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Una storia di KiraFree94

Accelerazione

27/04/2020

247 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 28 aprile 2020 in Horror

Tags: #accelerazione #horror #incubo #inverso #stelle

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Leggera e lenta mi avvicinavo alla mia dimora, in un istante perso nel tempo e nella memoria. Percorrevo passo dopo passo, attimo dopo attimo, la strada che mi avrebbe condotta al cancello della mia casa, mentre una pallida luce offuscava la mia mente.


‘Sogno o son sveglia?’


Il grigiore di un tramonto senza fine, un sole freddo che lentamente abbandonava l’orizzonte e la mia anima pian piano vibrava come sferzata da un vento sottile, che penetrava sottopelle turbando i miei sensi. I brividi scuotevano il mio corpo, ma non i miei pensieri. I miei occhi non riuscivano a vedere oltre quella barriera invisibile tra il mondo del reale e quello dell’ ‘inverso’, come ero solita definirlo: spesso nei sogni accade di trovarsi in posti conosciuti ai sensi, ma sconosciuti alla vista. Come se nel profondo l’uomo sapesse dove si trova, ma intorno nulla è come dovrebbe essere. Tante volte mi è capitato di viaggiare in questi luoghi tanto veri quanto falsi, talvolta anche di tornarci più di qualche volta. Non ho dubbi della loro esistenza, da qualche parte chissà dove, so che aspettano il mio ritorno. Dopo molto tempo, anche anni, ricompaiono nei momenti più tormentati, e rimangono immutati. Alcuni di essi sono confortevoli, altri sconfortanti… A volte durante il primo viaggio accade qualcosa di abominevole, poi tornando in quel posto la sensazione di orrore permane, ma le situazioni che si vivono sono diverse da quelle precedenti, ma sempre influenzate da esse e dalle decisioni prese in passato. C’è chi si perde nel tormento e chi viaggia senza fine. Ed era in uno di questi luoghi proibiti che mi trovavo senza saperlo quando la tranquillità lasciò il posto al terrore: arrivata finalmente a posare le mani sulla fredda inferriata di casa sprofondai nel buio. E poi di nuovo quella luce morta, che si intensificava per poi ricadere nella notte. In quel momento il velo è caduto dai miei occhi che, alzati al cielo, hanno potuto vedere per il peggior presagio di morte… Nell’oscurità le stelle imprimevano la loro orbita luminosa nella volta celeste, il bagliore di quelle traiettorie circolari o semplici archi mi confondevano e mi spaventavano. Col ritorno del bagliore solare il cielo si schiariva, ma quel disco luminoso attraversava troppo velocemente lo spazio, tornando dopo pochi secondi alla visione di quelle stelle maledette, che non riuscivano più ad essere distinte dalla loro scia tanto che acceleravano la loro rotazione intorno al mondo… Ma non era il loro moto ad essere cambiato, ma la terra sotto i miei piedi a ruotare con più vigore. E la mia testa iniziava a scoppiare di angoscia per la fine di tutto, i pensieri si accavallavano senza un senso e scorrevano come un flusso in piena mentre una preghiera sbucava impaurita, come una supplica ad un Dio sconosciuto. La mia mente non riusciva a sopportare di morire così, inerme, conoscendo il destino che l’attendeva, ma nulla poteva. La sfera terrestre si allontanava dalla sua unica fonte di calore e l’ombra stava per invadere ogni luogo, anche nel mio cuore. Con questa consapevolezza e senza riuscire più a fare affidamento alla ragione perdevo ogni controllo, abbandonandomi ad una violenza inumana. Un grido squarciò il mondo, e fu la fine.


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