprietario (o la proprietaria, ovviamente) non lo avevano mai visto, limitandosi a contatti con intermediari!!!

Quella sistemazione l’avevano trovata semplicemente on line, in un famoso motore di ricerca per case vacanze: se ne erano innamorati subito tutti per la sua posizione, le dimensioni e il gran numero di stanze e la piscina coperta e riscaldata, anche se non molto grande. Il Padrone di casa viveva a Genova, quindi era molto distante (altro punto a favore per la scelta di quel sito) e lui ed il Capo si sentirono telefonicamente circa un mese prima dell’inizio della nostra storia, di sera: durante quella conversazione i 7 erano tutti intorno al tavolo della casa in Puglia dove avevano passato gli ultimi 60 giorni. C’era eccitazione nell’aria, come capitava ogni volta che cercavano una nuova sistemazione, ed il Capo si fece evidentemente prendere la mano dall’atmosfera e dalle assurde richieste che venivano da tutti i presenti perché manifestò l’intenzione di affittare la casa per 6 mesi e raccontò al tipo di essere il manager di una rock band che aveva appena messo sotto contratto, ed era in cerca di una grande casa isolata ed immersa nella natura affinché i ragazzi potessero scrivere l’album di debutto. Aggiunse che non sarebbe stato un problema raggiungerlo a Genova per consegnargli i soldi per tutti e sei i mesi e prendere le chiavi (quando si ha a disposizione il Sardo ci si mette meno di un secondo per andare dalla Puglia al Capoluogo Ligure!) e il Proprietario aveva risposto che in quel momento era un po’ occupato e lo avrebbe richiamato in seguito per mettersi d’accordo su tutto.

Una mezz’ora dopo l’affascinante guida della particolarissima combriccola si stava giusto facendo i complimenti da solo per l’idea figa parlandone con la Diavolessa mentre si dividevano un gustoso pezzo di cheese cake alle fragole, quando Parma gli fece notare: -In tutti questi anni hai parlato probabilmente con centinaia di padroni di casa...-

-Siamo in 7 e lo fate sempre fare a me, con scuse assurde...-

-Sei il Capo: mi pare del tutto ovvio! Ma il discorso era un altro!!! Dicevo che avrai parlato con centinaia di padroni di casa, e non hai giustamente mai inventato storie su chi fossimo e a che cosa ci servisse la casa: ti sei sempre limitato a dire solo cose tipo “siamo in 7”e “resteremo minimo un mese”! Che è sta storia di te che sei il manager di una rock band???-

-E’ geniale, non trovi???? Ho anche specificato che il gruppo vuole isolarsi per scrivere l’album di debutto...DI DEBUTTO: se il tizio cercherà sul web non troverà niente ma è ovvio, visto che vi ho messi or ora sotto contratto e l’album ancora va fatto!!!!!!-

Parma si mordicchiò il labbro inferiore e scosse la testa per poi indicare con lo sguardo il telefono, ed il Capo si sentì gelare il sangue quando, più o meno 5 secondi dopo, squillò.

Parma poteva leggere nel pensiero di qualsiasi essere vivente e, di conseguenza, aveva anche l’innata capacità di parlare e comprendere ogni lingua e dialetto umano e anche animale. Poteva pure modificare i ricordi, cancellarli selettivamente o inserirne di fasulli, percepiva il pericolo in anticipo e a volte prevedeva il verificarsi di situazioni ed eventi con un po’ di anticipo. In quella occasione aveva previsto la chiamata del Padrone di casa...e ben altro: fece cenno al Capo di aspettare un attimo e spiegò: -Il fatto che la sua proprietà verrà abitata per almeno 6 mesi da un giovane gruppo rock lo ha messo un po’ in allarme perché ha paura che lo devasteremo. Ti comunicherà che verrà di persona al casale per consegnarti le chiavi e conoscere la band, della quale ti chiederà il nome e tu ti rivolgerai a noi: una saltellante e felice Valeria urlerà “HEADDOG+” e sarà quello il nome che useremo...-

Parma si allontanò, bullandosi, mentre il Capo pensava a quanto potesse risultare inquietante la fanciulla dagli innumerevoli baschi (un vezzo divenuto suo tratto distintivo).

Con l’espressione scocciata di chi riteneva geniale la propria idea ma se l’è vista smontare in un attimo, il Capo si schiarì la voce e rispose: il padrone della casa che avevano intenzione di affittare (e che avrebbero affittato, come già sapete), dopo i convenevoli, disse questo: -Allora direi di fissare un giorno per la firma del contratto di affitto, la consegna delle chiavi ed il pagamento; ma verrò io lì per mostrarvi la splendida casa e per conoscere la band. Adoro la musica e mi piace l’idea che nel mio casale in Toscana possa nascere un album di successo e ci tengo a conoscere di persona...qual’è il nome del gruppo?-

Il Capo rispose immediatamente “HEADDOG+” e il padrone di casa constatò: -Un bel nome: fa presa, suona davvero bene: è accattivante!-.

Valeria era accucciata su un divano e fumava un pino mentre leggeva un’intervista ad un attore che aveva sempre trovato maledettamente sexy e che, oltretutto, era famoso per aver intepretato un supereroe in una lunghissima saga di film: sentendo il Capo che diceva “HEADDOG+” saltò su in piedi ed esclamò: -PAAARMA!!!! Hai fatto qualcosa, vero? Come fa il Capo a conoscere quella parola?-.

Quella, raggiungendola con in mano un croissant, spiegò ridendo: -Il padrone della casa in Toscana che vogliamo affittare vuole conoscere la fantomatica band, il Capo manco aveva pensato al nome di questo fittizio gruppo rock e lo avrebbe chiesto a noi e tu saresti saltata su gridando “HEADDOG+”. Ho percepito sta cosa e gliela ho spiegata ancor prima che il telefono suonasse, così ha risposto il nome prontamente...- -Hum...mi hai tolto il merito- -Assolutamente no- -Mi hai tolto la gloria!- -Ma che cazzo dici? Che gloria c’è nel trovare un nome ad una band che manco esiste? Se ti può tirare su il morale dirò a tutti che il nome lo hai pensato tu...o Jakov...o che cazzo ne so, che ancora non ho capito come funzioni, dopo tutto sto tempo...-

Vì la prese bene: mostrò i denti a Parma, i suoi occhi diventarono neri per una frazione di secondo e la ragazza telepatica si ritrovò a lanciare senza volere e con una violenza inaudita il croissant fuori dalla finestra, che si era spalancata un istante prima. -Perchè mi hai fatto lanciare via il croissant???- tuonò Parma fissando Vì, che si rimetteva sdraiata sul divano mostrando un’espressione soddisfatta -Complimenti, complimenti davvero: la solita reazione matura!!!!!!! Aspetta un attimo: la finestra non è motorizzata e quindi non avresti potuto aprirla!!! Ah, ma certo...Sei uno stronzo, Sardo!!!!- e quello, seduto a tavola con un bel bicchierone di vino rosso davanti a sé a giocare a carte con Tom e la Canadese, rispose mostrando il dito medio destro ed un sorrisetto che avrebbe innervosito anche Gandhi. Il Sardo e Vì erano abituati a collaborare perché erano si occupavano di racimolare contanti: i loro poteri si incastravano alla perfezione ed avevano sviluppato una grande intesa al punto che in alcune occasioni, come questa appena descritta, pareva che potessero leggersi nel pensiero. A proposito: Valeria era l’unico essere vivente la cui mente appariva imperscrutabile per Parma. Sempre a proposito: nonostante i litigi stupidi, i 7 erano da sempre abituati a combinare le loro forze ed i loro poteri...e naturalmente anche di questo parleremo chissà quando.

Tornando a quel pomeriggio,il Capo minacciò scherzosamente i tre che discutevano di sculacciarli se non l’avessero subito piantata, imitando la voce di una signora anziana. La Canadese, che adorava fare un po’ la ruffiana, ci tenne a sottolineare: -Io e Tom, naturalmente, siamo estranei alla faccenda!!! Non ci abbassiamo al livello di questi tre montati dotati di poteri psichici...-

Valeria mostrò i denti pure a lei: -Se il Sardo riapre la finestra ti faccio andare a cercare il croissant di Parma!!!-

-Capo!!!! Vì mi minaccia!!!! E’ CATTIVA!!!!!!!-

-Sì: sono cattiva!! E poi guarda che Yakov non ha poteri psichici!!-

E nuovamente la Canadese si lamentò di nuovo, con un tono lagnoso ma ovviamente sorridendo perché la cosa non era seria: -Capo!!! Vì mi fa notare che la sua strana controparte spilungona non ha poteri psichici!!!! Ti ripeto che E’ CATTIVA!!!!!! Lo ha ammesso lei stessa!!!!-.

La Diavolessa baciò l'adorato compagno e prese in mano la situazione: scherzosamente o seriamente, i due si trovavano sempre a fare da genitori a tutti gli altri: -Bambine, finitela di stressare il mio uomo!!! Avanti: torniamo tutti in salotto e sistemiamo la cosa degli HEADDOG+!-. Si sbracarono tutti sui divani e Valeria, che già vi si trovava, cinse con gambe e braccia Parma: pareva volesse stritolarla, ma in realtà era un gesto affettuoso (per chiederle scusa per il croissant) che la telepate ricambiò togliendosi il basco e mettendolo in testa alla rossa.


Un gruppo rock di 6 persone presentava una formazione insolitamente ampia e quindi, oltre al già citato ruolo di manager e produttore per se stesso, il Capo pensò di presentare Tom come suo braccio destro, tecnico di fiducia e co produttore. Come sempre, gli altri si intripparono in modo esagerato ed iniziarono a discutere sui loro ruoli negli HEADDOG+, come se davvero avessero dovuto metter su una band e registrare un disco: alla fine si optò per la Diavolessa al basso (le femmine al basso sono una delle cose più sexy esistente su questo morente pianeta), Parma alla chitarra, il Sardo alla batteria, la Canadese a tastiere e synth e Valeria come vocalist. Tengo a precisare che la Diavolessa e Parma erano realmente due ottime polistrumentiste, mentre il Sardo non aveva mai toccato una batteria e la Canadese una tastiera o un synth e, soprattutto, Valeria non sapeva minimamente cantare: aveva diverse buone qualità, ma il canto non era tra quelle e ne era perfettamente al corrente.

-Come cantante e frontwoman per forza Valeria, raghi...- aveva detto la Diavolessa, riscuotendo immediatamente il consenso degli altri ma suscitando questa reazione nella rossa: -Ma che cazzo dici? Sono la persona più stonata dell’universo...e sapete benissimo quanto soffro per questa cosa, da millenni!! Yakov sa cantare!!!! Lui sa cantare davvero!!!- ed a quel punto era intervenuto il Capo, facendo pat pat sulla testolina di Vì e parlandole in tono dolce: -Lentiggini...c’è bisogno che ti ricordi che la band non è vera? E’ solo per presentarvi al Padrone di casa! Una vocalist con la tua estetica sarebbe davvero perfetta e credibile! Il fatto che tu non sappia cantare non conta! Tu sei bella, piccola, rossa; Jakov non è oggettivamente bello con quella testa pelata e quella barba a metà strada tra mujahidin e rabbino...e poi ha il corpo traslucido!!!!-

la voce di Jakov si era immediatamente fatta sentire nella mente di Vì, a volume fortissimo: -Digli “VAFFANCULO! Ha parlato Jason Momoa!”!!! Ah...ricordagli che, se vuole, gli faccio vedere che il mio corpo traslucido basta e avanza per fargli un culo così!!!!!!-.

Sorridendo per quanto appena sentito ma rivolgendosi al suo leader con un po’ di imbarazzo, Valeria riportò: -Capo...Yakov ti manda a fare in culo e ha anche aggiunto “ha parlato Jason Momoa”...e poi ha detto che il suo corpo traslucido gli basta e gli avanza per farti un culo così-

Il Capo rise di gusto e si rivolse direttamente a Jakov, naturalmente però guardando la ragazza: -Quando vuoi allenarti un po’ basta che me lo fai sapere: sono sempre disponibile… Però rispondi sinceramente: non credi anche tu che Valeria sarebbe perfetta come vocalist e frontwoman di una finta rock band?- e lei rispose per la sua ancora misteriosa controparte -Oh, cazzo: ha detto “certo”-

-E allora a posto così: tanto nessuno dovrà mai cantare o suonare...-.

E così nacquero gli HEADDOG+, che difatti non avrebbero mai suonato o cantato una sola nota; ma presto sarebbero stati famosi, loro malgrado…


CONTINUA...


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