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Una storia di IBonamiciFredducci

Il Sacrificio della Boss

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5 minuti

Pubblicato il 25 luglio 2020 in Thriller/Noir

Tags: #diario #sacrificio #amicizia #gruppo #humor

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All’improvviso Alex la vide.

La vide e si sentì morire. La paura che provò fu tale che, per un istante, ebbe la sensazione che la propria anima abbandonasse il corpo… Riuscì a vedere la scena da fuori, come se stesse svolazzando vicino al soffitto…

La vide, e comprese che non eravamo più al sicuro. La vide e realizzò che eravamo spacciati.

Quando si riprese dalla sua esperienza extracorporea afferrò il polso destro della Boss con la sua mano sinistra mentre, portandosi l’indice destro davanti alla bocca, le fece segno di stare zitta.

Con un rapidissimo movimento di viso e occhi invitò l’altra ragazza a guardare alle sue spalle, in lontananza: lei lo lo fece e mise su un’espressione terrorizzata.

Tyler ed io eravamo in pieno trip di filmati motociclistici e non stavamo seguendo le altre ma, con il sesto senso animale che più o meno tutti abbiamo, percepii che le due si erano accorte di qualcosa, che c’era qualcosa di preoccupante, di molto grave.

Le guardai.

Anche Tyler subodorò il pericolo.

Mormorai rivolgendomi alla Boss e ad Alex, usando appunto un volume basso perché ancora non sapevo di cosa dovessimo preoccuparci ma avevo la certezza che dovessimo farlo: -Che diavolo sta succedendo? C’è qualcosa che non va? Qualcosa di grave?-

La Boss non rispose, ma il suo viso non lasciava presagire nulla di buono.

Alex mi si avvicinò e mormorò: -E’ qui. Una di loro è qui...-

-No...-

-Sì: guarda… E’ laggiù...-

Indicò un punto e Tyler poté osservare la mia faccia che diventava dello stesso colore delle statue di marmo...anzi, probabilmente ancora più bianca.

Riuscii a mormorare solo un tremolante “Oh, cazzo…”.

Tyler chiese cosa stesse accadendo: mise il video in pausa e ripeté la domanda.

Io non riuscii a parlare, limitandomi a restare con una mano davanti alla bocca e gli occhi sgranati.

Alex rispose ripetendo esattamente ciò che aveva detto a me poco prima: -E’ qui...una di loro è qui...-

-No. No. Non è possibile! Vi sembrano scherzi da fare, questi??????- esclamò il ragazzo e subito mi risvegliai dalla paralisi indotta dallo shock e gli saltai praticamente addosso, tappandogli la bocca con tutta la forza che avevo.

Gli pigiai la mano sulla bocca ma, intanto, sia il braccio che tutto il resto del mio corpo non smettevano di tremare. Ghignai e lo sgridai ma sempre a voce bassa: -Cazzo urli??? Non è uno scherzo! Non scherzeremmo mai su una cosa simile!!!-.

L’orrore che provavo modificò anche la mia voce: non sembrava assolutamente la mia.

Il ragazzo di Niagara Falls puntò i suoi occhi azzurri verso di me, poi fece lo stesso con le altre due: il più profondo senso di sbigottimento si impadronì di lui.

Guardai ancora in là, e ogni molecola del mio corpo fu pervasa dal raccapriccio: UNA DI LORO ERA ARRIVATA. UNA DI LORO AVEVA SCOPERTO DOVE CI NASCONDEVAMO.

Se una di loro era lì, presto lo avrebbero saputo tutte quante...o già lo sapevano.


La Boss fece un tiro, espirò una tonnellata di fumo e disse con convinzione: -Ci penso io: restate qua...-

-Che cazzo dici???-

-Cercate di rimanere al sicuro...fin quando potrete fuggire-

-Ma...ma...che vuol dire che ci pensi te?-

La Boss prese tra le mani il viso di Alex, le regalò un sorriso radioso e sussurrò dolcemente ma anche con estrema convinzione:

-Tocca a me risolvere la situazione: Womby non c’è e voi purtroppo non potete farcela… Vi salverò io...-

-Ma...ma così...ma così tu...-

-Ho paura e non vorrei farlo; ma DEVO. Sono la Boss, e che Boss sarei se non cercassi di salvare i miei compagni????-

Abbracciandomi le gambe e cercando di rannicchiare il mio corpo il più possibile, come se credessi di poter sparire, mugolai un: -Ma loro sono indistruttibili, e possono volare… Non hai speranza!-

-Lo so; ma venderò cara la pelle: quella puttana suderà sette camicie! Vi assicuro che penserà di non aver mai faticato così tanto in vita sua… Lei sarà anche indistruttibile e potrà pure volare; MA IO SONO LA BOSS!-

-Ma non riuscirai ad ucciderla!!- sbottò con disperazione Alex, col viso rigato di lacrime.

Si mise entrambe le mani sulla bocca, pentendosi di aver gridato.

La Boss ci squadrò tutti con uno sguardo materno, e si congedò da noi con questo ultimo discorso:

-Non riuscirò ad ucciderla, ma devo provarci...la porterò lontana dall’uscita: restate in silenzio e abbandonate il rifugio appena urlerò “ammaccabanana”. Cercate di sopravvivere, restate uniti e proteggetevi a vicenda...-

Tutti piangevamo, in silenzio tranne che per qualche singhiozzo che sfuggiva al nostro controllo e faceva un po’ rumore.

Alex la abbracciò stretta stretta, annunciando che non l’avrebbe fatta andare via.

-Alex, tesoro...-

-No, Boss, non ci son cazzi: io non ti lascio andare! Io non lascerò che tu ti sacrifichi per noi!!! Moriremo assieme, semmai!!! Anche gli altri sono di certo d’accordo con me!!!!-

Sia Tyler che io annuimmo con convinzione e Alex continuò: -Non ha senso che provi a batterti con quel mostro solo per permetterci di uscire da qui: verremmo uccisi poco dopo! Se una di loro è qui, le altre già sanno dove ci troviamo!!!!-

-Non posso non fare niente! Devo darvi una possibilità! E’ giusto così. E’ vero che le altre già sanno dove ci troviamo; ma se riuscirete ad uscire da qui avrete comunque la chance di andare avanti: cercherete un altro rifugio, starete attentissimi e magari non vi troveranno!!!-

Cercando di asciugarmi le lacrime, che però erano troppe, sbottai: -E che senso avrebbe? Che senso ha avere un’altra possibilità? Che senso ha andare avanti? Prima o poi ci uccideranno tutti: tanto vale morire qui, assieme!!! E’ da stupidi sognare una specie di Eden dove loro non esistono!-

A quel punto la Boss si levò di dosso Alex, la baciò sulla fronte e si alzò.

Accarezzo anche Tyler e me e pronunciò con grande solennità questa citazione:

-SI VIVE INSIEME, SI MUORE SOLI-

La coraggiosissima Boss si arrotolò le maniche della camicia e, armandosi, si allontanò da noi.

Fece due passi e, prima di sparire nella penombra, ridendo pronunciò quest’ultima frase:

-Addio, raghi: vi ho davvero voluto bene. Ci rivedremo all’inferno… Wow: ho sempre sognato di poterlo dire seriamente!!!-

Restammo lì, rannicchiati tra di noi, aspettando si sentire “ammaccabanana”, mentre la Boss andava con fierezza incontro alla maledetta piattola americana che si era intrufolata in casa!!!!


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