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Una storia di BrunoMagnolfi

Difficili equilibri.

Davanti alle due finestre

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3 minuti

Pubblicato il 21 marzo 2020 in Avventura

Tags: #raccontobreve #ragazzi

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Davanti alle due finestre del suo piccolo appartamento al primo piano dove abita da sempre, Consuelo può vedere, dal lato opposto dalla strada cittadina, un piccolo supermercato, un caffè, ed un laboratorio artigianale di bigiotteria. Sono in quattro a produrre collane ed orecchini là dentro, compreso il proprietario, e da quasi un anno c’è anche un ragazzo alto e con un’espressione interessante, che sembra quasi sprecato per stare tutto il giorno sui tavoli da lavoro a perdere la vista su delle minutaglie. Lei lo ha incontrato qualche tempo fa al supermercato poco dopo le cinque del pomeriggio, all’ora in cui probabilmente il laboratorio chiude, e da quello che lui ha acquistato quando ha fatto passare gli articoli alla cassa, le è parso che fossero tutti generi alimentari preparati per un’unica porzione, come se lui abitasse da solo insomma, esattamente come lei. Perciò, senza esagerare, ha scelto diverse altre volte di recarsi esattamente in quello stesso orario a fare acquisti nel supermercato davanti casa sua, ed avendolo incontrato di nuovo, proprio come immaginava, l’ultima volta lo ha quindi salutato con uno dei suoi larghi sorrisi.

Consuelo fa la segretaria di un anziano commercialista, un lavoro oltremodo noioso e anche monotono, ma l’orario che rispetta nel suo piccolo ufficio è più o meno lo stesso del laboratorio di bigiotteria. Certe volte, quando esce di casa al mattino, si ferma per fare colazione nel minuto locale accanto al supermercato, ma almeno fino adesso non le è mai capitato di incontrarci anche il ragazzo del laboratorio. Non è facile trovare l’occasione buona per scambiare due parole con una persona che sembra peraltro piuttosto riservata, ma lei è una signorina paziente, e sente che prima o dopo il momento giusto le dovrà pur capitare. Stasera difatti, quando è tornata a casa dopo il lavoro, si è fermata per l’ennesima volta ad acquistare qualcosa nel supermercato, e sopra al marciapiede prima di entrare, mentre stava uscendo dalla bigiotteria, ecco che arriva proprio lui, quasi scontrandosi con Consuelo. “Buonasera”, fa lei soffermandosi con il suo sorriso, e lui, che appare confuso e forse intimidito, la saluta a sua volta, ma con modi leggermente buffi ed impacciati. “Ci siamo già incontrati altre volte al supermercato, mi pare”, dice lei cercando di dare un seguito a quel momento fortunato. “Già”, fa lui; “si potrebbe festeggiare l’avvenimento”, gli scappa di dire.

Così vanno nel bar a fare due chiacchiere e a prendersi un caffè seduti ad uno dei tre tavolini del locale, poi si infilano dentro al supermercato per acquistare qualcosa per la cena, ed infine vanno a casa di Consuelo per cucinare qualcosa e mangiare assieme. Non c’è niente di male, pensa lei adesso: è soltanto una conoscenza da perfezionare, forse un’amicizia in formazione, uno scambiarsi idee e riflessioni che possono anche mostrare delle affinità utili e carine. “Sono sola”, dice lei senza mezzi termini. E lui sorridendo risponde solamente: “anche per me è così in questo momento”. Il futuro può essere davvero tutto da definire per loro due, le cose possono diventare rapidamente serie e durature, e i loro pensieri difatti marciano veloci, l’intensità che impiegano nel darsi le risposte e nel formulare piccole domande, mai troppo dirette o pesanti, mostrano subito di valutare molto quell’incontro così casuale, ed evidentemente anche ciò che ne potrebbe conseguire.

Infine lui va via, la ringrazia fortemente e la saluta nella maniera migliore che conosce, e le garantisce che potranno rivedersi senza dubbio in uno dei giorni che seguiranno, e casomai lui le suonerà il campanello di casa uscendo dal lavoro. Consuelo è contenta, le pare che le cose siano andate estremamente bene per ambedue, e che in futuro ci potranno essere degli sviluppi su cui adesso non vuole neanche riflettere. Poi lo guarda andare via dalla finestra, lo saluta con la mano, e d’improvviso però si rende conto, come svegliandosi da un sogno, che in fondo lei non vuole affatto che qualcuno le venga a rompere di colpo tutti i suoi equilibri.


Bruno Magnolfi


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