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Una storia di Lapennadirox1965

BRICOLAGE

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3 minuti

Pubblicato il 03 maggio 2021 in Altro

Tags: #FAIDATE

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Pare che durante la pandemia, lockdownati e costretti a casa, sia aumentato il numero di coloro che si sono dedicati al bricolage.

Dal costruire il salvadanaio col traforo (recuperato in soffitta, l’ultimo utilizzo risale alle medie), alle presine triccottate da regalare alla vecchia zia con la passione per la cucina (l’unica che le usa ed apprezza i nostri sforzi), all’aggiustare qualsiasi cosa si rompa in casa (nel mio palazzo è tutto un crivellare di trapani, pare di essere da Dental Pro), tutti sono diventati dei bricoleur.

Gli ultimi bricoleur storici, sono stati i nostri papà (parlo di noi baby boomers degli anni 60), il mio per esempio era proprio bravo, faceva mobili bellissimi, altro che Ikea (io indegna figlia sua non so neanche montare le sorprese degli ovetti Kinder), e riparava tutto, tant’ è che a casa nostra non si comprava mai nulla di nuovo, perché lui era un riparatore seriale.

Comunque, era un hobby un po’ da sfigati, da relegare in garage o in cantina, dove nessuno ti vedeva né sapeva.

Anzi, c’era persino un po’ di vergogna nel dirlo, correvano i tempi dello spending (senza review), l’acquisto facile era segno di benessere non disturbo da curare.

Ora, invece, è tutto un bam, fsssssccc, rrrrrr !

Tutti a trapanare, segare, comprare i 399 attrezzi nella comoda valigetta a soli 199 euro.

Anche le donne, per par condicio.

Oppure, sempre per par condicio, gli uomini a sferruzzare e uncinettare.

Il web lo definisce terapeutico.

Anche in carcere, obbligano i detenuti ai lavori forzati; ma non si tratta di costruire la ferrovia birmana, ma lunghissime sciarpe: pare serva a controllare la rabbia.

Chissà se funziona; non ho nessuna intenzione di sperimentare.

E non ci si limita a sferruzzare o segare, nell’intimità del proprio garage, no, ci si filma mentre lo si fa. Con il filmato si rendono partecipi non solo gli amici (a cui non frega nulla) del traballante tavolino, ma tutto quanto il web.

Così l’intera comunità digitale, potrà godere delle nostre prodezze e noi contare gli I LIKE ricevuti (se ce ne saranno …).

Ci sono ragazzi che invece di baccagliare le ragazze, fanno maglioni improbabili e con aghi e gomitoli, costruiscono interi canali su You Tube (magari le prodezze sessuali le riservano al dark web …).

Persino Francesco Gabbani, di professione cantante, ha messo sul web una foto, dove cerca di mettere in bolla una mensola.

Lui che può frequentare il Red Carpet, perché non continua a farlo?

Potessi farlo io!

Comunque anch’io ieri mi sono dedicata al bricolage.

Di tipo un po’diverso.

Di carattere medicale.

Mi sono fatta il test sierologico rapido.

Sono andata in farmacia e ho chiesto di poter fare il tast rapido. Il farmacista flemmatico, ha strascicato i piedi fino allo scaffale, ha preso una scatola e mollemente l’ha appoggiata sul bancone.

Io ho guardato la scatola, ho fatto per porgergli il dito da pungere e lui mi ha detto:

<< SONO 19 EURO >>

Gli ho chiesto:

<< MAMELODEVOFAREDASOLA???!!! >>

E lui, lapidario mi ha risposto di sì.

Al pomeriggio, nell’intimità della mia cucina, sperando che nessuno sbirciasse dalla finestra (sono della vecchia scuola), ho disposto sul tavolo il pungidito la fialetta del reagente lo stick rivelatore (magia!) la pompetta tirasangue e le spiegazioni.

E’ stato cruento, ma ve lo descrivo ugualmente.

Mi sono bucata il dito, ho aspirato il sangue (ne è uscita una quantità sufficiente per tre test), fatto goggiolare il sangue nell’apposito alloggiamento dello stick (pare quello del test di gravidanza!), aggiunto le due gocce del reagente e atteso i 10 minuti richiesti perché la magia si compisse.

E magicamente si è compiuta.

Sono risultata negativa.

Poi una rivelazione:

Non mi sono filmata mentre lo facevo !

Così non potrò mettere sul web la mia unica esperienza di bricolage!

E sarebbe pure stata una novità, il bricolage medicale, praticamente un tutorial !



Di Rossella Gioda


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