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Una storia di lisa1949

L'infinito nel silenzio

leggendo D'Annunzio

206 visualizzazioni

1 minuti

Pubblicato il 17 ottobre 2018 in Poesia

Tags: #emozine #immortale #ispira #Pioggia #Poeta

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Zittisce il richiamo intorno,

novello pare sia, adesso,

il nullo osservare la natura

mentre ne canto le sue lodi,

ispirate tra dolci e silenti carmi.

Sublimi battiti, leggiadre chiose

di fluenti e incantate parole,

compongono nuove melodie

sulla amata tua figura soave,

leggera pari a goccia balza,

tra l’acerbo canto e l’ardore

e il silenzio spegner non sa.

L’alma mia esplode, profuma

d’estasi di un suono, s’infiamma

lo sguardo tuo di femmina,

tra risa e canti contenuti

nel tenero brivido, sfioro lieve

le membra tue, ora arpeggiano

sotto il proferire mio esperto

di uomo inneggiante alla vita.

Afferro e disseto la stessa bramosia,

ricordando verbi simili a gocce tra pini,

gocce di pioggia insolente a frenare

delle cicale il canto, stridente e inutile,

complice effimero di un’epoca

cui resterà l’infinito mio esser poeta,

tra mani nude e fallaci sogni perduti.




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