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Una storia di DomenicoDeFerraro

FARSA GROTTESCA DEI MIEI ERRORI

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10 minuti

Pubblicato il 10 febbraio 2019 in Fantasy

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FARSA GROTTESCA DEI MIEI ERRORI


Vivo i miei giorni, piangendo con tutti i miei errori. Vago nei dialoghi , esule nel peccato come in un giorno disperato in cerca di una logica dei fatti che mi conduca verso la vita . Nell’invitto udire andrò piangendo memore dei miei errori , attraverserò le mille incertezze i vincoli morali le mille imprese che come sogni schiusi all’alba fingono di essere belle. Le vecchie avversioni le false storie che mi trasportarono verso altre congiunture. Ed il mondo mi riporta dentro una nuova realtà , figlio di molte verità , fingo di non capire di amare di crescere come un ramo verso il cielo. Cado nel vuoto delle storia cercando di fuggire dall'oscurità con tra le mani un cero verso la luce. Discendere poi rialzarsi cercando nell’immoto dei sensi in quel vago dire che ingrato trasale spera fumando ingordo il mio cuore mi tradisce


Sarò nell’aria di una città colma di rifiuti . Tra Strade sporche che mi riportano ad un amore banale nella storia che lungi per idiomi e meste scale salgo a perdifiato. andrò nell’ingratitudine dei tempi nel suono dei liuti dei fauni cornuti tra i boschi cercando un perdono un senso che esplode dentro di me. E nel meriggio nella vaga incertezza di capire i vari errori nell’orrore dei sensi le porte dell’inferno si schiudono ed entro disperato in cerca di un uscita. Con il mio cuore ferito. scorre sangue e mesto scorrono i giorni passati insieme il fuggire nel vuoto della storia.


Porterai i tuoi massi sopra le spalle lungo il crinale della storia. suonerai e non capirai il male commesso ed i mille massi saranno blocchi di cemento ordinati con cura dentro di te . dentro il fuggire per mondi sovrumani nel vago interesse nel fuoco si riaccende la fiamma della vita si accende il senso di chi siamo ed io mi riscaldo da solo sulla cima del monte con i miei fantasmi la mia triste storia.


Mi cercherai con sguardo vago sarai a due passi dal capire. nell’ira fatale nel furto di un nome perduto come uno qualunque come nel sogno intrapreso cucito addosso ad un vecchio. cheto fuggire in un amore sazio della sua conoscenza.



Mi vorrai con te nel tuo letto di spine, freddo talamo ove muore questa storia


Faro come se nulla fosse . Come se non avrei mai capito , come se la gloria mi avesse incontrato stanco nel chiarore dei gesti nell’audace soffrire nel fumo dei vapori che portano uomini e donne verso le verdi isole. vedrai e capirai , quando sarai ad un passo dal capire le porte dei bei palazzi si riapriranno.


Mi scaglio in mille verbi non voglio morire per lei

Sei tu che guardi la notte

Il giorno mi ha preso per mano e mi conduce lontano

Avessi fatto meglio a te sta zitto

Cosa il cuore comanda cosa ordina il dio e la sorte

Lasci il tuo cuore sepolto sotto la sabbia

Mi fingo dal credere

Alcuni avventori entrano nel bar

Ci date da bere vogliamo brindare alla vittoria

Faciteme ò piacere appicciate sto razzo

Chisto fa a botta

Faciteme senti

Appilatevi l’orecchie

Addunucchiate e vaseme sti mane

Ma io nun sono ò zappatotore

Prego da questa parte . Vedete quante porte

Queste portano tutte all’inferno

Non scherzate questa storia deve finire qui

Perché mi struggi cosi l’animo , perché mi maltratti

Sei senza cuore sei una bomba che prima poi esploderà

Lascia che io sia il tuo sogno, bambola

Uscite fuori tutti , venite ad ammirare

Come bello , l’onda dello mare spegne la fiamma dei fuochi d’artificio

Siamo ad un passo dal capire chi siamo

La storia si ripete

Lo dicevano sempre la gente del vicolo

Non credo , il mondo ci condanna per la nostra bellezza

Non c’è più senso in quello che facciamo

Non c’è amore, tutto è una associazione a delinquere

Che ridere ti bei del male compreso

Non dirmi altre cavolate , sono stanco di aspettare

Il bar s’anima di belle donnine alcune sono talmente gaiedall’aspetto di meste ancelle

Entrate leste nel mio locale prego spogliatevi in fretta

Accidenti ho dimenticato il portafoglio

Non disperare pago io

Accidenti mi innervosisce assai questo fatto

Quale fatto la luna non la vedi ha la bocca storta

Non ci posso credere ha gli occhi chiusi il mento perlaceo soave luna dalla forma tozza emule sogno di tante generazioni

Mi prendi per i fondelli m’invita ad una festa senza avere denaro

Non sono stato io a dare questa festa

Il gestore grasso dall’aspetto campagnolo con pantaloni azzurri con le lenti rosa con una cravatta corta con il capello ossigenato con la pancia che traballa quando si muove come il figlio della notte come questa storia .


Venite prego entrate ci sono tante stanze .

Fermo addò vai a te ti conosco tu sei quello che non paga mai

Io vi sbagliate io sono figlio della lupa

Ah mi ricordo di tua madre santa femmina

Posso entrare

adesso si ma pulisciti i piedi

Ai vostri ordini come dio comanda stasera sono libera

Non ci lamentiamo . Stasera ci sta tanta bella gente faro affari d’oro

Vedrete apparire di nuove le stelle poi all’improvviso un pallone aerostatico con a bordo tanti onorevoli tante donne ben vestite tutti canteranno la bella canzone del momento la canzone vincitrice di san remo. Pelliccia e scarpe con il tacco il mostro stara in angolo attenderà la sua vittima. l’orrore degli atti ed il tempo scorrerà come i giorni dimenticati troppi in fretta senza peli sulla lingua senza mutande senza occhiali , cecato come una talpa ballerà da sola in cerca di un uomo perbene di una storia nuova senza senso senza pene troppo bella da vivere al lume della luna come i giorni passati che si sono formati nella falsità di un gioco di carte nella ingratitudine di un dio selvaggio.


Mi vorrei rilassare . prendo qualcosa da bere mi voglio ubriacare

Chesta e na bella vita, si durasse

Qua ci stanno tanto belle femmine belle ed elegante qua si magna e ci scappa pure na chiavata

Tiene sempre a stessa capa nun capisce mai addò mettere e creature o sole

Faccio quello che mi piace nun tengo a dicerie a nisciuno chelle che mi passa per la capa

Ti si fatta a Marianna

Ma te che t’importa scostumato occhialuto mezzo deficiente

Hai chiuso con me mi hai ferito nell’orgoglio

Non volevo scusami aggio perso il controllo

Non ci comporta cosi

Hai ragione sono un ragno fellone mi piace nuotare a ranochietta

Questa pero te la faccio pagare

Mo’ andiamo a sederci

Io con te non vengo e si ci mancherebbe proprio con te

Facciamo le persone serie

Verranno altre storie altri uomini ed altre donne tutte ben vestite verranno a ballare la in mezzo al locale la scimmia salterà l’asticella ed il maestro d’orchestra riderà con le mutande abbassate , ci sarà una fila enorme ci sarà una folla pronta a riprendere la scena verrà anche il professore Ugone con il suo clarino chiederà di essere ascoltato poi improvviserà una altra aria sarà veramente bello ballare e dimenticare. Berremo nelle coppe di cristallo assenzio e liquori mentre la luna aprirà gli occhi su questo mondo. Un cielo trapunto a sera di stelle sarà immenso bello da vedersi e sognare con milioni di persone, essere un solo cuore una sola storia ci condurrà dove il dio dei padri c’attende. ci attenderà in giacca e cravatta con la sua macchina nuova fiammante ci porterà a fare un giro per Mergellina poi pagherà a tutti noi un gelato che non è un gelato ma una coppa di veleno e noi moriremo come topi che hanno mangiato formaggio avvelenato il nostro cuore batterà forte tanto forte nel vedere lei uscire dalla macchina lei regina della notte tanto bella tanto crudele figlia della sorte di una umanità che esule figli di Eva povera di ideali ride di se delle sue disgrazie

Assettatevi pigliatevi quello che volete

Chisto fa o marinariello

Chisto e proprio scemo tale quale optate nun tenne modo lo vedi nun sape parla tenne l’ erre moscia

Que nun dicerie a nisciuno chelle che ti dico

A chi l’aggio dire tu stai parlane con una persona seria mica con un pagliaccio

Va buon mi Faccio tre quarti di sonno sperando di sognarmi sempre a lei

Allora la tua e una fissazione

Ti fosse innamorata chelle e na bona guagliona

Però nun porta le mutande

Ma a te che t’importa

No e che io sono assai suscettibile

Ma mi faccia il piacere don Giovanni fate uscire fuori dal locale questo inetto non tollera le donne senza mutande

Uhm ma qui stiamo alle solite tu ti devi comportare bene se no vado dal padrone anzi ti denuncio

Mi fate cacare sotto

State zitto abbiamo passato na brutta nottata

Era sabato ci hanno chiamato tre quattro volte noi siamo corsi con tutte le mutande sporche con la voglia di salvare il prossimo . Ci stava una fila interminabile sulla tangenziale . Un vecchio faceva le scorregge usciva fuoco dal deretano una cosa impressionante da non credere. Cantava l’Aida mo’ cantava Maruzzella mo’ cantava napoletano. Come era bello ricordare di essere stati giovani e forti di essere usciti dalla guerra dal sodalizio da quella immondizia razziale. Eravamo stati soldati abbiamo combattuto mille battaglie sempre pronto ad aiutarci contro l’acerrimo nemico.

Non ti scandalizzare fai finta di non aver capito oggi e diritto domani e storta

Tengo il cuore a destra

Madonna chesta son cose da pazzi

Chiamali falli fosse e meglio non esagerare, ne possiamo parlare con calma

Noi non abbiamo più nulla da dirci non siamo piu nulla

Ma io ti volevo spiegare ti volevo portare sopra Posillipo comprarti un gelato a limone e fragola volevo sfilarti di nuovo le mutande

Non hai capito io sono una signorina seria . A mi piace Sanremo

Madonna mo’ chi gli lo dice al professore

Qui stiamo in locale serio qui si balla e non si tromba

Ma tu non volevi andare ad Ischia questa sera

Ci avrei voluto andare con il traghetto ma sono finite le corse

Possiamo andare dalla scigna a mangiarci un gelato

Dalla scigna non ci vengo mi e antipatico

Come , quello fa i gelati più buoni di Napoli

Mi madre mi diceva nisciuno ti vuole bene chiu di me , pensa nessuno questo mi dirai quando saremo soli di nuovo cosi la notte ritornerà e verranno tanti turisti chi dalla Russia chi dal Brasile con tanti servitori verranno a visitare le catacombe e le belle chiese ci saranno giorni migliori forse un nuovo papa un nuovo re.

Verranno con le loro moglie verranno in compagnia della morte con tutti gli anni trascorsi insieme. verranno diranno quello che gli pare senza peli sulla lingua . ben vestiti come se fosse di nuovo natale. con portafogli colmi di banconote da cento da mille. spenderanno fortune come se non ci fosse nulla all’incontrario . Senza alcuna benedizione senza alcun amico come ieri all’incontro di calcio la donna regalerà il suo cuore alla scimmia che vive in noi. verranno quelli dell’altra domenica con tutte le loro storie con tutti gli errori commessi si parlerà di sport si parlerà di come Giovannino abbia avuto una palla in fronte. di come dribblando sia giunto a segnare una rete. ed un urlo disumano si è alzato dalla folla sugli spalti se alzato la donna mostrando il suo floscio seno.

Tutti erano a conoscenza del misfatto di chi fossi io con la mia povera vita.

Tutti conoscevano la mia storia chi fossi per in vero come il tempo abbia trasformato il mio vivere come io sia Diventato quello che sono. come tutti non ho compreso l’amore ne la sorte . E negli errori che ho commesso, sono cambiato, poi ho imparato a suonare l’armonica a bocca poi ho cercato di scappare per non essere acchiappato

Maturerai, vedrai diventerai tanto grande quanto omero

Ma nu ci mettere altre stronzate in testa

Pigliate nà pastiglia siente a me

Mo’ c’è la fate sentire chesta canzone

Vi prego vi dovete stare tutti zitti se no chiamo la polizia

Abbiamo pagato

Anche io a causa dei miei errori.

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