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Una storia di DomenicoDeFerraro

Questa storia è presente nel magazine MUSICA E FILOSOFIA NAPOLITANA

NEW MONDI PINDARICI

RACCONTO DISTOPICO

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8 minuti

Pubblicato il 11 aprile 2021 in Fantascienza

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NEW MONDI PINDARICI


RACCONTO DISTOPICO



Nell’anno tremila e quattrocento, dopo la grande crisi nucleare terrestre . Billy di professione commesso viaggiatore sopravvissuto alla grande guerra galattica, pensò di fare qualcosa di diverso come passare , una tranquilla serata sul satellite orbitante, intorno alla stella cometa Halley . Il cielo quella sera di primavera era scintillante ed infinito , colmo di stelle lucenti che splendevano nell’oscurità dell’universo . Billy apri la finestra della sua piccola camera da letto ed incominciò ad immaginare ad occhi aperti , osservando altri mondi e desiderando altre avventure in fondo a quell’universo vasto come il mare delle tenebre. Mondi immensi come il suo pensiero che muoveva le sue membra tra le onde agitate sul filo della logica del credere che qualcosa esiste aldilà del bene e del male. Una visione apocalittica , cresceva dentro il suo animo, dentro i suoi pensieri si tramutavano in varie esperienze in viaggi galattici , ai limiti di un universo sconosciuto. Billy era cresciuto dentro il sua bella casa , sospesa su una roccia satellitare tutt’ uno con un asteroide , sulla scia di una stella solcante il cosmo. Aveva attraversato universi sconosciuti , visto mondi incredibili . Salutato e conosciuti strani esseri . Mai , comune mente umana , avrebbe potuto giungere alla comprensione di quei mondi lontani che Billy aveva veduto ,quasi toccato con mano. Egli aveva visto, trasformare quelle terre in altri mondi distopici attraverso la loro rappresentazione in una forma geometrica perfetta che racchiudeva un contenuto quasi divino.


La vita di Billy in fondo era una vita uguale a tante altre vite, anonime in quel vasto universo senza nome . Ed in quella sua bella casa , poteva sognare e viaggiare a suo piacimento , andare in fondo all’inconoscibile , alla storia che muove altre storie ed agita il suo enorme corpo virtuale . Quella sera ogni cosa sarebbe, potuto accadere , era cosi tranquillo , tutto scorreva nella calda sera , con i suoi pensieri, la sua volontà di amare e sognare , di andare verso qualcosa che non ha nome, indefinibile come soggetto pensante e desiderio utopico . Provò cosi ad uscire di casa a far quattro passi .Si diresse verso la casetta postale. Li vide due vecchie lumache con tanto di parrucca sul capo che iniziarono a beffeggiarlo . La prima disse :

C’è il proprietario della casa viaggiante non ti sembra ubriaco

La seconda rispose si sarà fumato dell’oppio sintetico.

Se continua cosi farà una brutta fine

Ma non è il peccato a decidere cosa sarà egli domani ?

Certamente la vita decide sempre per te

Ma Billy è un nostro amico

Lo era da ragazzo poi crescendo è diventato un irresponsabile, l’altro giorno mi stava quasi schiacciando il guscio con quel suo enorme piede di gigante.

Non ti dico cosa ha fatto a me tre giorni fa per poco non mi lanciava nello spazio con una fionda.

Gli la dovremmo far pagare, buttarlo giù nello spazio profondo.

Fargli provare il senso del vuoto.

Smettetela voi due di parlare di me

Disse Billy aprendo la casetta della posta.

Una macchina con tre robot passò di corsa davanti la sua bella casa , sfrecciando come fosse un bolide .Una scia di polvere di stelle si sparse nell’aria, facendola divenire irrespirabile .


L’aria diventò improvvisamente , incandescente, provocando in chi la respirasse , strane visioni , allucinazioni di diverso grado . A gli occhi di Billy apparvero subito strani esseri con diverse sembianze . Demoni ed angeli in lotta contro antichi titani. Non si capacitava Billy in quelle visioni , scuoteva la testa ad ogni passo mentre le due vecchie lumache continuarono a litigare chi avesse ragione , in quelle varie discussioni metafisiche . Fatto sta’ che non esiste una logica utopica capace di riassumere il narrare , ne esiste un filo logico nel divenire , dentro un immagine atipica . L’ azione scenica è sempre psicodelica, prova fenomenologica , cosa possa racchiudere in seno, un dialogo astratto. Poiché Billy era il frutto di una dinastia di custodi che stavano per scomparire e continuava a nascondere in se , un terribile segreto . Possessori di un potere occulto mentale, quello di poter mutare la realtà materiale ,di potere trasformare l’immaginazione in una realtà viva .


Quella sera era assai strana , sarebbe potuta essere diversa , come l’utopia in se che trasformava i suoi pensieri . Usci fuori il cancello della sua bella casa e vidi un uccellino dai strani colori saltellare sopra un ramo di un albero , ma in realtà era un passero elettronico che lo spiava da mesi , messo li dagli antagonisti guardiani dello spazio per controllare cosa facesse Billy.


Billy lo studiò , lo guardò , cerco di catturalo , ma il passero scappò via sbattendo le piccole ali , solcando l’irreale visione dell’insieme nel movimento del divenire che plasmava l’immagine suddetta in una sequenza matematica che inebriava l’animo di Billy. Prosegui il suo cammino , mentre il passero , prese altre forme ed altro aspetto. E poiché quell’asteroide era diretto verso un buco nero . Verso il nulla , in una dimensione senza tempo . Billy prese a correre appresso al passero e più correva più il passero, mutava forma e colore al punto da assumere l’aspetto di un ragno gigantesco.


I ragni a Billy non erano mai piaciuti , erano creature mostruose, crudeli capaci di divorare ogni cosa viva. Il suo timore di morire divenne sostanziale nel vedere il ragno, il quale prese forma di un immagine letale, frutto di una cinica filosofia che delinea il suo vivere ed il suo giudizio nell’ipotesi soggettiva . Sapeva che tutto quello che vedeva , era frutto di una sua distorsione mentale, prodotta dalla polvere delle stelle che respirava . La quale gli procurava una visione traumatica , trascinandolo in un delirio di sensi . Avrebbe voluto in un primo momento parlare con il ragno , ma questo si faceva sempre più minaccioso, avvicinandosi . In breve tempo il ragno si alzò in piedi assumendo l’aspetto di un mostro dalle tante braccia , capace di divorare ogni cosa.

Era inutile , avvicinarsi e dire ciao come stai.

Il ragno non sentiva ragioni.

Billy era assai preoccupato davanti a quell’essere , avrebbe voluto sniffare un altro po’ di polvere di stella per vedere se cambiasse qualcosa.

Il ragno prese a camminare intorno a lui

Billy gli sorrise, poi gli disse ciao come stai?

Ed il ragno si avvicinò e stranamente lo baciò sulla guancia.

Billy ebbe un sussunto non si sarebbe mai aspettato un gesto cosi affettuoso da quella mostruosa creatura.

Ed il ragno materializzò il desiderio di essere se stesso, di essere l’esistenza di Billy.

Billy si rivide bambino per un attimo. Il cielo in quella strana magica sera era sempre più colmo di stelle .Tanti buchi neri apparvero nel cosmo ,vortici simmetrici ruotanti che aspiravano ogni sostanza materiale , verso diverse dimensioni senza tempo. Billy nella sua inquietudine si diresse alla fermata dell’autobus come quando era scolaro e si recava a scuola con lo zainetto dietro la schiena. L’autobus scolastico , magicamente giunse subito dopo poco , calmo, quasi faticando sulla salita, lungo un pendio che era pieno di mostri con diverse teste. Un autobus fosforescente, accompagnato da una melodiosa militare , marcetta musicale. Billy salì in fretta sull’autobus , mentre il ragno si tramutò in un passeggero distratto con ombrello ed impermeabile. Entrambi presero posto , uno davanti , l’alto dietro. L’autista aveva una faccia pelosa e tutti lo chiamavano signor lucifero. L’autobus si mise in marcia lentamente poi preso a correre ad attraversò quello spazio utopico che definisce l’esistenza di ognuno, nella sua forma linguistica capace di definire il senso delle parole espresse.


Dove siamo diretti , disse Billy all’austista

Siamo diretti verso la fine di questa storia

Posso scendere alla penultima fermata.

Vorrei capire il senso di tutto ciò.

Ma figurati , quando siamo per arrivare ti avverto.

Grazie sei molto gentile

Faccio il mio dovere

Siamo in tanti a viaggiare

Si viaggia per amore e per sapere

Anche per conoscere se stessi

A volte per cercare di sopravvivere a se stessi

Giusto.

Io scendo qui disse il signore seduto di mezzo.


Intanto la notte era scesa veloce , la strada era deserta ,qualche passante si fermò a guardare le stelle cadere , qualcun altro si diresse di corsa sulla fermata dell’autobus che sarebbe dovuto passare di li a poco, con tutti i suoi sopravvissuti , con quei strani individui nati in questo racconto . Ed il ragno non perse l’occasione per tramutarsi in un persona poco socievole . Mentre Billy continuò a parlare con l’autista della sua vita. E tutto, passava ed ogni cosa, non aveva senso come il viaggiare , come l’attesa di essere un giorno se stessi .

Le stagioni passano cicliche ed il viaggio ci porta sempre dove vogliamo andare , dove desideriamo giungere . L’universo è infinito, provvisto di diverse porte. Alcune ti fanno passare oltre, attraverso di loro. Altre ti conducono verso un lungo a ritroso all’interno della propria esistenza e non c’è a volte, una via di uscita , neppure una salvezza d’acquistare , come al supermercato sotto casa . Poiché la logica distopica , riassume sempre in se , tutto il viaggio intrapreso in una singola immagine . E la sera era sempre lucente , sotto quelle stelle. E Billy continuò a camminare a viaggiare nella sua mente , continuò ad osservare quel vasto universo dalla piccola finestra di casa sua situata sulla rocca satellitare di quell’asteroide navigante nel cosmo sconosciuto. Billy vedeva la realtà che si materializzava , attraverso il suo pensiero, nell’utopia che annichilisce il desiderio e degenera nella morale . Poiché la vera vita è qualcosa che racchiude in se un materialismo astratto , fatto di molte forme e di varie espressioni che possono essere magnifiche se immaginate insieme . Ed inutile cercare di spingere se stessi , verso la salvezza in quella ipotetica, questione esistenziale , che ti lascia attraversare lo spazio ed oltre quello che credi possibile nell’immagine utopica. Poiché il vero vivere si materializza nell’astratto universo di molte vite possibili che animano il tuo pensiero. Rinascere in altre forme ed altri corpi , questo è il karma , la strada che ti condurrà a trovare le giuste risposte a quel circolo di domande esistenziali interiori . Un rinascere in se , fino a quando ti ritroverai , sempre al punto di partenza. Poiché non esiste una soluzione alla morte di una stella , ne alla morte di un commesso viaggiatore in genere, come personaggio pindarico, narrante il suo distopico amore notturno.






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