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Una storia di AlessandroCiviero

Questa storia è presente nel magazine #comecisiamoincontrati

La storia di Eleonora

#comecisiamoincontrati

69 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 06 settembre 2020 in Storie d’amore

Tags: #amore #comune #conoscenza #gente #incontri

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Gli incontri del karma… sono una cosa reale! Dopo aver passato i miei primi vent’anni a non essere considerata, oppure scaricata, “paccata” e qualche volta presa in giro, finalmente ho trovato chi mi corrispondeva in questo mondo!

Quando ho incontrato Giacomo ero al minimo storico della mia vita. Mia madre era morta da poco per una malattia bastarda, avevo quasi trent’anni e mi ero appena trasferita in una nuova città con mio padre. Ero stanca di tutto, dello studio, del lavoro, di dover preoccuparmi di qualsiasi cosa e… della vita in generale.

Ho deciso, in quel momento schifoso, che dovevo riprendere in mano le redini di quella cavalcata imbizzarrita e sono tornata a scuola per prendere un master in assistenza sociale. In qualche modo, ho pensato che aiutare altre persone sarebbe stato d’aiuto anche per me stessa.

Avevo giurato, inoltre, che non sarei uscita più con nessuno, almeno finché non avessi completato il mio corso di studi e mi fossi sistemata con un lavoro nel sociale, come mi ero prefissata.

Però una notte insonne sono finita per iscrivermi ad uno di quei siti per cuori solitari e fu così che notai Giacomo. Un bell’uomo, poco più grande di me, calvo ma con una bella barba folta e curata e occhiali dalla spessa montatura da intellettuale. Uno che non avrei mai avvicinato in discoteca, per dire…

Abbiamo chattato un po’ sul sito, poi lui mi ha chiesto un appuntamento. Il giorno del nostro incontro sono stata di umore piuttosto altalenante, credendo che, alla fine, le cose non sarebbero andate secondo i piani. Infatti, non avendo sentito Giacomo per tutta la giornata, mi rividi piombare a quei tempi in cui ero trattata come un fantasma. (Ho scoperto in seguito che lui cercava di fare il figo!)

Mezz’ora prima dell’appuntamento, già sul divano in pigiama e calzettoni di lana, gli ho inviato un messaggio chiedendogli se si fosse dimenticato di me, pregustando un’amara risposta. Lui mi ha scritto: “Certo che no! Sono già al bar…” Dopo aver letto l’SMS mi sono alzata di scatto, mi sono cambiata e sistemata a mille all’ora, cercando di non combinare disastri coi capelli e col trucco, e mi sono precipitata al bar che, per fortuna, non si trovava tanto distante da casa mia.

Quando giunsi lì, lo riconobbi subito. Era alto e corpulento, con spalle larghe e forti e una testa grande e ovale, ornata con una barba scurissima e folta, ben tenuta. I suoi occhi sembravano piccoli ma sinceri dietro alle lenti degli occhiali trendy.

Durante il nostro primo incontro, è venuto fuori quasi subito che vivevo assieme a mio padre, anche se affermarlo non era il massimo per una donna della mia età, ma Giacomo mi disse che anche lui viveva con suo padre, dopo che i suoi si erano separati. Avevamo qualcosa in comune. Non solo questo, per la verità. Nella sua vita, anche lui si era sentito spesso emarginato e poco considerato, ma a differenza mia, ne aveva fatto un punto di forza, credendo nelle proprie possibilità. Poi, per essere più leggeri, scoprimmo che ad entrambi piaceva la pizza al taglio e tifavamo per la stessa squadra di calcio. Che ridevamo per le stesse barzellette e ci piacevano gli stessi piatti e gli stessi film. Argomenti perfetti da mettere sotto allo stesso tetto.

Alcuni mesi più tardi, lasciati i nostri rispettivi padri come vecchi coinquilini, ci trasferimmo in un appartamento per convivere, pensando che fosse più pratico ordinare la pizza al taglio allo stesso indirizzo.

Giacomo è l’unico uomo in grado di gestire la mia natura complicata e i miei sbalzi d’umore. Lui è davvero la cosa migliore che mi sia capitata nella vita. Ora siamo fidanzati e non vedo l’ora di torturarlo ogni giorno; voglio dire: amarlo ogni giorno, migliorando il nostro reciproco karma, magari per il resto della nostra vita.


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