scrivi

Una storia di TeoProme

Misantropia e fattanza

una figura di merda

324 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 23 ottobre 2018 in Humor

Tags: #bagnino #figuraccia #weed

0

Allora. Metteteci che avevo fumato dell'erba dopo pranzato e mi aveva messo parecchio sottotono; metteteci la spossatezza che mi portavo pesantemente addosso, in quell'ennesima noiosa giornata di caldo afoso; metteteci che in quel momento, scendendo agilmente dagli scalini, quasi frettoloso, come a poter rendere inosservata l'assenza, tornando al mio posto di lavoro, sdraio gialla nell'angolo del bordo piscina e secchio ribaltato a comodino, mi trovavo immerso in un ciclone di pensieri ansiosi, demolitori, e perciò, in un gran malessere; metteteci la mia ormai consolidata immagine di strano personaggio asociale, solitario, introverso, spesso anche apatico, agli occhi delle ragazze del villaggio; metteteci che avevo le cuffie nelle orecchie, anzi soltanto in una, a musica probabilmente bassa, ma quanto bastava per stroncare le relazioni. Ecco in quel preciso momento, scendendo dalle scale, incrociando probabilmente qualche ragazzina o persone che giusto attraversarono un istante il mio spettro visivo e non riconobbi tanto ero immerso in me stesso, sugli ultimi gradini, balzando sul piano di ghiaia, incrociavo lo sguardo della ragazza. Non ci avevo mai parlato, se non un ciao, tanto era piuttosto timida. Mi sembrò di sentire abbastanza bene che diceva: <<oggi vai a fare la merenda?>> e lo diceva in un tono cordiale come ad aprire un dialogo amichevole. Ma, un momento: non ne sono sicuro. Forse non si stava rivolgendo a me ma a qualcuna tra le persone che avevo superato nello stesso istante e non avevo ricordato, complice l'erba e i pensieri. Mi rendono molto apatico. Insomma ebbene quel che riuscii a fare fu fissarla quel secondo per cercare di capire, ma feci tutto completamente immerso in me stesso, che non riuscii a spiaccicare una parola, né a tentare un sorriso, né altro. Rimasi così, attonito, perso. Vidi lei - o meglio mi sembrò di vederla - tornare in qualche modo sulle sue, fingere nulla, ritirarsi sulla sdraio con il cellulare e gli occhiali da sole, ecco si, metteteci pure quelli, che portava addosso e contribuivano all'incomprensione. Ma non sono nemmeno certo che li avesse indosso quando mi si rivolgeva. Questa fu la grossa figura di merda. Niente. Non riuscii a dire niente, né a chiedere un <<scusa, dicevi a me?>> che fu la frase che immaginai di poter dire ma che diventava ogni secondo più fuori luogo. Tra tutti questi pensieri seppellivo l'imbarazzante momento.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×