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Una storia di R1bella

Rana o rospo?

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7 minuti

Pubblicato il 19 febbraio 2019 in Fantasy

Tags: #avventura #bambini #magia #ragazzi

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Questa mattina la maestra sta spiegando la vita delle rane, ma Zoe e Cloe non stanno affatto seguendo la lezione: Zoe è distratta da un pettirosso che saltella di ramo in ramo; Cloe sta fissando l'Australia sulla cartina posta sopra la lavagna. Il motivo della loro distrazione è Aurelio, un loro terribile compagno di classe che ogni giorno trova nuovi modi per tormentarle e quindi loro ora sono preoccupate. Ah! Dimenticavo: Cloe e Zoe sono sorelle gemelle; vuol dire che sono nate lo stesso giorno.
“Le uova si schiudono e abbiamo i girini. Dopo che saranno spuntate le zampe anteriori e posteriori, lentamente questi conquistano la terraferma”, sta dicendo la maestra con voce monotona. Giacomo al primo banco non nasconde uno sbadiglio.
“Zoeeee... - sembra dire un pettirosso che si è avvicinato troppo alla finestra – se vuoi sistemare una volta per tutte Aurelio, vai di corsa verso il bosco accanto al lago e portati tua sorella!”. Zoe si sveglia come da un sogno: l'uccellino le ha parlato? E perché dovrebbe andarsene da scuola?
Si volta di scatto per controllare ma no, Cloe ancora è assorta in chissà quale pensiero nuvoloso.
“E poi il rospo... Sì?” il tono lagnoso della maestra viene interrotto da Luca, che ha fatto scattare in alto la mano:
“Maestra, ma non stava parlando di rane?”
“È la stessa cosa, Luca, e non interrompere più!”, fa seccata.
Cloe ritrova l'attenzione per l'argomento come una pioggia gelata e alza la mano pure lei:
“Mi scusi, non è così: rane e rospi sono molto diversi tra loro...”
“Ihhhh”, è la risata sguaiata di Aurelio che si propaga dall'ultimo banco, proprio dietro le trecce di Cloe. La bambina si azzittisce e arrossisce: vorrebbe dirgliene quattro a quell'impertinente, ma sa che la maestra la rimprovererebbe e quindi tace.
“Sei una so-tutto-io... raneeeeeee e roooooooospi”, Aurelio non ha frasi tanto argute: perlopiù si limita a fare versacci, però il resto della classe ridacchia. Cloe è furibonda.
Zoe interviene per difendere la sorella:
“Sta zitto tu! Noi possediamo delle bellissime rane e papà ci porta spesso nel bosco, dove a volte vediamo dei rospi: quindi Cloe sa bene quello che dice!”.
Aurelio continua con le boccacce, mentre la maestra ha già ripreso da un pezzo a spiegare: non si accorge per niente della lite tra i bambini.
Zoe a questo punto fa un gesto a Cloe:
“Psss... ehi! Appuntamento in bagno!”.


Dopo poco le due sorelline si incontrano:
“Credo che dobbiamo recarci nel bosco accanto al lago! Me lo ha detto un pettirosso”.
“Ma cosa vai blaterando?”, Cloe crede che la sorella sia impazzita.
“Non c'è tempo per spiegarti”, Zoe la prende per una manica e la trascina fuori dal portone di scuola, giù per le scale e in una folle corsa attraverso tutto il paese, fino a giungere all'inizio della montagna, dove alle case e al cemento si sostituisce tanto ma tanto verde. Non le dà il tempo di riprendere fiato, che già si arrampicano sulla strada sterrata che porta al bosco e quindi al lago.


“Si può sapere che ci facciamo nel folto del bosco, accanto al lago e per di più in orario scolastico?”, Cloe ha uno sguardo di rimprovero per la sorella.
“Senti, quell'Aurelio mi ha stufato, dobbiamo dargli una bella lezione una volta per tutte: quell'uccellino ha parlato chiaro, dovevamo venire qui!”
“Sì ma a far cosa?!?”, Cloe comincia ad aver paura: sente sinistri scricchiolii provenire dai cespugli accanto e prende a tremare un poco. Un gufo bubola da un ramo vicino: sta calando la notte.
“Non so cosa dobbiamo fare qui: un'idea ci verrà!”, Zoe si guarda intorno: anche lei comincia a tremare e a vedere occhietti che la guardano ostili tra le foglie. Le due sorelle si guardano intensamente per qualche istante. Il bubolare del gufo aumenta e rimbomba da tutte le parti come se ci fossero cento, anzi mille gufi, il rumore è così assordante che le due sorelline si gettano a terra coprendosi le orecchie.
Poi Zoe si rianima: “Guarda..... guarda Cloe, guarda sotto a quel sasso! Un rospo: deve significare qualcosa. La maestra parlava di rane e rospi nel momento in cui il pettirosso mi ha consigliato di venire qui”. Cloe comincia a convincersi che, dopotutto, Zoe non sia tanto pazza: “D'accordo, ammettiamo che ora prendiamo questo rospo: come risolverebbe la nostra situazione con quell'antipatico di Aurelio?”
Zoe è perplessa: “Non so... però il pettirosso ci ha portate fin qua... dovremmo fidarci!”, detto ciò, si rimbocca le maniche e si tuffa nel cespuglio, solleva il piccolo masso in cui si riparava e acchiappa il rospo in men che non si dica. Cloe la guarda divertita.


Le due sorelle percorrono la discesa come se avessero le ali ai piedi, letteralmente, come se una forza misteriosa le sospingesse verso il basso, ma senza farle cadere. Meglio così, pensano, perché la notte sta per calare e si sa, è meglio non restare nei boschi di notte!


Percorrono di nuovo tutto il paese, arrivano a scuola ma trovano già il portone chiuso:
“Accidenti, dentro ci sono gli zaini e tutta la nostra roba!”, Zoe pesta un piede per terra per la rabbia.
“Non ci resta che andare a casa di Luca”, questa volta è Cloe che tira la sorella per la manica. Intanto il rospo non si lamenta delle sue rapitrici.


Luca gli apre la porta: è il loro migliore amico, nonché vicino di casa. Gli spiegano che non possono tornare a casa senza le loro cose, altrimenti la mamma potrebbe arrabbiarsi di brutto.
“Sì, ma se volete rifugiarvi da me, dovrete dirmi ogni cosa: niente segreti!” dice Luca, con un dito minaccioso.

Tra risucchi di cannucce e buste vuote di patatine, le due sorelle raccontano tutto a Luca:
“Ma è possibile che gli animali parlino?” domanda.
“Non mi credi?” si stizzisce Zoe.
“No. Però via aiuterò lo stesso: domani abbiamo laboratorio di scienze. Porta il tuo rospo, ti aiuterò a nasconderlo!”
“Se non mi credi, perché fai questo?” gli chiede Zoe.
“Perché voglio vedere come va a finire e perché anche io vorrei che Aurelio la smettesse di tormentarci tutti!”
“Allora è deciso – taglia corto Cloe – domani portiamo il rospo a scuola”. I tre amici si stringono le mani.


L'indomani Zoe è nervosa e le sudano le mani. Quando la maestra di scienze li invita a lasciare gli zaini in classe per recarsi al laboratorio, la sua preoccupazione aumenta. Le si avvicina Luca che, intuendo il problema, nasconde il rospo all'interno del suo piumino smanicato.
Una volta dentro il laboratorio, la mastra chiede:
“Avete studiato le pagine sugli anfibi?”. Aurelio, come al solito, ripete sguaiato per deridere l'insegnante: “Avete studiaaaaaaaato bambini.... aveeeeeete studiato”, qualcuno ridacchia, qualcun altro sembra infastidito:
“E smettila... qui vorremmo capire le cose”, Giacomo è irritato: le ore dei laboratori sono le uniche che lo interessano.
“Sì, ha ragione!”, ribatte Sabrina.
“Ha ragioneeeeeee!”, ripete Aurelio con la voce nasale. Cloe guarda in alto esasperata. Luca dà una gomitata a Zoe e la bambina si ritrova tra le mani il suo amico rospo che le sussurra:
“Ora è il momento: mettimi sul banco di Aurelio e sta a guardare!”. Zoe si guarda intorno: possibile che nessuno abbia sentito quel rospo parlare, lei è l'unica?
Luca nel frattempo si è posizionato accanto ad Aurelio, è chiaro che non vuole perdersi lo spettacolo:
“Quindi non hai studiato, eh – si rivolge in tono sarcastico ad Aurelio – e ti vanti anche?: sei incredibile”, Luca scuote la testa.
Aurelio non ribatte perché incuriosito dalla bestiola che si trova di fronte. Accarezza il rospo sul dorso, pensando che lo abbia portato la maestra. Luca crede che l'animaletto gli abbia appena fatto l'occhiolino. No! Non può essere, pensa.
“Maestra che bella rana che hai portato… Ahiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!”, Aurelio ritira la mano e il rospo con pochi salti scompare dalla finestra aperta. La mano del bambino è completamente rossa e gonfia.
“Se avessi studiato, sapresti che questo è un rospo e che sul dorso ha un veleno irritante!”, Luca non resiste a mostrare la sua puntigliosità.

Questa volta è l'intera classe che ridacchia e fragorosamente anche. Cloe si riunisce con Zoe e Luca:
“Beh, non lo avremo sistemato definitivamente, ma oggi abbiamo dato una bella lezione ad Aurelio”.
E i tre si uniscono alle risa dei compagni.

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