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Una storia di OrnellaStocco

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Sotto la luna e le stelle

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4 minuti

Pubblicato il 04 aprile 2019 in Erotici

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Mi ha portata in uno di quei ristoranti nascosti tra le colline. Un luogo romantico ma soprattutto appartato. Discreto. Mi sono vestita come piace a lui. Intimo nero. Autoreggenti. Gonna sopra il ginocchio. Anche lui è vestito come piace a me. Giacca scura, camicia chiara che mette in risalto un residuo di abbronzatura. Jeans. Scarpe nere. Eleganti.
Si è tolto la fede. Non capisco se lo fa per rispetto verso di me o verso sua moglie. Una sera gliel'ho chiesto.
- Per tutte e due.
In auto mi ha accarezzata le gambe. Sa che mi piace. La sua mano gioca con il pizzo delle calze mentre io distrattamente guardo fuori dal finestrino.
- Questa sera sei pensierosa...
Di solito non rimango indifferente alle sue carezze. Nell'interno coscia dove la pelle è più liscia e sensibile non resisto.
- Tranquillo, tutto a posto...
Ma le mie mani restano ferme e continuo a guardare fuori dal finestrino.
Di solito una la metto tra i suoi capelli, l'altra sopra la sua mano che scivola sulle mie ginocchia e risale fin su...

So che lo fa impazzire quando gli prendo la mano e lo guardo con desiderio.
Ma questa sera no.
Il mio pensiero è da un'altra parte. Corre lontano. I pensieri possono fare centinaia di chilometri in pochi secondi.
Ci siamo sentiti al telefono questa mattina. E ieri sera. E questo accade da un po' di tempo. E mi basta sentire la tua voce emozionata per fremere. E vorrei aggrapparmi ai miei pensieri indecenti ed essere lì, da te, in pochi secondi. Attimi.
Non ci vediamo spesso. Trovare scuse sempre diverse non è facile. Che stress raccontare bugie. Per fortuna non ho questo problema. Non ancora.
- Questa sera ufficialmente dove sei? Cena con colleghi, ex compagni di scuola, amici, parenti...
Mi guarda di sott'occhio. Lo sto provocando. Cerco un pretesto. Forse non dovevo uscire con lui.
Sento il suono di un messaggio. Sei tu. Lo so. Ti sento. In ogni istante del giorno e della notte.
- Non rispondi?
- No.
- Perché?
- Perché non ho voglia.
Il tavolo è sempre quello. In un angolo della piccola sala ristorante. Candela. Posate in argento. Un'atmosfera elegante. Il caminetto acceso. Mi prende una mano. Mi sfiora le labbra con un dito. Di solito gli prendo il dito tra le labbra. Vedo il suo sguardo che mi implora.
- Devo smettere?
- No, continua...

I suoi occhi brillano alla luce delle candele. Anche i miei, ma non solo per le candele.
Ma questa sera no.
La camera questa sera è diversa. Anche lei. Di solito saliamo una piccola rampa di scale, questa sera la camera è al piano terra. Entriamo. Mi prende tra le braccia e cerca la mia bocca. Mi concedo un lungo bacio. E penso alla tua bocca dentro la mia.

Di solito mi giro. Lui appoggia le mani sul mio ventre e mi stringe a se. Mi bacia sul collo. Mi alza la gonna. Sento il fiato caldo e la sua pelle ispida di una barba non fatta da due giorni. Di solito il contatto graffiante della barba incolta mi fa avvampare ma questa sera no.

Mi stacco da lui. Siede sul bordo del letto.
- Ho capito. Senti, vuoi che ce ne andiamo?
- No.
Mi inginocchio davanti a lui. Si abbassa per baciarmi. Lo lascio fare.
-Ecco la mia bambina. è così che ti voglio piccola...
Di solito quando lui mi parla così io mi trasformo. Divento più bella. Più morbida. Come piace a te. Si stende sul letto. Mi attira sopra di sé. Di solito gli sbottono la camicia. Armeggio con la cintura. Lui si esalta nel vedermi così indaffarata con la lampo. Con frenesia mi spoglia senza togliermi la biancheria e le calze. Le calze è l'ultima cosa che mi sfila. Mi piace come lo fa. Inizio la danza dell'amore sopra di lui. Mi piace il suo profumo. Gli passo la lingua agli angoli della bocca. Gli sussurro cose all'orecchio, quelle cose che ci piace molto fare.
Ma questa sera no.
Mi rialzo.
Sono di fronte a lui. In piedi. Mi cinge a se. Il suo viso è premuto contro il mio ventre. Sento il calore del suo respiro. Gli metto le mani sulla testa la premo contro di me. Attimi.
- Scusami. Forse è meglio se andiamo via. Questa sera non sono tua.
Fuori è già notte. Leggo il tuo messaggio...vorrei tu fossi qui con me...ci sono le stelle e una luna strafottente. Alza lo sguardo al cielo. Sei tu che voglio.
Alzo gli occhi verso quei puntini luminosi. Le dita si muovono veloci sui tasti del telefono...
...il mio posto è lì con te...da questa sera e per ogni stella...


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