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Una storia di rosanna

A volte basta  poco per essere felici

Autunno: iniziano le scuole

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4 minuti

Pubblicato il 27 ottobre 2018 in Avventura

Tags: #amici #Autunno #e #esperienze #nuove

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A volte basta poco per essere felici

Sembra incredibile, ma anche le foglie parlano, esprimono le loro emozioni e sanno comunicare i loro disagi: quando hanno sete o hanno ricevuto troppa acqua o sono ammalate lo fanno notare, ma quando tutto va bene, sono vive e splendenti.
Ed è nei primi giorni dell’autunno quando iniziano le scuole, che a darci il suo benvenuto è proprio lui che accoglie i suoi ospiti offrendogli ancora stupende giornate di sole e calde sfumature che solo un grande pittore saprebbe fare.
Poiché la nostra scuola materna era ubicata in una antica villa ottocentesca circondata da un meraviglioso giardino con tanto verde intorno, in attesa che anche i bimbi più piccoli avessero metabolizzato il difficile periodo del distacco dalla mamma e dal loro ambiente famigliare, approfittavamo di quelle soleggiate e invitanti giornate per godere quel meraviglioso giardino dove potevano sbizzarrirsi a giocare, correre, nascondersi e riapparire felici e cinguettanti.
Fra piante, erba e passaggi segreti in piccoli labirinti di siepi di oleandri e pitosforo, si trovava anche qualche cespuglio di agrifoglio con verdi e brillanti foglie a punta e decorativi mazzetti di bacche scarlatte a cui bisognava prestare attenzione e tutti insieme, grandi e piccini, scoprivano e condividevano incantevoli e cangianti scenari.
Un approccio spontaneo in un ambiente sereno e creativo specie per quei bimbi che hanno pochi contatti con la natura, dove possono sperimentare le varie sfaccettature che lasciano spazio alla fantasia, alla versatilità, alla trasformazione e alla scoperta.
Sembrava quasi un giardino fatato, dove da un momento all’altro sarebbe potuto apparire uno stuolo di gnomi e fate!
I piccoli ospiti osservavano col naso all’insù, le foglie che staccandosi dal ramo, prima di posarsi a terra, volteggiavano leggere come fogli di carta colorata, forse a ricordare che la loro vita piena di esperienze vissute, non era ancora terminata perché si apprestavano a concimare il terreno per dar vigore alle future nascite che le avrebbero sostituite al risveglio della primavera.
Abbigliate a festa, vestivano una tonalità giallo ocra mista a verde e marrone e, forse provenendo da lontano, una rossiccia fogliolina che sospinta dal vento vagava tremula e incerta, si univa amichevolmente alle altre proseguendo insieme il loro viaggio.
Il sottostante prato e i sentieri iniziavano a ricoprirsi di un soffice tappeto di foglie dorate e brunite e i bimbi, felici di quel nuovo aspetto, vi posavano sopra le loro scarpette ascoltando quello scricchiolio fra chiacchiere e risate.
Quasi nascosto, un timido cespuglio di corbezzoli, gli offriva le sue dolci bacche rosse come fragole, una grande tentazione da gustare con golosità che se glie le avessero proposte in tavola, tanti di loro non le avrebbero nemmeno assaggiate.
Ma la regina del nostro giardino era una maestosa magnolia con le foglie dall’intenso e luminoso colore verde. Ogni foglia era dotata di una solida struttura con margini e punte perfette, ideali per i nostri esperimenti.
Dalle finestre della scuola si intravvedevano le sue robuste foglie combattere contro il vento che iniziava a diventare gelido, ma tutti sapevano che quel freddo inverno che aveva reso spogli gli altri alberi, su di lei non avrebbe mai vinto.
In attesa del Natale, per decorare le nostre aule, un piccolo e verde abete cresciuto in vaso, attendeva di potervi partecipare come ogni anno, in compagnia del suo amico vischio che vantava tante foglioline simili a piccolissime ali.
Semplici ma grandi scoperte che hanno fatto dimenticare in fretta le precedenti nostalgie famigliari e ognuno, dopo aver scelto le foglie di loro gradimento, portavano delicatamente in classe i loro tesori per dar sfogo a tanta fantasia e creatività.
Quelle giornate autunnali si trasformavano in piccoli laboratori di botanica, dove si imparava a riconoscere i nomi delle piante abbinandole le giuste foglie, tenendo conto delle varie dimensioni, forme e colori.
Vestiti di tutine colorate come fiori primaverili, ma ricoperti da grandi grembiuli adatti all'uso, manovravano pennelli, barattoli, colla, forbicine e grandi fogli bianchi stesi sul tavolo del laboratorio, e queste preziose materie prime si stavano preparando a vivere una nuova esistenza. Intinte in un miscuglio di colori e impresse sui loro fogli, con pastelli a cera, matite e pennarelli, venivano completate a mano per esaltarne le forme.
Lavoravano a gruppi consultandosi a vicenda e i più grandicelli davano ordini precisi ai più piccoli che li eseguivano con rigore. Realizzavano collage con foglie trattate con colla vinilica trasparente per darle più consistenza e con l’aggiunta di rametti secchi, creavano fronde di alberi contornate da colline o paesaggi di campagna mentre le foglie più piccole si trasformavano in farfalle, uccellini, pulcini, coccinelle o severi gufi con grandi occhi, ma anche in timidi pesciolini.
Persino i contenitori dei giochi erano stati contrassegnati con foglie incollate su cartoncini, una diversa dall’altra e quando riordinavano, anche i più piccoli non sbagliavano mai.
Quante piccole e grandi soddisfazioni, a lavori ultimati!. Dopo averli appesi alle pareti delle classi e dei saloni, non vedevano l’ora che suonasse la campanella dell’arrivo dei genitori per renderli partecipi delle loro opere davvero entusiasmanti.
Ormai inseriti in quel nuovo e famigliare ambiente, si poteva pensare serenamente a preparare i festeggiamenti per il prossimo avvenimento natalizio.
Si continuava a lavorare alacremente sia con gli addobbi che per preparare la recita dove tutti parenti e amici avrebbero partecipato con tanto di macchine fotografiche, telecamere o solo coi cellulari per immortalare quei prodigi, orgogliosi dei loro piccoli che, attraverso sempre nuove esperienze, stavano ormai diventando grandi.





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