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Una storia di Barbarella49

Pettegolezzi

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3 minuti

Pubblicato il 16 aprile 2021 in Humor

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Siamo in un paesino della Sardegna, posto stupendo con un mare cristallino e trasparente e splendidi paesaggi. Il paese è piccolo, tutti si conoscono e quindi il pettegolezzo è all’ordine del giorno. Due donne stanno parlando dal loro balcone, mentre stendono i panni ad asciugare al sole. Sono Cesarina e Agnese due zitelle che non hanno altro da fare dalla mattina alla sera che impicciarsi degli affari altrui.


Cesarina: «Hai sentito la novità Agnese?»

Agnese: «Quale novità?»

Cesarina: «La nuova arrivata, quella signora tanto carina e giovane. Sai, si sono scoperti gli altarini».

Agnese: «Davvero? E che altarini? Dimmelo, sono curiosa. Che ha fatto?»

Cesarina: «Eh, sapessi. A me lo ha detto Mario che lui in fatto di occhi è un osservatore nato e non gli sfugge niente».

Agnese: «Così tu mi fai morire dalla curiosità».

Cesarina: «La nostra bella vicina sempre tutta imbellettata e profumata, sai cosa fa tutti i sabato sera?»

Agnese: «E allora? Non vorrai mica farmi stare sulle spine, sputa il rospo!»

Cesarina: «Questa è grossa, è grossa forte».

Agnese: «Dai, dai, dimmi!»

Cesarina: «Devi sapere che Mario ha la finestra del suo appartamento proprio dirimpetto a quella dell’ingegnere Giulio».

Agnese: «L’ingegnere Giulio? Quel tipo tutto casa e chiesa sempre ingelatinato e che sembra un leccapiedi ed è sempre tirato a lucido?

«Cosa avrà mai fatto e che c’entra la nuova arrivata?»

Cesarina: «Eh sapessi, ora te lo dico vai, altrimenti tu mi muori qui prima del tempo.

Però vieni da me, meglio non sbandierarlo ai quattro venti».

E così le due comari si ritrovarono in cucina della Cesarina per un tè con i biscotti.

Agnese pendeva dalle sue labbra.

Agnese: «Orsù, dunque?».

Cesarina:« La vicina, quella gattamorta, tutti i sabato sera va dall'ingegnere e torna nel suo appartamento solo la mattina, tu mi intendi».

Agnese spalancò gli occhi sbalordita e si fece il segno della croce.

Agnese: «Ecco, lo dico sempre io che le acque chete rompono i ponti. Che vergogna!

«Madonna mia santa, e la moglie dell’ingegnere non si è mai accorta di nulla?»

Cesarina: «Ma figurati! Torna sempre a casa stanca morta dopo il turno di notte all’ospedale».

Agnese: «Che infame quell’uomo. La moglie fa l’infermiera in ospedale, mentre lui si spupazza la vicina. Perché immagino fanno, fanno.. altrimenti perché starebbe tutte quelle ore là?».

Cesarina: «Fanno, fanno. Dicono che lei va a guardare il figlio piccolo, che va là a fare la babysitter. Ma Mario li ha visti. Quegli scellerati non si sono preoccupati nemmeno di tirare le tende».

Agnese: «E che ha visto?»

Cesarina: «Suvvia, devo scendere nei particolari?»

Agnese: «Sì, dai».

Cesarina: «Eh son cose che ti faranno rizzare quei pochi capelli in testa che ancora ti ritrovi.

Lo sai, son cose che fanno uomini e donne. Lui la spoglia, certe scene guarda! Oh, non mi ci far pensare».

Agnese: «Perché non mi ci far pensare? Perché a te non lo fa nessuno?»

Cesarina: «Impertinente, zitta! Fammi finire di raccontare. Volano mutande, reggiseno, reggicalze, calzini, pantaloni, gonna. Rimangono nudi come mamma li ha fatti».

Agnese: «E poi?»

Cesarina: «E poi? Immagina. Lui inizia a baciarla».

Agnese: «Santa Maria!»

Cesarina: «La bacia dappertutto, poi si baciano tanto a lungo».

Agnese: «Che emozione!»

Cesarina: «Poi si buttano sul letto e a quel punto..»

Agnese: «A quel punto?»

Cesarina: «Spengono la luce e non si vede più niente».

Agnese: «Ma come, non è giusto, proprio sul più bello!»

Cesarina: «Non c’è bisogno di tanta immaginazione per capire cosa hanno fatto».

Agnese: «Ma guarda te quella sgualdrina, e pensare che mi pareva fosse una personcina tanto per bene. L’ingegnere poi è un pervertito, che schifo!»

Cesarina: «Menomale che noi non abbiamo questo problema. Non avendo un marito nessuno ci tradirà mai».

Agnese: «Hai proprio ragione. Ma lei così giovane e sola che poteva avere tutti gli uomini, cosa ci troverà mai nell’ingegnere?»

Cesarina: «E chi lo sa cara. E’ un mistero».



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