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Una storia di vladimiroforlese

Questa storia è presente nel magazine Vivere per (r)esistere

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1 minuti

Pubblicato il 11 gennaio 2019 in Poesia

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Mentre si accorciano i giorni
che ho davanti
si allunga e raffina
il racconto del tempo.
Foto ora in bianco e nero
ora a colori.


Il mio corpo
come una grande conchiglia
di echi
che arrivano vanno ritornano.


Apro il cassetto delle mie vite
ci affondo le mani
agguanto preistorie, nuvole vaganti
le pietre di un gioco in frantumi
passato che attrae e respinge.


Il tempo ci cammina accanto
e ci cammina dentro.
Mi interroga e lo interrogo
fa di me l’archeologo di me stesso
il poeta di una lingua fragile
che chiede forza e luce.


Il fascino dei trapassi
rinnova immagini: qualcuna resta
cocciutamente muta,
altre, colme di parole,
imbrigliano e imbrogliano,
sono ricordi, sono sogni
attempati attori della fantasia
che recitavano insieme
nel piccolo grande teatro
del tempo, il mio nel frattempo
divenuto memoria.

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