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Una storia di DominaExArcana

Il Respiro del Diavolo Parte 4

800 pagine prima di morire

209 visualizzazioni

6 minuti

Pubblicato il 16 settembre 2019 in Erotici

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« Che giornata di merda,
volevo solo scoparmi quel gran manzo, del buttafuori.
Invece no, sono morta.
Sono morta soffocata dal mio stesso vomito?
No.
Eroina?
No.
Cocaina?
No.
Alcool?
No, porca troia, era un pompino.
Come tutti i maschi, prima di scoparti, pretendono che gli succhi l'uccello.
Come tutti gli uomini, lui e venuto, mi ha fatto schifo, mi è venuto da vomitare.
Lui pero non se ne accorto, il suo unico pensiero era quello di premere la mia testa fino in fondo, l'ultima cosa che sentii fu “ E brava la mia troia, succhia tutto fino alle palle.”
Ecco cosi sono morta.
Morta per un pompino.
Che fine di merda ma non potevo morire folgorata? Morire investita? Cadere dalla scale?
No! Dovevo morire con un cazzo in gola.
Come se non bastasse la fine di merda, quello stronzo non se ne accordo e a continuato a pompare scopandomi in bocca.
Quando si e accorto?
Quando lo anno chiamato gli amici, avvisandoli che la troia era un po troppo fredda. Loro seduti su quei orrendi divani, a masturbarsi, guardando noi.
Ero calda abbastanza, secondo lui, per ficcarmi lo stesso l’uccello nella fica, dopo essersi assicurato però, che il culo fosse in bella vista.
Solo allora, quando gli fecero notare che non urlavo ne gemevo, che si fermo un attimo a controllare, appurando cosi la mia morte.
Fu in quel momento che gli sali una malsana idea, invece di chiamare i soccorsi, si volle togliere lo sfizio di mettermelo in culo. »


Si udi un sospiro, “questa schifezza chi l'ha scritta?” chiese il ragazzo steso sul letto.
“ E il diario di qualcuno, l'ho trovato ieri facendo le pulizie, al' agenzia di assicurazioni”. Ripose un altro ragazzo. Stava in piedi, e sorseggiava quello che sembrava un caffè.
“ Senti qua cosa scrive. « Caro diario, stanotte ho fatto un sogno strano, stavo scopando con il commesso del supermercato, quello bello che assomiglia a quel attore famoso. Lui invece di scoparmi con il suo bel pezzo di carne, usava una scatola di spaghetti. Mi sono svegliata affamata di pasta al ragù, e vogliosa di cazzo. Devo comprarmi un vibratore, le zucchine l'ultima volta sono rimaste incastrate, pero il minestrone era buono » Ecco fatto, ora non diventerò mai vegetariano. “
Il ragazzo in piedi rise di gusto, “ In effetti fa un po schifo la cosa, E tutto cosi?” Chiese posando la tazza di caffè sul comodino alla sua sinistra.
“ Direi di sì, qua scrive di quando al corso serale di chitarra, a fatto un pompino ad un flauto” replico il ragazzo steso ridendo.
“ Almeno non si e infilata il flauto da altre parti” suggeri il ragazzo in piedi, guardando davanti a lui il corpo semi nudo.
“ Mai dire mai. Sono appena al inizio, e siamo già a necrofilia e verdura, mi fa paura arrivare alla fine, Sono troppo curioso, credo lo leggero tutto” confesso con tono mortificato “ sono una brutta persona Vero?”
“ Si abbastanza” ripose il ragazzo in piedi. Stava fermo dietro si lui e lo guardava. Tutti quei discorsi, lo stavano eccitando. Sollevo la mano sinistra, la poso sul suo membro accarezzandolo sopra gli slip bianchi. Si morse un labbro, infilo la mano dentro gli slip, toccando avidamente la sua piccola erezione. Mentre il ragazzo continuava a leggere il diario.
“ Be, il mercoledì e stata brava, da morta l'ha leccata alla barista.”
Il ragazzo tolse la mano dagli slip, fece uscire il suo cazzo duro, si avvicino al letto, dolcemente sali sopra, divarico le game, sedendosi quasi sulle gambe del ragazzo steso nel letto. Lo guardo avidamente, toccandosi ancora, ma non gli bastava, voleva di più.
Avvicino le mani, al culo del ragazzo steso, sfiorandolo dolcemente, fece scendere i suoi boxer, non fu delicato, non fu cortese, si stese sopra di lui, usando la mano per farsi spazio.
“ Se questa schifezza ti fa questo effetto” ripose il ragazzo smettendo di leggere “ io lo conservo” disse spostando il bacino verso l'altro, per facilitare l'entrata, del grosso fallo del amico.
Lo penetro senza aspettare, diretto come un missile, avanti e indietro, velocemente, con avidità, tra urla e gemiti.


“ STOP FERMI TUTTI NON VI MUOVETE “


L'urlo terrorizzo tutti, i ragazzi smisero di fare sesso, non si mossero.
“ Cosa succede?” Chiese una costumista.
“ Sono arrivate le guardie, spero non siano i Mujahidin” ripose un uomo dai capelli rossi.
“ Copriteli, voi non vi muovete” grido un altro uomo sulla cinquantina.
“ Devo restare con il suo cazzo in culo” Protesto i ragazzo.
“ Ti pagano per farti inculare. Fermi e non vi muovete” gli disse una truccatrice.
Presero un telo verde scuro, era molto grosso, forse era una tenda coprirono i due uomini che stavano facendo sesso. Il telo era sufficientemente largo per coprirli due volte.
Frettolosamente vennero nascosti, i falli e le vagine di gomma, le croci, e i lubrificanti, vennero nascoste le ragazze, nel angolo più buio dietro a delle casse di vestiti, mentre gli uomini finsero di riparare luci, altri macchine. Quel rumore cupo e angosciante si avvicinava sempre di più.
La donna scese dalla macchina, fiera e orgogliosa, convinta che nulla potesse fermarla, lei era la padrona del mondo.
Aveva nascosto il suo piccolo tesoro. Solo lei sapeva dove, solo lei poteva accedervi.
Era in ritardo, ma lei era il capo, se lo poteva permettere.
Guardo il deserto e il vuoto che portava, odiava quel posto, lo odiava con tutta se stessa ma sola la poteva ottenere quello che cercava fin da bambina.
Cerco di aprire la porta, non fu facile, sembrava bloccata, immagino essendo ruggine, fosse solo bloccata dalla cattiva e mai fatta manutenzione.
“ Dannazione “ impreco con veemenza, riuscendo alla fine ad entrare.
Richiuse la porta, si guardo attorno, il buio padroneggiava la grande sala, il vuoto, ne offuscava l'esistenza.
“ C'è nessuno, sono io” disse a gran voce per farsi riconoscere.
Non vi fu risposta però, solo eco della sua voce.
“ Ma che diavolo succede” mormoro tra se è se.
Non c'era nessuno, si guardo attorno, “ no, no, no” inizio a mormorare, raggiungendo a passo veloce, il grosso telo verde.
Si aiuto con entrambe le mani, lo sposto con un po' di fatica, li vide erano ancora la, uno sopra l'altro.
“ NOOOOOOOOOOOOOO” grido con quanto fiato aveva in gola.
Si precipito a cercare la luce, le mani tremavano, “ cazzo” esclamo riuscendo finalmente ad accendere le luci.
Sotto il telo i due ragazzi erano diventati scheletri, dai loro bulbi oculari vuoti uscivano vermi, dalle loro bocche ragni.
“ No, no, no” continuava a gridare, guardando tutto attorno a se, gli scheletri, i cadaveri in decomposizione, tra insetti e vermi, e pezzi tagliati di corpi.
“ Ho ancora 9 giorni di tempo” urlo battendo i piedi.
“ Sto venendo a prenderti” ripose il silenzio sollevato dal fruscio del vento.
Sapeva che era vero, doveva agire in fretta, non poteva più delegare a nessuno, ora doveva mettersi in gioco lei.
Corse fuori, verso la macchina, mentre dietro di lei l'edificio sprofondava nella sabbia.




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