scrivi

Una storia di Raffaele

Alla sbarra

98 visualizzazioni

4 minuti

Pubblicato il 24 dicembre 2020 in Fantascienza

Tags: #racconti #fantasy #fantascienza #attualit

0


La prima volta degli alieni sulla Terra era stata accolta con curiosità.
La curiosità era progressivamente diminuita in poche e pratiche valutazioni.
Lo scambio culturale tra la Terra e gli alieni era durato decenni prima dell'effettivo contatto e in tutto quel tempo gli abitanti dei due pianeti avevano imparato a conoscersi. Per questo motivo, il primo vero contatto alieno ebbe la stessa risonanza delle previsioni astrologiche di un astrologo di fama mondiale: clamorose giusto il tempo necessario per farsi sostituire dall'ennesimo gossip di un blogger di fama mondiale.
Lo scambio culturale apportò benefici ad ambo le parti, così come in un contratto, ma proprio come succedeva in presenza di impegni redatti con inchiostro e firmati, la risoluzione della collaborazione fu drammatica.
Questo non troncò però la collaborazione tra le due razze.
C'erano ancora numerosi interessi reciproci e proprio per questi alieni e terrestri continuarono a spostarsi tra i pianeti perfezionando di volta in volta il loro bagaglio culturale a beneficio delle propria gente.


Si possono distinguere due fasi di questa speciale storia dell'Umanità e nella seconda, che gli storici chiamarono "Il secondo contatto" le cose andarono un tantino meglio. Forti delle esperienze maturate nel precedente contatto, le due razze stabilirono collaborazioni più proficue e redditizie fino al momento in cui, da parte dei terrestri, ci fu la pretesa che gli alieni dovessero contribuire maggiormente alla causa terrestre.
Si era infatti poco per volta diffusa la credenza che gli alieni, in quanto alieni, dovessero e potessero avere intelligenza superiore e capacità migliori dei terresti e per questo, risolvere un problema che da generazioni cominciava ad essere indifferibile: l'estinzione.
I terrestri, in secoli di progresso, si erano portati sul baratro di un esistenza al limite. Anche se tra le loro menti migliori circolavano proposte risolutive, ai vertici portavano sempre quelli che le risoluzioni le proponevano, ma non le attuavano.
In ogni caso, gli alieni non si tirarono indietro e cominciarono a proporre nuove soluzioni eco compatibili, sostenibili e molte altre che facevano rima con "ibili" perché avevano capito che ai terresti piaceva prima di tutto riempirsi la testa di vocaboli nuovi e farli diventare comuni, finché poco per volta tutti si convincevano di essere "ibili".
Con un senso di responsabilità ed un empatia consapevole gli alieni dalle parole si portarono ai fatti, ma le loro proposte furono di volta in volta ignorate.
L'auto elettrica, per esempio, fu considerata incompatibile con il tenore di vita medio di un terrestre, mentre il riciclaggio di sostanze come la plastica fu ritenuto economicamente insostenibile. Quando gli alieni proposero come veicolo unico di mobilità il teletrasporto, l'authority che gestiva la privacy dei terrestri decretò che il mezzo fosse intrusivo e lesivo delle libertà dei singoli individui.

L'uso maggiore di ortaggi e verdure fu considerato uno scisma.
Poco per volta, dunque, gli alieni persero interesse e voglia di aiutare i terrestri e smisero di proporre soluzioni innovative visto che alla fine i terrestri facevano come cazzo gli pareva.


Fu proprio questo principio di fondo, fare come cazzo gli pareva, che portò i terrestri a citare successivamente in giudizio gli alieni.
Per farlo allestirono una corte internazionale per i diritti dei terrestri portando alla sbarra molti degli alieni che avevano trovato casa e lavoro sulla terra. Erano quelli che maggiormente avevano contribuito alle proposte di innovazione.
Inutile dire che il processo ebbe ripercussioni nell'intera galassia.
La razza sotto accusa si comportò tuttavia in modo esemplare approntando una difesa impeccabile che, dopo alcuni decenni di processo, culminò in un'arringa ormai resa celebre in tutto l'universo conosciuto:
"Signore e Signori, sarò breve.
Qui la questione non risiede in qualche regolamento non rispettato o in certe libertà che qualcuno di noi si è preso. Perché è vero, lo abbiamo fatto nel reciproco interesse.
Ritenete un gruppo responsabile del comportamento di pochi individui? Perché se così fosse, non dovremmo dare la colpa alle strutture stesse della società cui appartengono? E se le strutture stesse della società risultassero colpevoli, non sarebbe come mettere a questa sbarra le razze da cui provengono?
Potete pensarla come credete, ma noi non lo permetteremo.
Ho finito".
Quando fu emessa la sentenza, di colpevolezza ovviamente, nessun alieno era presente in aula o sulla Terra. La collaborazione tra le due razze era definitivamente cessata e le pretese di giustizia - sotto forma di risarcimento - da parte dei terrestri caddero nel vuoto.
I terrestri riuscirono in poco tempo a preparare anche un astronave per mandare una delegazione sul pianeta degli alieni ad esigere il dovuto, ma una volta ai confini, furono respinti. L'alternativa di ritornare sulla Terra e organizzare un'invasione risarcitoria fu vanificata dal'estinzione di massa ormai avviata e la perdita d'interesse per la questione "aliena" fece il resto.


Tutto il resto è noto.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×